L’esperimento di Filadelfia: la nave che superò i confini dello spazio e del tempo

Una leggenda racconta che il cacciatorpediniere Uss Eldridge scomparve improvvisamente dal porto di Filadelfia per materializzarsi a Norfolk con un lampo di luce verde

The-Philadelphia-experimenty-590x392
Una immagine del film The Philadelphia Experiment che racconta la leggenda delle sparizione del cacciatorpediniere Uss Eldridge
Il 28 ottobre 1943, alle ore 17,15 precise, il cacciatorpediniere della Marina statunitense Eldridge, ormeggiato al molo di Filadelfia, scomparve sotto un grande lampo di luce verde. Qualche minuto dopo, la nave da guerra ricomparve nelle acque antistanti la città di Norfolk, 500 chilometri più a nord. Quindi svanì un’altra volta nel nulla, per tornare a materializzarsi a Filadelfia, nello stesso identico punto in cui era sparita la prima volta.
La storia – vera – del cacciatorpediniere americano Tulsa, invisibile ai radar grazie alla tecnologia Stealth di cui abbiamo raccontato in questo articolo di Liguria Nautica, non poteva non riportarci a memoria la fantastica leggenda dell’Eldridge. La nave dove due scienziati del calibro di Albert Einstein e Nikola Tesla, avrebbero, in gran segreto, sperimentato la tecnica del teletrasporto.
Fantascienza? Anche. La leggenda del cacciatorpediniere che per qualche minuto avrebbe viaggiato nel tempo e nello spazio, era un boccone troppo appetitoso per gli appassionati del genere mystery ed è stata infatti ripresa da alcuni film hollywoodiani tra i quali il più famoso è stato “The Philadelphia experiment” del regista Stewart Raffill (1984), che ottenne un tal successo al botteghino che nove anni dopo uscì un sequel omonimo: “The Philadelphia experiment 2”. Continua

La Marina degli Stati Uniti vara la prima nave invisibile

Dotata di tecnologia Stealth e di cannoni elettromagnetici, il cacciatorpediniere Tulsa è la nave più potente mai realizzato dall’uomo

La-nave-innvicibile-Tulsa-590x392
L’incrociatore Lcs-16 Tulsa classe Zumwalt

“Difesa On Line”, testata giornalistica specializzata nel settore dell’industria bellica, le definisce come “le navi più potenti mai progettate dall’uomo”. E se lo dicono loro, c’è da crederci. Stiamo parlando della cosiddetta classe Zumwalt, cacciatorpedinieri di modernissima progettazione, il cui primo esemplare è stato varato il 28 ottobre del 2013. Ma l’ultima nata della famiglia – la quindicesima di una serie che prevedeva una trentina di navi – messa in acqua sabato 16 febbraio nei cantieri navali di Bath, nel Maine, ha qualcosa in più: è invisibile.
Fantascienza? No, ma ci siamo vicini! L’incrociatore Lcs-16, che ha preso il nome dalla città di Tulsa, nell’Oklahoma, è dotato di una tecnologia simile a quella degli aeroplani Stealth, volta a ridurre il calore, il rumore e le altre emissioni che rendono la nave percepibile dai sensori di rilevamento nemici. Se consideriamo che anche la stessa costruzione del cacciatorpediniere è disegnata lungo linee ”avveniristiche” appositamente studiate per mimetizzarlo nell’ambiente marino, si comprende come la nave risulti pressoché inindividuabile dai radar. Invisibile, insomma. Continua

La fritola venexiana. La regina del Carnevale che viene dal mare

Dai porti d'oriente alla laguna di Venezia, facendo rotta per l'isola di Candia e la Morea. La storia della frittella e dei suoi ingredienti è la storia del Mediterraneo

Fritelle-veneziane-590x392
Un pasticcere mostra i tre tipi di frittella più noti: alla crema, allo zabaione e alla venexiana

Ciacole
, ombre, cicheti e fritole, si racconta in laguna, sono il respiro stesso della città. Per coloro che vivono al di là del lungo ponte che collega Venezia alla terraferma, stiamo parlando di chiacchiere, bicchieri di vino, stuzzichini e frittelle. Tutti prodotti da consumarsi preferibilmente in buona compagnia, seduti in un bacaro, in una furatola o in una malvasia, per ricordare solo tre delle tante categorie in cui a Venezia si classificano le osterie. E il carnevale, che neppure quest’anno siamo riusciti ad evitare, è il momento migliore per assaporare queste specialità. Una su tutte, la celebre fritola venexiana che nel Settecento, secolo d’oro della Serenissima, fu incoronata nientepopodimeno che dal Doge in persona, Regina del carnevale, nonché dolce ufficiale della Repubblica di San Marco. Continua

A Bologna torna l’Eudi Show, il salone europeo della subacquea

Da venerdì 1 a domenica 3 marzo si svolgerà nel capoluogo emiliano l’evento fieristico più atteso dai sub italiani e non solo

Eudishow-2017-590x392
Un'immagine che mostra la grandissima affluenza all'Eudi Show 2017

Una storia lunga 27 anni. Dalla prima edizione di Verona nel 1992, l’
Eudi Show, quello che poi sarebbe diventato il principale salone italiano dedicato alle attività subacquee, è migrato a Roma, Genova e Milano, per trovare casa infine, negli ultimi sette anni, a Bologna, ottenendo successi sempre maggiori sia in termini di visitatori che di stand espositivi.
Numeri in costante crescita, proprio come è in costante aumento l’attenzione mediatica riservata alla subacquea e gli appassionati che la praticano. L’edizione dello scorso anno ha visto la partecipazione di ben 285 espositori e poco meno di 30 mila visitatori, il 48% dei quali si è dichiarato “soddisfatto” dell’offerta fieristica ed il 28% “molto soddisfatto”.
L’edizione 2019, promossa come di consueto da Assosub, si svolgerà nelle giornate di venerdì 1, sabato 2 e domenica 3 marzo negli spazi di BolognaFiere. Tra gli stand espositivi, i subacquei troveranno senza dubbio quello della loro didattica di riferimento. Inoltre, le maggiori aziende di attrezzature subacquee approfitteranno della vetrina internazionale per presentare i loro nuovi prodotti. Continua

In Bahrein apre il parco sommerso più grande del mondo attorno al relitto di un Boeing 747

L’aereo di linea è stato affondato appositamente per ricavarne una attrattiva per i subacquei

Boening-747-590x392
Il relitto del Boening 747 affondato per farne una giostra subacquea

Una cosa così se la potevano immaginare solo gli sceicchi arabi. Affondare un Boeing 747 soltanto per farne una “giostra” acquatica e divertire i subacquei! E non è una fake news ma una notizia vera. Siamo nel Bahrein, piccolo staterello incastonato nel bel mezzo del Golfo Persico, con una superficie 13 volte più piccola della Basilicata, metà degli abitanti di Roma ma con un prodotto interno lordo da paura. Una isola-Stato governata da una monarchia costituzionale de iure ma monarchia assoluta de facto, che naviga in un mare di petrolio.
Noto per gli audaci skyline della sua capitale, Manama, dalle avveniristiche architetture che qualcuno, a digiuno di moderno design, potrebbe anche definire “spaventose”, il Bahrein è noto per non avere introdotto nella sua giurisdizione neppure un accenno al rivoluzionario concetto di “diritti umani”, per non parlare di quella bizzarria chiamata “emancipazione femminile”. Ma soprattutto il Bahrein è famoso per buttare vagonate di soldi in qualsiasi stravagante impresa che gli assicuri una qualsiasi visibilità a livello mondiale. Il parco subacqueo che aprirà quest’estate a poca distanza dalla capitale (che poi è l’unica città del Paese) è appunto una di queste. Continua

Il coltello subacqueo. Quale scegliere, come usarlo e perché portarlo sempre con noi sott’acqua

Trucchi e segreti di un attrezzo spesso trascurato ma indispensabile per la nostra sicurezza in immersione

Coltello-subacqueo-590x392
Un coltello ben affilato può rivelarsi utilissimo in immersione

Diciamo subito a cosa non serve e come non lo si deve usare. Per prima cosa, il
coltello subacqueo non va mai estratto dalla fondina quando si è in superficie. Non ci si gioca (ci si potrebbe far male), non lo si usa per passare il tempo intagliando il legno e neppure per raschiare le cozze o tagliare le torte (sì, ho visto fare anche questo!). Se lo adoperate per accorciare le cime o per altri lavori in barca, non lamentatevi se, al momento del bisogno, la lama smussata dall’uso improprio si rivelerà inefficace.
Un coltello ben tagliente, invece, potrà, non dico salvarci la vita, ma toglierci dai guai quando la nostra rubinetteria si impiglierà in una delle sempre più numerose reti abbandonate nei fondali o abbarbicate ai relitti. E’ una situazione che, statisticamente, prima o poi capita a tutti i sub. Non c’è da aver paura ma solo da rimanere calmi.
Ricordiamo che, in un caso come questo, non deve essere il sub impigliato ad agire ma il suo compagno. Spetta a chi è libero estrarre il coltello e liberare dalla rete o dalle lenze l’amico imprigionato come un insetto in una ragnatela. E’ questa la procedura più sicura. Il sub impigliato rischia di impigliarsi ancora di più nel tentativo di liberarsi. Meglio rimanere tranquilli e affidarsi al compagno che può raggiungere meglio la nostra rubinetteria. Continua

Il mistero del Lusitania, il “levriero dei mari” silurato da un U Boot tedesco

Cento anni dopo il suo affondamento, il relitto del transatlantico continua a conservare i suoi segreti in fondo al mare

Laffondamento-del-Lusitania-590x392
Una stampa dell'epoca racconta l'affondamento del Lusitania ad opera di un U boot tedesco

Il primo maggio del 1915, il transatlantico
Lusitania lasciò il porto di New York per dirigersi verso Liverpool. A bordo di quella che era, all’epoca, la nave più veloce del mondo, lunga 240 metri e capace di raggiungere i 25 nodi, salirono 1964 persone, tra passeggeri e membri dell’equipaggio (circa un terzo del totale).
Non era un porto sicuro, Liverpool. L’intera Europa era precipitata in quel gigantesco ed inutile bagno di sangue che è stata la prima Guerra Mondiale e le coste inglesi erano pattugliate dai sottomarini della Kriegsmarine, i temibili U Boot.
Nei giorni precedenti alla partenza, le autorità portuali americane avevano diffuso manifesti e volantini per avvisare i viaggiatori del rischio in cui ponevano la loro vita cercando di raggiungere l’Inghilterra. Pochissimi saranno coloro che vi daranno retta e rinunceranno al viaggio. Molti passeggeri erano cittadini americani diretti al Vecchio Continente per affari o per congiungersi con familiari.
Gli Stati Uniti, nel maggio del 1915, erano ancora un Paese neutrale, pure se rifornivano non ufficialmente di armi i loro ex colonizzatori. Ma il Kaiser Guglielmo II aveva dato mandato ai suoi Unterseeboot, battelli sottomarini, di attaccare solo navi militari o carghi che trasportavano materiale bellico. Non aveva nessun interesse a far entrare gli Usa nel conflitto.
Continua

La folle impresa dei terrapiattisti: in crociera attorno al mondo per dimostrare che la terra non è tonda

La nave salperà nel 2020 e, secondo i terrapiattisti, sarà “la più grande avventura di tutta la storia dell’umanità”

terra-piatta-590x392

Siete convinti che il mondo sia tondo come un pallone, magari solo un po’ schiacciato attorno ai poli? Ed invece la terra è piatta come un frisbee, con il polo nord al centro ed una barriera di invalicabili montagne di ghiaccio tutto intorno. La luna? Piatta anche lei e l’uomo, naturalmente, non c’è mai salito sopra. Tutta quella sceneggiata dello sbarco – tra pompose frasi storiche e gran sventolio di bandiere a stelle e strisce – altro non è che un filmetto girato ad Hollywood per cercare di farci credere quello che non è.
E poi, diciamocela tutta, Guerre Stellari e Luke Skywalker sono assai più credibili di Apollo 11 e Neil Armstrong, che ci potevano investire una po’ di più negli effetti speciali, se volevano sperare di farci fessi! La terra tonda? Che scemenza! E quelli che stanno dall’altra parte del “globo” allora? Vivono attaccati al soffitto per non cadere giù?
Eh sì! Per i cosiddetti terrapiattisti della Feic (Flat Earth International Conference), convinti che la terra sia davvero piatta, il termine “evidenza scientifica” ha un significato diverso che per il resto dell’umanità. Tanto è vero che hanno deciso di fare i Cristofori Colombi della situazione, armare una nave da crociera, che di caravelle non se ne trovano più e navigare sino ai confini del mondo per dimostrare all’umanità la fondatezza della loro teoria sulla forma della terra. Continua