Il mare nell'intimità

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Scitto per LiguriaNautica - A Trieste, una mostra per raccontare il Mediterraneo attraverso l'archeologia subacquea
Il carico originale della Iulia Felix, assieme ad una ricostruzione a grandezza naturale della sezione traversale della famosa nave romana, sono al centro della grande esposizione "Il mare dell'intimità" che si è aperta la scorsa domenica a Trieste, nella splendida cornice dell'ex Pescheria, Salone degli Incanti, al numero 1 di riva Nazario Sauro. A far da contorno all'opera appositamente realizzata dal maestro d'ascia di Chioggia Gilberto Penzo su indicazioni di storici e archeologi dell'Erpac, l'ente regionale patrimonio culturale del Friuli, ci sarà un migliaio di reperti subacquei provenienti da musei italiani, montenegrini, croati e sloveni, sino a ricoprire l'intera area espositiva di oltre 2 mila metri quadrati.
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Il "saor": più che un piatto, una tradizione della Venezia marinara


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Scritto per LiguriaNautica - Si può fare con le sarde ma anche con i gamberoni e i filetti di pesce. Questo tipico condimento dell'alto Adriatico regala a tutte le pietanze un inconfondibile sapore agrodolce
Giuseppe "Bepo" Maffioli lo definiva "il vero cibo dei marinai". Il celebre gastronomo veneto - nonché scrittore, attore e tanto altro ancora -, che era uno che di buona tavola se ne intendeva, aggiungeva: "nonché scorta indispensabile per marinai di terraferma".
Stiamo parlando del "saor". Un piatto che è una autentica tradizione a Venezia, Pellestrina, Chioggia e negli altri porti dell'Adriatico settentrionale. Una tradizione che nasce da lontano, da quando le navi della Serenissima Repubblica solcavano le rotte Mediterranee dirette ai porti d'Oriente ed i marinai veneziani avevano necessità di imbarcare viveri che fossero allo stesso tempo sostanziosi e di lunga conservazione. I celebri "baicoli", i biscotti dolci e secchi dei dogi che ancora si consumano nella città lagunare ne sono un esempio. Ma il monarca dei piatti tradizionali da barca resta sempre lui: il "saor". Termine che in dialetto veneziano significa "sapore". Le ricetta, come tutti i piatti tradizionali, è molto semplice e povera ma, sempre come tutti i piatti tradizionali, non per questo meno saporita.
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La piramide di Yonaguni, l'Atlantide del Sol Levante

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Scritto per LiguriaNautica - Tra Giappone e Taiwan sono stati scoperti dei resti misteriosi. Bizzarre conformazioni rocciose oppure i resti una antica civiltà sommersa e dimenticata?
Al largo della costa meridionale dell'isola di Yonaguni si trova quello che possiamo senz'altro definire come il sito sommerso più misterioso del mondo. A trent'anni esatti dalla sua scoperta, gli studiosi stanno ancora dibattendo se si tratti di una conformazione naturale - per quanto bizzarra ed inusuale - oppure dei resti di una antica e sino ad ora sconosciuta civiltà, una sorta di Atlantide giapponese. Continua

A Lanzarote il primo museo sottomarino

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Scritto per LiguriaNautica - Alle Canarie l'artista inglese Jason deCaires Taylor ha realizzato la prima galleria d'arte sommersa del mondo
Tra le tante meraviglie accessibili solo a chi è in possesso di un brevetto subacqueo, vanno annoverate anche i cosiddetti "musei sommersi". Ci sono parchi archeologici come quello di Baia, nel napoletano, dove il sub può pinneggiare tra spettacolari rovine di epoca romana. Molto frequenti sono anche le statue sommerse, come il celebre Cristo degli Abissi, scultura bronzea opera dell'artista Guido Galletti che il padre della subacquea italiana, Duilio Marcante, ha posato nella baia di San Fruttuoso, all'interno dell'area marina protetta di Portofino. Ma quello si può ammirare nelle acque antistanti l'isola di Lanzarote, alle Canarie, è davvero qualcosa di unico al mondo! Lo scultore inglese Jason deCaires Taylor ha realizzato su un fondale di 12 metri una vera e propria galleria d'arte: oltre 250 statue a grandezza naturale divise in una sessantina di installazioni. Un museo sommerso che non ha uguali in nessun mare della terra. Fedele allo stile iperrealista che lo contraddistingue, l'artista inglese ha scelto come modelli gli stessi abitanti dell'isola, immortalati - e poi affondati! - nelle loro faccende quotidiane, mentre si scattano un selfie o mentre giocano nell'altalena. Da ricordare, in particolare, l'istallazione raffigurante un grande barcone di migranti, che Jason deCaires ha voluto realizzare per ricordare la tragedia del nostro tempo. Continua

Trucchi e segreti della compensazione (parte 3)

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Scritto per LiguriaNautica - Tutto quello che un subacqueo deve conoscere ed a cui deve prestare attenzione per immergersi in sicurezza, con facilità e senza problemi
Ed ora che abbiamo imparato queste manovre, quando le dobbiamo applicare? Appena mettete la testa sotto il mare. La pressione aumenta maggiormente nei primi metri che sono quindi i più critici. Qui bisogna compensare più spesso. Non attendete di sentire il fastidio al timpano. A meno che non siate apneisti con l'esigenza di centellinare l'aria, è molto meglio compensare cento volte in più che una sola volta in meno. Se soffrite di una irritazione alle tube causata da un raffreddore o da qualche altra diavoleria (ma in questo caso, non doveva neppure saltarvi in mente di andare sott'acqua), è qui che ci si ferma e si rinuncia. Pazienza. Come ho detto, è capitato a tutti. Non ostinatevi e soprattutto, non forzate mai la compensazione. E' una manovra che va fatta con dolcezza. Forzare è inutile, controproducente e pure pericoloso. Questo deve essere chiaro come il sole a mezzogiorno, in un deserto e in una giornata senza nubi. Mi sono spiegato? Ve lo ripeto pure: forzare la compensazione è inutile, controproducente e pure pericoloso.
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