L'avventuroso ritrovamento della torpediniera Andromeda. Una memorabile impresa dei subacquei della Iandt (prima parte)

6_Cannone_100-47_OTO_mod.35_dellAndromeda-735x400
Scritto per LiguriaNautica - Affondata il 16 marzo 1941 da un aerosilurante inglese davanti al porto di Valona, la nave militare è stata ritrovata da una spedizione subacquea dopo una emozionante immersione tecnica col trimix
l dicembre dello scorso anno, la notizia di un eccezionale ritrovamento subacqueo rimbalzò dal mondo dei “relittari” a quello degli studiosi della storia della navigazione e della seconda guerra mondiale. Un’equipe di subacquei affiliati alla Iantd, l’International Association Nitrox & Technical Divers, aveva scoperto nelle acque antistanti il porto di Valona, in Albania, i resti sommersi della torpediniera Andromeda.
La spedizione era guidata da
Cesare Balzi, sicuramente uno dei più esperti cacciatori di relitti del nostro Paese, cui va anche il merito del riconoscimento del relitto della nave militare italiana, silurata dagli inglesi durante il secondo conflitto mondiale. Continua

Tutti i tesori del relitto dell’Incredibile a Venezia. Tra realtà, gioco e finzione

IMG_2552
Scritto per LiguriaNautica - Una nave perduta, un inestimabile carico, un racconto tanto "incredibile" da non essere vero, quello proposto dall'artista inglese Damien Hirst
Narrano le cronache che l’immensa nave, che mai uguale aveva solcato il Mediterraneo, veleggiasse verso la ricca città di Asit Mayor, colma di tali tesori da suscitare la cieca invidia degli dei.
Cif Amotan, il liberto originario di Antiochia, l’uomo più ricco del suo tempo, aveva chiamato il suo vascello Apistos, che nella lingua dell’epoca significava “Incredibile”. Quindi lo aveva riempito all’inverosimile di gioielli, monete, sculture in marmo, onice, malachite, argento, oro e tanti altri manufatti preziosi come lo scudo del Pelide Achille, nel cui orbe è inscritta la terra, il cielo, il mare e le costellazioni tutte. Tali erano i tesori che il liberto Cif Amotan aveva raccolto in tutta l’Asia Minore per impreziosire il tempio del dio del Sole, che lui stesso aveva fatto edificare nel cuore della superba Asit, la maggiore.
Ma così non vollero gli altri dei ingelositi, così non volle il dio del Mare che sollevò alti marosi che travolsero l’Apistos e la trascinarono nelle
profondità oscure con tutti i suoi immensi tesori. E se non furono gli dei, fu il carico eccessivo a tradire l’imbarcazione o forse un errore di manovra sotto una terribile tempesta. O forse era scritto che il destino della nave Incredibile fosse segnato nel suo stesso nome per tramandare ai posteri un’incredibile storia. Continua

Ecco le foto vincitrici del premio Città di Venezia di fotografia subacquea promosso da Abissi

1_RTA_DEBBIE WALLACE
Scritto per LiguriaNautica - Al concorso promosso dall'associazione Abissi hanno partecipato i migliori fotosub di tutto il mondo
Immagini che tolgono il fiato. Vien solo da domandarsi come ha fatto la giuria a scegliere le più belle. La decima edizione del premio Città di Venezia sul tema BioPhotography ha confermato l'altissimo livello di professionalità dei tanti partecipanti a questo concorso di fotografia subacquea che nei suoi dieci anni di vita si è via via imposto sul palcoscenico europeo come uno dei più prestigiosi del settore. Continua

Immergersi tra la Gallinara e Spotorno: la guida di Liguria Nautica

Subacquea-Palinuro
Scritto per LiguriaNautica - I siti di immersioni consigliati in questo tratto di costa ligure sono caratterizzati dalla presenza di interessanti relitti e di splendide secche
A poco meno di un miglio al largo di Albenga sorge l'isolotto della Gallinara, famoso per ospitare una delle più grandi colonie di gabbiani reali del Mediterraneo e giustamente tutelato dai vincoli di riserva regionale con adiacente area marina protetta.
Sino a poco tempo fa, le immersioni attorno all'isolotto erano vietate non tanto per ragioni di tutela naturalistica, quanto per la pericolosa presenza di ordigni bellici delle seconda Guerra Mondiale affondati ed inesplosi. Oggi, l'area è stata bonificata grazie all'opera degli archeologi subacquei che vi hanno rinvenuto molti manufatti risalenti ai commerci del V secolo tra le coste liguri e quelle francesi, e anche svariate anfore del tempo di Roma repubblicana. Chi è interessato all'archeologia, non trascuri di visitare il
museo navale di Albenga dove sono conservati questi preziosi ritrovamenti che tanto sanno raccontarci della nostra storia.
E senza tema di smentita, possiamo affermare che le acque della Gallinara sono state la palestra dei primi archeosub italiani, grazie alla passione e alla lungimiranza di un personaggio come Nino Lamboglia, archeologo e fondatore d
ell'Istituto Internazionale di Studi Liguri. Continua

Immersioni: come diventare cacciatori di relitti (parte 3)

rbig_aboudyScritto per LiguriaNautica - Vi piacerebbe scoprire un relitto sommerso? E' tutta questione di buona volontà! Ecco qualche utile consiglio per diventare dei veri e propri cacciatori di navi sommerse
Eccoci alla terza e ultima puntata di questa nostra breve guida su come si scoprono i relitti sommersi. Abbiamo visto come cercare informazioni, chiedendo ai pescatori o consultando le biblioteche. E, a proposito di biblioteche, non trascurate gli archivi della marina militare. Le grandi città di mare hanno sempre una scuola navale, un museo storico gestito dalla marina o comunque una ammiragliato con archivi ricchi di materiale ed informazioni. Non è sempre facile accedervi. La trafila burocratica varia da luogo a luogo. Meglio non presentarvi come "aspiranti cacciatori di relitti subacquei" ma qualificarsi come "appassionati studiosi di storia e tradizioni militari e marine" e spiegare che state compiendo una ricerca per un libro o qualche altra pubblicazione. Cosa che, per certi versi, potrebbe anche essere vera!
Gli archivi militari, posso assicuravelo per esperienza, non sono ordinati e facilmente consultabili come le biblioteche pubbliche. Meglio entrare in queste sale quando avete già una idea precisa su cosa cercare. Di solito, il "relittaro" le frequenta dopo aver trovato il relitto, per avere qualche informazione in più sulle vicende terrene - ma forse è meglio scrivere "marine" - della nave che ha scoperto.
Continua