Dieci immersioni per tutti - parte seconda

b0e00066621e1318d10Tratto da LiguriaNautica - Continuiamo il nostro elenco dei migliori siti di immersione per neo brevettati

Miramare (Trieste)
L'oasi marina di Miramare è gestita dal Wwf. Prima di infilare la muta, non perdetevi il museo dedicato alle specie ittiche dell'alto adriatico che poi ritroverete nell'immersione. Si entra in acqua dalla riva e si pinneggia fino a raggiungere il costone, proprio sotto l'imponente castello di Miramare, dove si comincia l'immersione. La profondità non supera mai gli otto metri. Di conseguenza, ci si può godere immersione senza stare troppo a pensare ai consumi d'aria o ai tempi di permanenza. Sotto, trovate un completo campionario di fauna adriatica. La visibilità è quasi sempre buona e non ho mai trovato forti correnti. Quasi tutti i subacquei del Veneto e del Friuli hanno fatto la loro prima notturna in questo splendido specchio d'acqua illuminato dalla luna che si riflette sui bastioni della fortezza regalandoci ricordi indimenticabili.
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10 immersioni per tutti (pt 1)

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Scritto per LiguriaNautica - Il corso è finito e il vostro istruttore vi ha appena consegnato il brevetto di primo grado, o open water diver, che vi consente di immergervi sino a 18 metri di profondità. Le esperienze in mare che avete fatto durante la scuola sub a seguito del vostro club vi hanno entusiasmato e adesso non vedete l'ora di tornare in acqua per innamorarvi definitivamente della subacquea.
Già. Ma dove andare ad immergersi? I soci più esperti vi avranno senz'altro raccontato, senza risparmiarvi i particolari, le loro invidiabili avventure nelle calde e cristalline acque del mar Rosso o dei Caraibi. Oppure si saranno dilungati sulle esperienze godute nel nostro Mediterraneo, immergendosi in relitti storici, su siti archeologici o in spettacolari aree marine protette. Tutte immersioni profonde 30 metri o più, magari effettuate con una miscela iperossigenata, o che prevedono l'uso di costosi computer da polso o tecniche di cui non vi sentite ancora padroni. Tutta roba, vi vien da pensare, che non fa per voi che state muovendo i primi passi in quel meraviglioso sport che è la subacquea. Continua

Come acquistare la maschera giusta

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Scritto per LiguriaNautica - Tempo fa, mi è capitato di accompagnare una allieva del mio corso di primo grado in una grande rivendita di attrezzature subacquee per aiutarla a scegliere una maschera. C'è voluto un pomeriggio di prove, e tanta pazienza da parte del negoziante, per capire che il suo criterio di scelta era… il colore! Colore che doveva necessariamente stare in tinta con la sue nuova muta e le sue nuove pinne.
Non ritengo quindi affatto scontato dare qualche consiglio più serio su come dobbiamo scegliere la nostra prima maschera per le immersioni. Una maschera non adatta al nostro viso infatti, rischierà di allagarsi continuamente rovinandoci l'avventura subacquea.

Innanzitutto bisogna specificare che le maschere si possono dividere in due categorie: quelle per l'apnea e quelle per l'autorerepiratore (ara). Le prime debbono essere il meno voluminose possibile per evitare sprechi d'aria durante la compensazione. Chi si immerge con l'ara non ha di questi problemi, che la bombola gli fornisce tutta l'aria di cui ha bisogno. Potrà quindi scegliere anche modelli più voluminosi ma che gli garantiscono maggior visibilità.

La prima cosa da fare quando prendiamo la maschera in mano è quella di appoggiarla delicatamente sul nostro viso. Se la maschera sta su senza dover premere troppo e senza dover aspirare col naso, va bene. Altrimenti scartatela senza esitazione. Non perché non sia una buona maschera, ma perché non si confà alla particolare forma del nostro viso. Se, come me, avete i baffi, è consentita una leggera aspirazione nasale, ma non esagerate! Ricordiamoci che, in immersione, deve essere la pressione dell'acqua a tener su la maschera ed a impedire l'entrata dell'acqua, e non il lacciolo che non si dovrebbe mai stringere troppo.
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Le secca dell'Isuela

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Scritto per LiguriaNautica - Nelle classifiche delle dieci immersioni più belle del Mediterraneo che le riviste specializzate in subacquea puntualmente compilano ogni estate, a contendersi il primo posto, compare immancabilmente la secca dell'Isuela. Una posizione d'alta classifica senz'altro meritata per la spettacolarità del paesaggio che si apre davanti agli occhi del subacqueo che ha la fortuna di immergersi in quel paradiso di coloratissime spugne, coralli rossi e neri, madrepore gialle e gorgonie scarlatte.
La secca si trova al largo di Punta Chiappa, all'interno dell'area marina protetta di Portofino, in una zona classifica come "B", ovvero riserva generale. Il che significa che è consentito immergersi con la supervisione di un diving autorizzato.
L'area di immersione si dipana attorno ad una sorta di cocuzzolo che comincia ad una profondità di 13 metri per poi scendere sino a meno 55.
La visibilità, come quasi dappertutto in questo tratto di mare, è sempre buona se non addirittura ottima in tutti i periodi dell'anno.
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Quell'universo sotto il mare

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Tutto cominciò con una città che non esisteva e con dei lugubri rintocchi di campana che, nelle notti di luna piena, salivano dal fondo del mare terrorizzando gli increduli marinai.
Era l’estate di quarant’anni fa e tra i pescatori di Chioggia e di Pellestrina si vociferano cupi leggende di morti senza pace le cui anime dannate vagano nel fondo del mare. Sono le anime degli abitanti di Metamauco, sussurravano i pescatori, la città perduta e sprofondata nel mare tanti e tanti anni or sono, che ancora tormentano i vivi per testimoniare la loro tragedia.
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