Carri armati, cannoni e aerei da combattimento affondati per realizzare un enorme parco acquatico nel Mar Rosso

Nelle acqua antistanti Aqaba, una ventina di mezzi corazzati delle Forze Armate giordane è stata inabissata per il divertimento dei subacquei

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Un mezzo militare dell'esercito giordano affondato nel Mar Rosso

Qualche tempo fa avevamo riportato la
notizia di un intero aereo di linea, un Boeing 747, appositamente affondato nel golfo Persico per realizzare un sito di immersione artificiale. Una sorta di “parco divertimenti” sommerso per la gioia dei subacquei. Tutto questo a Manama, capitale del piccolo quanto ricco sceiccato del Bahrein. Un’iniziativa condotta sotto l’alto patrocinio del re, lo sceicco Ḥamad bin ʿĪsā Āl Khalīfa, che ci ha messo i 260 milioni di dollari necessari all’impresa. Tutta l’operazione, a dar credito alle dichiarazioni dello sceicco Āl Khalīfa, sarebbe stata condotta nel pieno rispetto dell’ambiente marino allo scopo di dare lustro al regno con la presenza del “parco subacqueo più grande del mondo”, come lo hanno chiamato i suoi realizzatori.
La notizia deve essere arrivata anche al re di Giordania, Abd Allah II, che ha deciso di fare di meglio. O di peggio, secondo i punti di vista. In una sola settimana, nel reef corallino antistante la splendida città di Aqaba, sono stati affondati elicotteri da combattimento, carri armati, mezzi cingolati, cannoni antiaerei e pure una enorme gru, utilissima ai sub per scendere nel blu senza neanche il fastidio di piazzare un pedagno. In totale sono finiti in fondo al Mar Rosso una ventina di mezzi corazzati da combattimento, gentilmente forniti dalle Forze Armate giordane, col risultato di trasformare quel tratto di fondale nel più grande museo militare sommerso del mondo e di declassare immediatamente il “misero” Boeing 747 nel “secondo” parco acquatico più grande del mondo. Continua

Drone esplora il relitto sorprendentemente intatto dell’Hms Terror nelle gelide acque del Mar Artico

La nave britannica era salpata nel 1845 per scoprire la rotta del mitico passaggio a nord ovest ma sparì nel nulla

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Una scena dalla serie televisiva The Terror dedicata alla perduta spedizione Franklin

La nave di sua maestà britannica
Terror lasciò il piccolo porto di Greenhithe, nel Kent, il 19 maggio del 1845, assieme alla sua gemella, l’Hms Erebus. La spedizione era comandante dall’esploratore John Franklin ed aveva l’incarico di disegnare la rotta del mitico passaggio a Nord Ovest che doveva collegare l’oceano Atlantico a quello Pacifico, attraversando le zone artiche. Nell’agosto di quello stesso anno, alcune baleniere riferirono di aver visto le due navi inglesi entrare a vele spiegate nella baia di Baffin e dirigersi a ovest. Poi, nessuno ne seppe più nulla.
La scomparsa della Terror e della Erebus inghiottite dal gelido pack polare fu insieme un mistero ed una tragedia. Nei libri di storia delle esplorazioni artiche, la “perduta spedizione di Franklin” viene considerata come il più grande insuccesso inglese che costò la vita di tutti i 129 membri dell’equipaggio. Successive spedizioni britanniche partirono alla ricerca delle due navi scomparse, senza però mai riuscire a trovare i resti delle due imbarcazioni. I soccorsi riuscirono comunque, grazie all’aiuto di cacciatori inuit, a raccogliere i corpi di alcuni marinai incastrati nei ghiacci. Continua

I più bei siti di immersione della costa toscana – le isole

Il litorale della Toscana offre un ricco quanto vario campionario di escursioni subacquee capace di soddisfare tutti gli appassionati

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Le incredibili auto pargheggiate sul fondale marino del Nasim II

Non si va all’Argentario senza fare tappa all’isola del Giglio. E questa regola vale anche per i subacquei. Nelle sue acque dal caratteristico color smeraldo si possono programmare decine di immersioni, una più spettacolare dell’altra e adattabili a tutti i brevetti.
Cominciamo con l’immersione più famosa dell’isola, quella di Punta Fenaio, il capo più a nord del Giglio. Qui i percorsi da consigliare sono almeno una mezza dozzina. Si passa dai 15 ai 42 metri di profondità. Consigliatissima ai fotosub per la ricchezza della fauna marina è la discesa sulla franata. Chi vuole spingersi più in fondo, può scegliere di affrontare la bella parete, piena di tane e di anfratti. Attenzione che la parete scende oltre i limiti dei brevetti sportivi. Mantenetevi sempre nelle quote di sicurezza. Continua

I più bei siti di immersione della costa toscana – l’Argentario

Il litorale della Toscana offre un ricco quanto vario campionario di escursioni subacquee capace di soddisfare tutti gli appassionati

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Tutti i colori di Punta Finestra

Alzi la mano il subacqueo che non ha mai fatto un’immersione all’
Argentario! Questo promontorio ci offre le più belle immersioni di tutto il Mediterraneo, è una delle mete preferite dei sub di tutta Europa e una delle palestre preferite per gli istruttori per addestrare allievi di tutti i gradi.
Cominciamo con quella che è forse l’immersione più nota del promontorio: l’Argentarola. Lo spettacolare scoglio perennemente circondato da nubi di pesci pelagici e coperto da coloratissimi ventagli di mare, ombrellini, axinelle e gorgonie gialle e rosse, comincia a 20 metri per scendere sino a 42. Su questo sito si possono programmare più immersioni, di vari livelli, tutte diverse una dall’altra.
Molto varia è anche l’immersione allo scoglio del Corallo. Si può scendere lungo la parete ad est o pinneggiare nella secca vicina. Ma non perdetevi le due gallerie che attraversano lo scoglio parte a parte a quote diverse. Le profondità variano dai 20 ai 30 metri. A fare da protagonista sono naturalmente i lunghi rami di corallo rosso. Continua

I più bei siti di immersione della costa toscana – il promontorio di Piombino

Il litorale della Toscana offre un ricco quanto vario campionario di escursioni subacquee capace di soddisfare tutti gli appassionati

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Nella costa toscana è facile imbattersi in resti di epoca romana

Continuiamo il nostro personalissimo elenco dei migliori siti di immersione della
costa toscana con un relitto, quello del Tabarca. Questa motonave adibita a trasporto truppe fu teatro di una tragedia durante il secondo conflitto mondiale. La nave, diretta ad Ostia, cozzò contro una mina nella notte tra il 30 novembre e il primo dicembre del 1942 e affondò portandosi dietro oltre 250 soldati italiani e tedeschi. La vicenda ha accora dei lati oscuri e magari ce ne occuperemo in un prossimo articolo. In quanto all’immersione, i resti della nave si trovano tra i 25 e i 30 metri. Attorno al relitto, si trovano ancora armi, equipaggiamento e anche quel che rimane delle piastrine di riconoscimento di quei sfortunati soldati.
L’area minata che difendeva le coste della toscana, non ha affondato solo il Tabarca, ma anche il Genepesca. La nave, che era stata varata appena 5 anni prima, affondò dopo uno spaventoso urto con una mina il 26 maggio 1945. L’essere una nave da pesca e non da guerra, non le risparmiò una fine violenta. Rientrava dopo una stagione di pesca sui mari della Tunisia e non trasportava né soldati né armi. La mina la spezzò in due e i due tronconi si trovano nel fondale a 33 metri di profondità ed a ben 80 metri di distanza l’uno dall’altro, a testimoniare la violenza dello scoppio. I troncone di prua è coricato su un fianco. Più spettacolare la poppa che giace in assetto di navigazione con il fumaiolo ancora ritto. Continua

I più bei siti di immersione della costa toscana – il mare di Livorno

Il litorale della Toscana offre un ricco quanto vario campionario di escursioni subacquee capace di soddisfare tutti gli appassionati

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I resti dell'ancora Ammiragliato che danno il nome ad una delle più celebri immersioni del mar Tirreno

La grande varietà dei siti di immersione che troviamo lungo la
costa toscana consente a tutti i subacquei, qualsiasi siano il loro livello e le loro preferenze, di vivere splendide avventure sommerse. Se consideriamo anche l’innegabile qualità dei diving presenti nella zona, che offrono garanzie di sicurezza e preparatissime guide, si capisce come mai questa regione sia tra le più selezionate per lo svolgimento di corsi didattici e di esami per i vari brevetti dai club subacquei di tutta Italia. Vediamo ora una carrellata dei siti in cui, perlomeno una volta nella vita, un subacqueo dovrebbe immergere le sue pinne.
Da settentrione a meridione, la prima immersione che non possiamo fare a meno di segnalare à la splendida grotta del Boccale, che si trova di fronte ad Antignano. Si tratta di un “foro” naturale che taglia l’omonima cigliata ricca di spugne e, perlomeno quando ci sono stato io, qualche anno fa, anche di corallo rosso. L’entrata è a 25 metri e l’uscita a 18. Un brevetto di secondo grado è più che sufficiente per affrontare questa divertente immersione. La corrente non è mai forte e la visibilità sempre buona. State attenti a non danneggiare i coralli con incaute pinneggiate. Continua

La tragedia del Mars e la maledizione della nave dai cento cannoni sorvegliata da uno spettro

Gli archeologi subacquei hanno identificato il relitto della nave ammiraglia della Marina svedese di re Enrico XIV affondata nella battaglia di Öland

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Un subacqueo tecnico esplora i resti del Mars a 75 metri di profondità

Il suo nome per esteso era
Makalös, aggettivo svedese che potremmo tradurre con “incomparabile” o “eccezionale”. Ma venne presto chiamata solo Mars ed era la nave più potente del suo secolo, orgoglio della Marina svedese e del suo grande re, Enrico XIV. Tre grandi alberi a vela spingevano sui freddi mari del nord il Mars e i suoi cento cannoni.
Una potenza di fuoco superiore a quella di tutti i vascelli di tutte le flotte messe in acqua dai regni di Grand Bretagna, di Danimarca, di Prussia e dell’Elettorato di Hannover, che contendevano alla corona svedese la supremazia sul golfo baltico.
Cento cannoni maledetti, ricavati dalla fusione di altrettante campane di bronzo che re Enrico, protestante, aveva confiscato alle chiese cattoliche. Una decisione “blasfema” che, secondo le leggende dell’epoca, fu la causa del tragico destino dell’incomparabile Mars.
Il vascello fu varato nel 1564 e – tanto per dimostrare che la storia sarà anche maestra di vita ma l’umanità ci mette niente a lasciarsela alle spalle – anticipò di 64 anni la tragedia del Vasa, altro superbo ed “inaffondabile” veliero svedese, che affondò a cento metri dal varo. Il Mars, perlomeno, alla sua prima e unica battaglia riuscì ad arrivarci.
Lo stesso anno del varo, la nave “incomparabile” affrontò la flotta danese al largo dell’isola Öland. Ironia della sorte volle che questa fu la prima battaglia navale in cui i cannoni, di cui il Mars era fornitissimo, furono adoperati per affondare le navi nemiche, invece di limitarsi a sparare a mitraglia per “spazzare” i ponti e facilitare l’abbordaggio, come si era fatto sino ad ora. Continua

Ancora un incidente sfiorato a Venezia. Il forte Libeccio spinge la Costa Deliziosa a pochi metri da piazza San Marco

Vento e grandine fanno scarrocciare la grande nave che sfiora un vaporetto carico di gente e rasenta la riva della città storica



Un altro incidente sfiorato a
Venezia. Incidente che avrebbe potuto avere conseguenze molto più disastrose rispetto a quello verificatosi qualche settimana fa, perché stavolta la nave non ha cozzato contro le banchine del porto ma ha sfiorato di pochi metri la Riva dei Sette Martiri, in bacino di San Marco, a poca distanza dalla celebre Basilica. Continua