Isole impossibili

La strana isola dove le donne parlano una lingua e gli uomini un’altra

In un atollo della Micronesia, maschi e femmine hanno idiomi diversi a causa di un massacro causato dai gusci di tartaruga

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Sapwuahfik è un piccolo atollo perso nel ben mezzo del grande oceano Pacifico. Geograficamente appartiene all’arcipelago delle isole Caroline e batte la bandiera della Stato di Pohnpei che fa parte delle Federazione di Micronesia. Se non l’avete mai sentito nominare prima, non datevene pensiero che non siete i soli. L’atollo è composto da una decina di minuscole isolette la cui superficie complessiva arriva a malapena a superare 160 ettari.
L’isolotto più grande, Ngatik, è il solo ad essere abitato da una popolazione, secondo la stima più recente, di 682 persone. Sapwuahfik ha anche una pista d’atterraggio per piccoli aerei che sino a qualche anno fa si trovava a Ngatik, ma recentemente l’erosione marina e le mareggiate legate ai cambiamenti climatici, l’hanno trasformata in un’isola a se stante, per buona parte semi sommersa. Oggi gli aerei atterrano praticamente in mezzo al mare e se qualche buona anima non ti viene a traghettare in barca, tocca tuffarsi in mare per raggiungere il villaggio. Continua

L’isola dove se sbarchi ti ammazzano

Nell’arcipelago delle Andamane, un’isola è abitata da una tribù bellicosa che uccide tutti i visitatori

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Se mai vi capitasse di far vela nell’arcipelago delle Andamane, evitate di dare alla fonda davanti all’isola di North Sentinel. Rischiate seriamente di venire accoppati. E non sareste neppure le prime vittime di una tribù indigena che non fa sconti a nessuno e che non vuole saperne di avere a che fare con la, chiamiamola così, civiltà moderna.
Persa nell’azzurro mare del Golfo del Bengala, North Sentinel è formata da 72 chilometri quadrati di spiagge da paradiso terrestre e di foresta ancora incontaminata. Niente alberghi, niente turismo, a North Sentinel. E neppure sportelli del bancomat. La tribù che vive su questo atollo è considerata dagli antropologi una delle più isolate – termine appropriato se consideriamo che vivono, per l’appunto, su un’isola – del mondo. Si tratta di indigeni cosiddetti “non contattati”, come se ne trovano, sempre più raramente, in alcune zone della foresta amazzonica. Continua

L’isola che venerava Filippo d’Edimburgo come un dio

Nell’arcipelago di Vanuatu, la comunità tribale di Tanna celebrava il principe consorte recentemente scomparso come il Figlio del Vulcano

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Più acqua che terra, nella libera Repubblica di Vanuatu. Se le cucissimo tutte assieme, le 83 piccole isole che compongono lo Stato insulare, a malapena coprirebbero una superficie di 12 mila chilometri quadrati. Come dire, un paio delle nostre provincie di medie dimensioni. In compenso, non manca l’acqua salata da quelle parti, considerato che l’arcipelago si distende per una lunghezza di oltre 800 chilometri che, tanto per fare un paragone, è pressappoco la distanza in linea d’aria che intercorre tra Genova e Palermo.
Siamo sul limite orientale del mar dei Coralli, nel bel mezzo del grande oceano Pacifico. A settentrione dell’arcipelago di Vanuatu, conosciuto anche col nome di Nuove Ebridi, troviamo le Isole Salomone, a levante le Figi ed a meridione la Nuova Caledonia. Le guide subacquee dipingono il mare che bagna le isole di Vanuatu come un vero paradiso per gli amanti delle immersioni e non soltanto per le sconfinate e coloratissime barriere coralline. Continua

Rino Island: la Repubblica delle isole che non ci sono

Il territorio di Rino Island è costituito da tutte le isole che i marinai hanno segnato sulla carta “per errore o perché avevano bevuto troppo rum”

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L’isola sconosciuta era lunga all’incirca un miglio marino ma larga al massimo un centinaio di metri. Quello che colpiva di più era la sua ricchissima vegetazione che brillava di un verde pallido tendente all’azzurrognolo. E ancora di più stupivano le centinaia e centinai di uccelli di specie che non avevo mai visto prima, che le volteggiavano sopra in danze folli e sfrenate”. Il capitano che in quel lontano 1879 veleggiava al largo della costa cilena di Valparaiso era un italiano e volle dare all’isola il nome della sua nave: Barone Podestà. Sui suoi diario di bordo segnò diligentemente la posizione dell’isola: 32° 14′ di latitudine sud e 89° 08′ di longitudine ovest. Continua