siti di immersione

I più bei siti di immersione della costa toscana – le isole

Il litorale della Toscana offre un ricco quanto vario campionario di escursioni subacquee capace di soddisfare tutti gli appassionati

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Le incredibili auto pargheggiate sul fondale marino del Nasim II

Non si va all’Argentario senza fare tappa all’isola del Giglio. E questa regola vale anche per i subacquei. Nelle sue acque dal caratteristico color smeraldo si possono programmare decine di immersioni, una più spettacolare dell’altra e adattabili a tutti i brevetti.
Cominciamo con l’immersione più famosa dell’isola, quella di Punta Fenaio, il capo più a nord del Giglio. Qui i percorsi da consigliare sono almeno una mezza dozzina. Si passa dai 15 ai 42 metri di profondità. Consigliatissima ai fotosub per la ricchezza della fauna marina è la discesa sulla franata. Chi vuole spingersi più in fondo, può scegliere di affrontare la bella parete, piena di tane e di anfratti. Attenzione che la parete scende oltre i limiti dei brevetti sportivi. Mantenetevi sempre nelle quote di sicurezza. Continua

I più bei siti di immersione della costa toscana – l’Argentario

Il litorale della Toscana offre un ricco quanto vario campionario di escursioni subacquee capace di soddisfare tutti gli appassionati

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Tutti i colori di Punta Finestra

Alzi la mano il subacqueo che non ha mai fatto un’immersione all’
Argentario! Questo promontorio ci offre le più belle immersioni di tutto il Mediterraneo, è una delle mete preferite dei sub di tutta Europa e una delle palestre preferite per gli istruttori per addestrare allievi di tutti i gradi.
Cominciamo con quella che è forse l’immersione più nota del promontorio: l’Argentarola. Lo spettacolare scoglio perennemente circondato da nubi di pesci pelagici e coperto da coloratissimi ventagli di mare, ombrellini, axinelle e gorgonie gialle e rosse, comincia a 20 metri per scendere sino a 42. Su questo sito si possono programmare più immersioni, di vari livelli, tutte diverse una dall’altra.
Molto varia è anche l’immersione allo scoglio del Corallo. Si può scendere lungo la parete ad est o pinneggiare nella secca vicina. Ma non perdetevi le due gallerie che attraversano lo scoglio parte a parte a quote diverse. Le profondità variano dai 20 ai 30 metri. A fare da protagonista sono naturalmente i lunghi rami di corallo rosso. Continua

I più bei siti di immersione della costa toscana – il promontorio di Piombino

Il litorale della Toscana offre un ricco quanto vario campionario di escursioni subacquee capace di soddisfare tutti gli appassionati

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Nella costa toscana è facile imbattersi in resti di epoca romana

Continuiamo il nostro personalissimo elenco dei migliori siti di immersione della
costa toscana con un relitto, quello del Tabarca. Questa motonave adibita a trasporto truppe fu teatro di una tragedia durante il secondo conflitto mondiale. La nave, diretta ad Ostia, cozzò contro una mina nella notte tra il 30 novembre e il primo dicembre del 1942 e affondò portandosi dietro oltre 250 soldati italiani e tedeschi. La vicenda ha accora dei lati oscuri e magari ce ne occuperemo in un prossimo articolo. In quanto all’immersione, i resti della nave si trovano tra i 25 e i 30 metri. Attorno al relitto, si trovano ancora armi, equipaggiamento e anche quel che rimane delle piastrine di riconoscimento di quei sfortunati soldati.
L’area minata che difendeva le coste della toscana, non ha affondato solo il Tabarca, ma anche il Genepesca. La nave, che era stata varata appena 5 anni prima, affondò dopo uno spaventoso urto con una mina il 26 maggio 1945. L’essere una nave da pesca e non da guerra, non le risparmiò una fine violenta. Rientrava dopo una stagione di pesca sui mari della Tunisia e non trasportava né soldati né armi. La mina la spezzò in due e i due tronconi si trovano nel fondale a 33 metri di profondità ed a ben 80 metri di distanza l’uno dall’altro, a testimoniare la violenza dello scoppio. I troncone di prua è coricato su un fianco. Più spettacolare la poppa che giace in assetto di navigazione con il fumaiolo ancora ritto. Continua

I più bei siti di immersione della costa toscana – il mare di Livorno

Il litorale della Toscana offre un ricco quanto vario campionario di escursioni subacquee capace di soddisfare tutti gli appassionati

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I resti dell'ancora Ammiragliato che danno il nome ad una delle più celebri immersioni del mar Tirreno

La grande varietà dei siti di immersione che troviamo lungo la
costa toscana consente a tutti i subacquei, qualsiasi siano il loro livello e le loro preferenze, di vivere splendide avventure sommerse. Se consideriamo anche l’innegabile qualità dei diving presenti nella zona, che offrono garanzie di sicurezza e preparatissime guide, si capisce come mai questa regione sia tra le più selezionate per lo svolgimento di corsi didattici e di esami per i vari brevetti dai club subacquei di tutta Italia. Vediamo ora una carrellata dei siti in cui, perlomeno una volta nella vita, un subacqueo dovrebbe immergere le sue pinne.
Da settentrione a meridione, la prima immersione che non possiamo fare a meno di segnalare à la splendida grotta del Boccale, che si trova di fronte ad Antignano. Si tratta di un “foro” naturale che taglia l’omonima cigliata ricca di spugne e, perlomeno quando ci sono stato io, qualche anno fa, anche di corallo rosso. L’entrata è a 25 metri e l’uscita a 18. Un brevetto di secondo grado è più che sufficiente per affrontare questa divertente immersione. La corrente non è mai forte e la visibilità sempre buona. State attenti a non danneggiare i coralli con incaute pinneggiate. Continua

Immergersi in Sardegna. La costa settentrionale

Famoso più per il turismo d'élite che per le immersioni, questo tratto di litorale ci offre comunque splendidi siti sommersi


In immersione nella secca delle Cernie, nel parco marino di Lavezzi

Scritto per LiguriaNautica - Andiamo ora nel nord della Sardegna. Il tratto di costa che guarda alla vicina Corsica è ricchissimo di magnifici siti di immersione, alcuni davvero unici. Cominciamo con Castelsardo. A poca distanza dalle sue mura troviamo due belle secche: quella di Treazzi e quella di Frigiano. Qui la corrente può fare qualche scherzo ed è bene scendere preparati. Ci si immerge a – 9 metri per scendere, volendo, sino al fondo sabbioso e ammantato di posidonia e pinne nobili a – 35 metri.
Ancora più interessante è la vicino secca di
Castelsardo che si presenta come una grande torre dal diametro di circa 300 metri. La parte più alta della torre si trova a 11 metri ma si può scendere in profondità sino ai – 35. Si tratta di un sito di immersione molto variegato, dove si possono programmare molti itinerari subacquei adatti a tutti i livelli di preparazione.
Procedendo verso ovest troviamo il
canyon delle Gorgonie, una sorta di panettone tagliato a fette dove si pinneggia tra foreste di gorgonie gialle e coralli rossi. Al largo di Porto Leccio è ubicata la secca cosiddetta del Vichingo. Immersione interessante soprattutto per i neofiti, considerando che comincia a soli 5 metri. Davvero particolare è il sito chiamato lo Stazzu. L’itinerario si snoda dagli 11 ai 28 metri di profondità. Il nome deriva da una serie di strane grotte che si incontrano e che somigliano agli agglomerati rurali tipici dei pastori della Gallura e che sono, per l’appunto, chiamati, “stazzi”.
Ma la più bella e famosa immersione di Costa Paradiso è senza dubbio la
Tana di Gavino che si snoda tra i – 27 e i – 28 metri in uno spettacolare e coloratissimo scenario: si segue infatti un canalone per arrivare poi ad una parete e destreggiarsi infine tra alcuni scogli ricchissimi di vita. Gavino, che dà il nome all’immersione, era un enorme astice che i subacquei non mancavano di omaggiare quando passavano davanti alla sua tana. Continua

Immergersi in Sardegna. La costa orientale

Un tratto di litorale di incomparabile bellezza che non manca di regalare autentici paradisi sommersi anche ai subacquei


Una facile immersione a Cala Mariolu. La subacquea è uno sport per tutti e tutte!

Scritto per LiguriaNautica - Col parco del Giannargentu e spettacolari paesi incastrati tra mare e montagne come l’indimenticabile Cala Gonone, la costa che butta ad oriente è – a mio personalissimo giudizio – la più bella della Sardegna. Senza dimenticare una strada come l’Orientale Sarda che va fatta perlomeno una volta nella vita. La costa est dell’isola offre anche incantevoli siti di immersione.
Nel promontorio di Golfo Aranci, tra Porto Rotondo e Olbia, segnaliamo la parete del
Mamuthone che comincia appena sotto la superficie del mare e scende a meno 25 metri. Mamuthones sono chiamati quei terrificanti mascheroni sardi che alcune rocce della parete sembrano, con un po’ di fantasia, richiamare. A poca distanza da questa parete, si trova la cosiddetta Città delle Nacchere. Immersione facilissima, tra i 6 e i 10 metri, che ci porta in una piana letteralmente coperta da grandi pinne nobilis. Alcune superano il metro e mezzo! Da non credere!
A sud, a ridosso dell’isola Tavolara, troviamo tre siti famosi. La
secca del Papa (15 – 37 metri), tra pareti ricche di vita, la Tedja Liscia (5 – 27 metri), tra massi, archi e spaccature della roccia e la secca dell’Elefante (16 – 32 metri), che prende il nome da una strana roccia che ricorda la testa di uno di questi bestioni con tanto di proboscide. Altre due secche ci aspettano nella vicina isola Molara, quella di Punta Arresto (3 – 28 metri), tra guglie altre sino a tre metri e del Molarotto (9 – 26 metri), dove ci attende una numerosissima colonia di murene. Animali, ricordiamolo, che non sono pericolosi per il subacqueo ma che comunque non vanno stuzzicati. Continua

Immergersi in Sardegna. La costa occidentale

Grotte, tunnel e anfratti sommersi sono le caratteristiche di questo litorale unico al mondo e amatissimo dagli speleosub


Un subacqueo in immersione nelle colorate acque della Sardegna

Scritto per LiguriaNautica - Continuiamo il nostro viaggio ideale lungo la costa della Sardegna, salendo sino ad Oristano. Tra Marina di Torre Grande e Bosa troviamo un tratto di costa molto interessante caratterizzato da colorate secche e formazione rocciose che fanno ritornare in mente i versi dell’Ariosto “per balze, per pendici orride e strane. Dove non via, dove sentier non era. Dove né segno di vestigie umane”-
Cominciamo con la secca di
Corona Niedda, dai 14 ai 26 metri, ricca di anfratti e tane di animali, ed in particolare la secca Su Puntillone che sorge su alla cima di una imponente torre naturale (a meno 19 metri). Non trascurare di fare un giro anche lungo le pareti del torrione, piene di animali e colorate concrezioni. La visibilità è quasi sempre ottima e non ha nulla da invidiare al decantato mar Rosso.
La
grotta dei Saggi è una delle poche immersioni in grotta consentite anche ai principianti, ovviamente seguiti da una guida esperta. Ci si immerge da 5 a 20 metri, nella parte finale, e tra anfratti e canaloni, non è difficile imbattersi in grossi pesci pelagici. Un’altra immersione facile e divertente è quella a S’Architetto, così chiamata proprio perché gli archi e i brevi tunnel che si incontrano paiono proprio progettati da un architetto! La profondità arriva al massimo a 17 metri. Archi e passaggi “orridi e strani” anche Su Tinzosu, tra pareti che sembrano condomini di murene e gronghi. Ai Denti di Libeccio (dai 3 ai 18 metri) invece ci si immerge facendo lo slalom tra delle sorte di grandi stalagmiti che altro non sono che scogli che in alcuni casi salgono sino alla superficie e che vengono, per l’appunto, chiamati “denti”. Questa è una zona di antichi naufragi e non è raro trovare nel fondo cocci di anfore e altri manufatti navali. Per ultimo ricordiamo il Carosello. Anche in questo caso, come si dice, in nome omen. L’immersione infatti si snoda in invero carosello di spaccature, tunnel, archi e selle scavate dal mare nelle rocce granitiche. Continua

Immergersi in Sardegna. La costa meridionale

Secche e relitti come il cargo Isonzo e la Romagna fanno del golfo di Cagliari un luogo ideale per i subacquei


Un subacqueo gioca con la mitragliatrice di una nave da guerra sommersa

Scritto per LiguriaNautica - I miei amici sardi mi ripetono sempre che “In Sardegna non c’è il mare”, citando lo splendido libro di Marcello Fois e alludendo alla scarsa propensione degli abitanti di quella stupenda regione italiana a rapportarsi col Mediterraneo che circonda la loro isola. Sin dalla storia antica, le aspre coste della Sardegna si sono sempre rivelate poco adatte alle attività portuale ma favorevoli alla proliferazione di malaria. Se si aggiunge che il mare è sempre stato visto come un ponte per le invasioni straniere, si capisce come mai i sardi abbiano sempre preferito arroccarsi nei monti e nelle aspre gole della loro isola, dedicandosi più alla pastorizia che alle pesca.
Ciò non toglie che il mare che circonda la
Sardegna sia uno dei più belli in cui un subacqueo si possa immergere e che quelle stesse asperità che donano alla sua costa una selvaggia bellezza si riflettano anche nel mondo marino regalandoci grotte, scarpate, crepacci e fondali e incomparabili paesaggi sommersi. Se si aggiunge la presenza di molti scafi sommersi che fanno la felicità dei “relittari” come me, la grande varietà della fauna marina, anche si specie di grosse dimensioni, e la visibilità che è tra le migliori di tutto il Mediterraneo, allora capirete coma mai quest’isola sia una delle mie mete preferite per immergermi. E’ vero che la temperatura dell’acqua, per i criteri di un sub da Alto Adriatico quale io sono, è sempre piuttosto fredda. Ma a questo inconveniente si rimedia facilmente indossando un leggero sottomuta da compensare con un chilo in più rispetto alla consueta pesata.
Vediamo ora quali sono i migliori siti di immersione della Sardegna, cominciando con la costa meridionale. Ad est di Cagliari, tra capo Sant’Elia e Capo Ferrato si trovano tre relitti particolarmente interessanti.
Cargo Isonzo Questo cargo armato è una delle tante vittime del famoso sommergibile inglese Safari che nel 1943, durante la seconda guerra mondiale, compì una vera e propria strage delle navi della regia marina che solo si azzardavano ad avvicinarsi ai porti della Sardegna. Il relitto è in ottimo stato di conservazione, con tanto di cannoni e mitragliere ancora riconoscibili. La profondità, dai 42 ai 62, metri, ci consiglia di catalogare l’immersione come impegnativa. Continua