Mediterraneo

Col progetto “MedFever” i subacquei misurano la febbre del Mediterraneo

L’associazione MedSharks ha sistemato una rete di termometri nei fondali marini per misurare e combattere i cambiamenti climatici

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La rete di termometri marini del progetto MedFever
Il Mediterraneo ha la “febbre” e saranno i subacquei a misurargliela. Secondo le più recenti statistiche, infatti, negli ultimi vent’anni la temperatura del nostro mare, continuamente monitorata in superficie dai satelliti, è costantemente aumentata rispetto al trentennio precedente.
Nel luglio del 2019, per esempio, è stata registrata una temperatura di 1,9 gradi Celsius superiore alla media dello mese misurata nel triennio 1961-1990. Nell’agosto dello stesso anno, invece, la temperatura era superiore di 1,4 gradi. Dati preoccupanti e dalle imprevedibili conseguenze che ci dicono come stiamo perdendo la battaglia contro i cambianti climatici.
I nostri mari, con la loro capacità di fare da “camera di compensazione“, assorbendo all’incirca il 90% del calore in eccesso che si sviluppa sul pianeta, rappresentano infatti l’ultimo baluardo per contenere quell’aumento delle temperature mondiali che è già in atto.


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