Il meccanismo di Antikythera, uno dei più grandi misteri che il mare ci abbia mai restituito

Un oggetto “impossibile” scoperto su un misterioso relitto che giace nelle limpide acque del mare Egeo tra Creta e Citera

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Il misterioso meccanismo di Antikythera esposto al museo archeolgico di Atene

Era l’estate del 1901 quando una violenta tempesta costrinse un gruppo di
pescatori di spugne greci a cercare approdo sulle rocciose spiagge di Antikythera. L’isola, indicata col nome di Cerigotto nelle mappe della Serenissima Repubblica, era stata un possedimento autonomo della nobile famiglia dei Viaro e, in seguito, delle famiglie dogate dei Giustinian e dei Foscarini.
Antikythera sorge a poche miglia marine dalla più famosa Citera, che dette i natali niente popò di meno che alla dea della bellezza, Afrodite o, se preferite il latino, Venere. Cessata la tempesta, i pescatori che provenivano dalla vicina Creta, decisero di fare qualche tuffo nei fondali allora inesplorati dell’isola nella speranza di raccogliere qualche pezzo di spugna pregiato e fu così che scoprirono, adagiato nell’azzurro del fondale, a 43 metri di profondità, il relitto di una nave che, come fu stabilito in seguito, risaliva alla metà del primo secolo avanti Cristo.
Quando ritornarono a Creta, i pescatori riferirono del ritrovamento alle autorità e gli archeologi greci si misero subito al lavoro per esaminare il relitto e riportare in superficie un gran numero di interessanti reperti come anfore e statue in bronzo e in marmo. Il 17 maggio del 1902, i reperti più voluminosi e ritenuti inizialmente più importanti erano già stati puliti e classificati e Valerios Stais, l’archeologo a capo della spedizione, decise di dare una occhiata più approfondita a quello che sembrava un blocco di pietra scrostato dall’azione del mare.
Possiamo solo immaginare la sua sorpresa quando, dopo una veloce pulizia, l’oggetto apparve per quello che era: un meccanismo in bronzo e altre leghe di metallo formato da un numero imprecisato di ruote dentate, tutte incastrate tra di loro, di cui purtroppo solo le più grandi erano sopravvissute alla devastazione del tempo. Tutto l’oggetto, che diventerà famoso come il meccanismo di Antikythera, era inserito in una specie di cornice o scatola di legno, lunga 30 centimetri, larga 15 e alta circa 5 centimetri ed era destinato a diventare uno dei più grandi misteri che il mare abbia mai restituito all’umanità. Continua