Ancora un incidente sfiorato a Venezia. Il forte Libeccio spinge la Costa Deliziosa a pochi metri da piazza San Marco

Vento e grandine fanno scarrocciare la grande nave che sfiora un vaporetto carico di gente e rasenta la riva della città storica



Un altro incidente sfiorato a
Venezia. Incidente che avrebbe potuto avere conseguenze molto più disastrose rispetto a quello verificatosi qualche settimana fa, perché stavolta la nave non ha cozzato contro le banchine del porto ma ha sfiorato di pochi metri la Riva dei Sette Martiri, in bacino di San Marco, a poca distanza dalla celebre Basilica. Continua

La nave che non ha bisogno di marinai. In Norvegia sta per essere varato il primo mercantile comandato completamente da remoto

Si chiamerà Yara Birkeland e sarà la prima nave a solcare i mari manovrata da tecnici specializzati in una sala di controllo a terra


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Una simulazione della Yara Birkeland, il primo mercantile senza equipaggio

Si chiamerà
Yara Birkeland e sarà la prima nave senza marinai. Il varo di questo mercantile lungo 79,5 metri con una stiva capace di trasportare 120 container, è previsto per il gennaio del prossimo anno. Navigherà nei freddi mari della Norvegia, trasportando fertilizzanti dal porto di Porsgrunn a quello di Larvik, su una rotta lunga appena una quarantina di miglia nautiche.
La Yara Birkeland sarà la prima nave al mondo completamente priva di equipaggio. Ad occuparsi delle manovre sarà una equipe di tecnici altamente specialistici che opereranno da una sala di controllo a terra dotata di sofisticate tecnologie. Qualcuno ha già parlato – non senza un pizzico di ironia – di una nave comandata da casa con un joystick, proprio come in uno di quai giochi di simulazione al computer che ci hanno tanto appassionato quando eravamo più giovani. Paragone che, in effetti, non è poi così distante dal vero. Continua

Al via il Salone Nautico di Venezia nell’antico Arsenale: un palcoscenico unico per yacht, accessori e motori

Uno bacino acqueo di 50 mila metri quadri per le imbarcazioni e un chilometro di banchina. Tante iniziative collaterali tra le quali uno spazio per la cantieristica tradizionale veneziana

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Il bacino acqueo dell'Arsenale di Venezia

“L’arte navale torna a casa”
. E’ lo slogan del Salone Nautico di Venezia in programma fino a domenica 23 giugno nella città lagunare. La “casa” in questione è il grande bacino dell’Arsenale. Storica fucina di galee e cocche che negli anni d’oro della Serenissima, era in grado di mettere in acqua una nave da guerra al giorno, completa di vele e attrezzature, pronta per navigare. Quell’arsenale che tanto colpì Dante Alighieri che volle paragonarlo al girone infernale in cui sono puniti i barattieri: “Quale nell’arzanà de’ Viniziani bolle d’inverno la tenace pece”. Continua

A Venezia la Msc Opera travolge un battello e si schianta sulla banchina: si riapre il dibattito sulle grandi navi in laguna

Paura e panico tra i passeggeri e le persone sulla riva. Tre feriti e tante polemiche. Gli ambientalisti: "Da anni denunciamo l'incompatibilità di navi di queste dimensioni con la laguna"

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I danni causati dalla nave Opera al battello fluviale

Un
incidente annunciato, quello verificatosi alle ore 8,34 di domenica nel porto di Venezia. La Msc Opera – 56 mila tonnellate – procedeva nel canale della Giudecca, appena dopo il bacino di piazza San Marco, alla velocità sostenuto di 5,5 nodi e si stava preparando per attraccare alle banchina, quando un improvviso black out dei comandi (stando perlomeno alla prima ricostruzione dell’incidente) non ha consentito alla nave di manovrare e di ridurre la velocità. Inutile l’intervento del rimorchiatore di sicurezza, perché il forte abbrivio ha spezzato la gomena di traino e la grande nave da crociera è andata a schiantarsi tra la banchina e un battello fluviale ormeggiato sul pontile di San Basilio.
Attimi di paura tra i 110 passeggeri a bordo della lancia e tra le persone che attendevano in riva l’arrivo della nave. I video messi in rete dai testimoni sono davvero impressionanti, considerata la mole enorme della Msc Opera, un “bestione” lungo 275 metri, largo 32 e capace di trasportare circa 2.679 ospiti e 728 membri dell’equipaggio. Per fortuna, l’abbordo si è concluso con tanta paura, la caduta in acqua di diverse persone ma “solo” tre feriti. Poteva andare molto peggio.
Un incidente annunciato, abbiamo scritto in apertura, perché da quasi dieci anni gli ambientalisti di Venezia denunciano l’intrinseca pericolosità del transito di navi superiori alle 50 tonnellate, costruite per navigare in alto mare, in canali stretti e poco profondi come quelli lagunari. Senza tener conto di incidenti come questo, che nel lungo periodo possiamo considerare inevitabili, bisogna considerare anche fattori non affatto secondari come l’inquinamento atmosferico (il porto di Venezia è a ridosso della città storica e nelle calli si registrano più polveri sottili che a ridosso di un’autostrada a due corsie). Continua

Immergersi all’Elba: la costa meridionale

La splendida isola mediterranea, famosa per essere stata governata da Napoleone, ci regala una incredibile varietà di siti di immersione

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I resti del cargo greco affondato nella costa meridionale dell'isola d'Elba

E’ proprio nella costa che butta a meridione, che troviamo i siti di immersioni che hanno resa famosa tra i subacquei di tutto il mondo l’isola d’
Elba. Ecco i punti migliori in cui tuffarsi con pinne ed erogatore.
Secche di capo Fonza Le secche in realtà sono due, entrambe limitate da due belle pareti colorate da gorgonie, margherite e, dopo una certa profondità, anche da rami di corallo rosso. Nella secca più vicina alla costa, potete visitare anche delle belle grotte. La profondità va dai 3 ai 45 metri.
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A ponente di Marina di Campo, si trova questa celebre immersione che è tra le più morfologicamente varie che ci possano essere. Ci si immerge su una franata sino ad una prateria di posidonie che, procedendo verso il largo, si trasforma in una cigliata che a sua volta, scendendo verso i 40 metri, si spacca in larghi canaloni! Vi chiederete come fanno a starci tutte queste cose in un solo sito di immersione! Anche se il paesaggio la fa da padrone, la vita marina non manca e i fotosub torneranno a galla con belle immagini di vita marina.
Relitto della nave greca Una palestra perfetta per i “relittari” alle loro prime esperienze. La nave mercantile è praticamente integra, a parte la prua devastata, è appoggiata sulla fiancata destra ed è possibile penetrarvi attrave Continua

Immergersi all’Elba: il promontorio di Capolivieri

La splendida isola mediterranea, famosa per essere stata governata da Napoleone, ci regala una incredibile varietà di siti di immersione

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Il relitto di una aereo da turismo su una prateria di posidonie. Una delle immersioni più famose dell'isola d'Elba

Le costa meridionale e la costa occidentale dell’
Elba sono quelle a maggior vocazione marinara. Sia Porto Azzurro che Marina di Campo, ma anche la bella Capolivieri, che pure sorge sopra una verde collina, sono borghi di pescatori, dove si respira aria di mare. Nelle zone orientali dell’isola è più forte invece una tradizione montanara e pastorizia.
Ma la grande bellezza dell’Elba è proprio quella di essere un vivace mosaico di culture, di dialetti e di paesaggi. Per un appassionato di subacquea in visita all’isola, il mare che regala le immersioni più emozionanti rimane comunque quello che butta a meridione. Qui si trovano i siti più spettacolari che vi proponiamo come palcoscenico per le vostre avventure sommerse.
Cannelle Cominciamo dall’elegante paese di Porto Azzurro. Nelle acque a nord del borgo, troviamo una delle immersioni più belle dell’isola ed anche una delle più caratteristiche per l’incredibile tunnel sottomarino tutto rivestito da margherite di mare ed i cui ingressi sono coronati da grandi gorgonie rosse. Al tunnel ci si arriva dopo un pianoro situato ad una profondità di 20 metri, costeggiando una cigliata che picchia verso il fondale. La profondità massima è di 40 metri ed è consigliabile essere subacquei con una certa esperienza per affrontare questa immersione.
Relitto aereo Proseguiamo il nostro viaggio costeggiando in senso orario l’isola. Da maniaco “relittaro”, non posso non segnalare questa immersione proprio davanti a Porto Azzurro. I resti di un bimotore da turismo giacciono a 15 metri adagiati su un fondale di alta posidonia. Il velivolo è molto ben conservato ma, oltre a questo, non c’è altro da vedere. La visita ad un aereo che ha terminato i suoi giorni in fondo al mare, perlomeno per me, è comunque sempre una esperienza emozionante. Inoltre, l’immersione è una buona palestra per i neo brevettati, considerando la bassa profondità. Continua

Immergersi all’Elba: la costa settentrionale

La splendida isola mediterranea, famosa per essere stata governata da Napoleone, ci regala una incredibile varietà di siti di immersione

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Un sub fa il "passo del gigante" per immergersi nelle acque dell'Isola d'Elba

Le acque sempre azzurre che circondano l’
Elba rispecchiano fedelmente la varietà linguistica e morfologica dell’isola. Così come la terraferma è un “melting pot” di dialetti e di culture – dai ponzesi di Campo ai toscani di Portoferraio, sino ai corsi nelle sponde occidentali – sotto il mare, l’isola offre un mosaico invidiabile di immersioni: secche, cigliate, pareti, grotte, relitti…
Praticamente è possibile programmare immersioni di tutti i generi, a tutte le profondità e per tutti i brevetti. Grazie anche all’alta qualità dei diving presenti sull’isola, l’Elba è diventata una meta imprescindibile per tutti gli appassionati di subacquea ed una delle più ambite palestre per i neofiti e per chi cerca di conquistare il suo brevetto da sub. Un vero paradiso sotto il mare che, come abbiamo sottolineato in apertura, rispecchia l’Eden di paesaggi delle dolci colline e delle verdi vallate che riesce sempre ad incantare i nostri occhi.
Ecco un elenco dei migliori punti i d’immersione della costa settentrionale dell’isola, partendo da Portoferraio e spostandoci verso ovest. Continua

Dal porto sommerso di Thonis-Heracleion riemerge la nave di Erodoto

Nelle sue "Storie" il grande greco di Alicarnasso aveva descritto un'imbarcazione egiziana che è rimasta per 2500 anni uno dei più grandi misteri dell'archeologia navale

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Un archeologo subacqueo esegue rilevamenti sul relitto della nave che conferma la descrizione di Erodoto

“L’albero era fatto di acacia e le vele di papiro. Questi battelli non possono risalire il fiume se non sotto la spinta di un forte vento, altrimenti vengono tirati da terra”
, scriveva Erodoto nel secondo libro delle sue Storie. Il grande storico greco visitò l’Egitto attorno nella metà del V secolo avanti cristo. Da viaggiatore curioso ed attento come era, Erodoto non trascurò di visitare i cantieri navali del Paese dei Faraoni, descrivendo minuziosamente le imbarcazioni locali e le loro tecniche costruttive.
Tra le barche che solcavano le placide acque del Nilo, Erodoto racconta in particolare di insoliti battelli chiamati “baris” che venivano usati dagli egiziani per il trasporto delle merci. E per gli archeologi comincia un mistero destinato a rimanere tale nei secoli a venire, sino all’incredibile scoperta avvenuta poche settimane or sono, nella acque antistanti il porto sommerso di Thonis-Heracleion. Continua