In questa pagina ho riportato gli ultimi articoli che ho scritto per il quotidiano ambientalista Terra, il settimanale Carta, Manifesto, per siti come Global Project, FrontiereNews o siti di associazioni come In Comune con Bettin e altro ancora.

In fiamme l’auto di Fulvia Gravame, membro dell’esecutivo dei Verdi e storica ambientalista di Taranto

Questa notte a Taranto un incendio doloso ad opera di ignoti ha dato alle fiamme l'automobile di Fulvia Gravame, storica esponente dei Verdi pugliesi e nota attivista sempre in prima fila nella battaglia contro l’Ilva. Le fiamme sono divampate poco dopo le 3 di notte in via Pitagora, dove Fulvia Gravame era solita parcheggiare la sua auto. 

Gli inquirenti stanno indagando sul caso ma ci sono pochi dubbi che l’incendio sia un atto intimidatorio rivolto contro l’ambientalista tarantina. Elena Grandi, coportavoce dei Verdi, ed Angelo Bonelli, coordinatore dell'esecutivo dei Verdi, invitando la Prefettura e le forze dell'ordine ad avviare le indagini necessarie per verificare la natura di questo atto inqualificabile hanno espresso la massima solidarietà all’ambientalista. 

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Un Climate Camp per discutere su come difendere la terra. Fridays fo Future e No Navi lanciano al Lido di Venezia il primo campeggio per il clima

Verranno in tanti. Verranno da tutta Europa. Verranno per rispondere all’appello lanciato dalle ragazze e dai ragazzi di Fridays For Future di Venezia e delle attiviste degli attivisti No Grandi Navi, di dare vita ad un grande Climate Camp, un grande incontro dedicato al clima, dove discutere del futuro del nostro pianeta e, soprattutto, delle iniziative e delle lotte per dare un futuro al nostro pianeta. 
L’appuntamento è a settembre, da mercoledì 4 a domenica 8, al Lido di Venezia, in una spiaggia libera che, assicurano, sarà gestita con il minimo impatto ambientale, proprio come lo Sherwood Festival che si sta svolgendo in  questi giorni a Padova. “L’approvvigionamento energetico proviene da fonti rinnovabili con pannelli ad energia solare – spiegano gli organizzatori-. Il cibo degli agricoltori locali e non trattato con agenti inquinanti e tossici”.
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E’ record: in sole 24 ore si sono sciolte due miliardi di tonnellate di ghiaccio. E il caldo deve ancora arrivare!

Una giornata storica, quella di  giovedì 13 giugno 2019. In solo 24 ore, si sono staccati dalla Groenlandia più di due miliardi di tonnellate di ghiaccio. Un record, in questa stagione! Un record che purtroppo rischia di essere superato nei prossimi giorni. Secondo gli scienziati del clima, ci sono ottime possibilità che questa estate assisteremo ad uno scioglimento dei ghiacciai artici senza precedenti.
“Nel giugno del 2012 abbiamo assistito ad un fenomeno analogo – ha riferito alla Cnn Thomas Mote, ricercatore dell’Università della Georgia – E’ normale che in estate i ghiacciai si sciolgano, ma negli ultimi anni stiamo assistendo ad una escalation preoccupante”.
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Non torneranno i prati

Storie e cronache esplosive di Pfas e Spannoveneti

di Alberto Peruffo – Editore Cierre 
Dice Alberto Peruffo, l’autore di “Non  torneranno i prati”, che “uno come me, nato nella terra dei Pfas, della Pedemontana e della base militare Dal Molin, non poteva che diventare un attivista”. Così dice e… sbaglia! Sbaglia per troppa generosità, ma sbaglia. Tutta l’Italia, caro Alberto, è una gigantesca “terra dei fuochi”. Tutta l’Italia è piena di emergenze ambientali, di grandi opere, di attacchi ai beni comuni e al territorio che, alla fin fine, sono attacchi alla stessa democrazia. Già, alla democrazia. Perché nessuno accetterebbe di vedere la sua terra devastata, la sua salute compromessa da una economia di rapina che fagocita ambiente e diritti per trasformarli in enormi profitti riservati a pochi. Nessuno, se non gli fosse fatto credere che la “colpa” è tutta dei migranti, dei rom, dei centri sociali o dei “pidioti”. E che bisogna odiare chi ha tendenza sessuali diverse dalla media o chi scappa dalla guerra per non odiare chi si arricchisce con il cemento, l’evasione delle tasse, i profitti mafiosi, le grandi navi, lo sfruttamento del lavoro, il business malavitoso dei rifiuti e la nostra salute. Alberto è diventato un attivista perché queste cose le ha capite sin dall’inizio. E credetemi se vi assicuro che sarebbe lo stesso Alberto che conosciamo ora se fosse nato in un ipotetico territorio incontaminato (che in Italia non c’è più) dove la gente non ha bisogno di scendere in piazza per difendere la sua terra. 

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Pfas, tutti sapevano. Nessuno è intervenuto

Un corposo rapporto dei Noe accusa la giunta provinciale di Vicenza della leghista Manuale De Lago di non essere intervenuta per fermare l’avvelenamento delle acque

Lo sapevano. Lo sapevano tutti e non hanno fatto niente. Non hanno fatto niente anche se, per scongiurare il più devastante caso di inquinamento della falda acquifera dell’intera Europa, sarebbe bastato applicare la legge! 350 mila persone - ed è una stima per difetto - avvelenate dai Pfas, gli acidi perfluoro alchilici utilizzati dalla Miteni per produrre rivestimenti impermeabili. 350 mila uomini, donne e bambini avvelenati grazie al silenzio complice delle autorità che avevano il compito di difendere la loro salute. 

Per almeno 13 anni, l’Arpav e la giunta provinciale di Vicenza hanno deliberatamente ignorato tutte le prove della contaminazione. Hanno fatto finta di non vedere per non dover intervenire nonostante fossero evidentissimi i segnali dell’ “incremento nella contaminazione da benzotrifluoruri, sintesi o sottoprodotti derivati dall’attività della Miteni”, come si legge nel documento di monitoraggio ambientale chiamato Giada avviato sin dal 2003 dall’Ufficio ambiente della provincia di Treviso. 

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I No Navi vincono sul campo la battaglia per San Marco. Ora li attende la battaglia politica contro le false “soluzioni”

Ci si aspettava tanta gente. Ne è venuta di più. Novemila, forse diecimila persone hanno accolto l’appello del comitato Noi Grandi Navi per dare vita ad una grande manifestazione alle Zattere, sabato pomeriggio. Una partecipazione senza precedenti, per di più in una “piazza” difficile come quelle di Venezia. Una volta tanto, tutti i giornali, tanto quelli cartacei, quando quelli on line sono d’accordo nel sottolineare  il pieno successo dei manifestanti, rimarcando come la cittadinanza attiva – quella che non si rassegna a vedere la loro città trasformata in una Disneyland per il business turistico – sia tutta contraria alle Grandi Navi. 
La grande partecipazione ha sorpreso tutti. Compresa la Prefettura che di fronte a tutta quella gente ha precipitosamente concesso al corteo di arrivare sino alla Bocca delle Piazza, dopo aver inizialmente vietato il passaggio adducendo pretestuose motivazioni. La piazza dei veneziani è tornata ai veneziani e non solo alle orde di turisti, alle aziende come l’Aperol che la affitta per pubblicità o a quei 4 gatti miao dei “venetisti” che ogni 25 aprile arrivano dalla terraferma per sventolare un Gonfalone che non è loro.  La piazza insomma, è tornata ad essere per i veneziani quel punto di aggregazione, anche politica, che è sempre stata sin dall’epoca dei dogi. 
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Nella giornata mondiale dell’Ambiente il Governo non vuole sentire parlare di ambiente. Lega e 5 Stelle bocciano la mozione sull’emergenza sostenuta da Fridays for Future

Al Governo del Cambiamento dell’ambiente non gliene frega niente. Lo sapevamo sin dall’inizio della legislatura. Ce lo ha confermato quel Patto di Governo che i cambiamenti climatici non si sogna neppure di menzionarli. Ma lo sapevamo anche prima. Tanto i 5 Stelle che la Lega - i due partiti populisti per eccellenza, fabbricatori di fake new in perenne e urlata campagna elettorale - non  hanno nulla a che spartire con concetti complicati come quelli relativi alla difesa dell’ambiente. Non hanno né la capacità né tantomeno l’obiettivo di farsi carico di scelte che li porterebbero ad intaccare un sistema economico che, soprattutto in Italia, non ha niente di verde. Scelte peraltro, che risulterebbero anche impopolari ai tanti italiani che non hanno nessuna intenzione di cambiare stile di vita. Anzi, è proprio sulla paura del cambiamento che questi partiti hanno costruito le loro fortune elettorali. La “colpa” è sempre e comunque dei migranti e non del clima. Giusto? Oppure delle zecche dei centri sociali che quando vanno in piazza “obbligano” la polizia a pestare a sangue un giornalista. Perché mai 5 Stelle e Lega dovrebbero mettere tutto in discussione? Solo per evitare quei cambiamenti climatici i cui effetti più drastici li vedremo tra una ventina d’anni, quando si sa che l’orizzonte di politici di mezza tacca come sono quelli che ci governano non va oltre le prossime consultazioni elettorali? 

La bocciatura in Senato della mozione per la dichiarazione dell’emergenza climatica in Italia, come è stato fatto in altri Paesi Europei, è solo una logica ed inevitabile conseguenza di tutto ciò. La Lega e il suo elettorato, ai cambiamenti climatici neppure ci crede. E’ gente che ha paura. E l’ignoranza è un rassicurante rifugio che ha il vantaggio di regalarti granitiche certezze. Fermiamo i barconi e l’invasione… Prima l’Italia… Ruspe… Cosa pretendete? Che comincino a ragionare sul fatto che sarebbe meglio cambiare l’economia e non il clima? 

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“Via le Grandi Navi dalla laguna!” La Venezia viva in assemblea al Sale lancia la manifestazione di sabato 8 giugno

L’incidente in banchina dell’Msc Opera ha avuto quanto meno l’effetto di risvegliare le coscienze. Intendiamo, risvegliare le coscienze di chi ce l’ha, una coscienza. Al mutismo delle compagnie ed al “bla bla” della politica che semplicemente non conosce il problema a fondo e farà di tutto per non trovare una soluzione che scontenti le potentissime compagnie di crociera - che si sono vantate di un fatturato in crescita che ha toccato lo scorso anno 14 miliardi di euro - va contrapposto l’indignata reazione della Venezia viva. Quale che non si rassegna a posporre diritti, salute, ambiente e democrazia nel suo territorio alle logiche di fatturato in banca delle multinazionali crocieristiche.

L’assemblea dei No Navi, svoltasi ieri pomeriggio ai Magazzini del Sale è stata premiata da una partecipazione straordinaria - almeno 150 persone - e lascia ben sperare per la riuscita ella manifestazione che è stata lanciata per sabato prossimo, 16 giugno, con ritrovo alle Zattere alle ore 16.

Tanta gente, dicevamo, e un ospite d’eccezione. I lavori sono stati aperti da Laura Zuniga Caceres, una delle figlie dell’attivista honduregna Berta, fondatrice dell’organizzazione Copinh attraverso la quale le popolazioni indigene del paese Centroamerica hanno lottato contro la realizzazione di una diga sul Río Gualcarque progettata dalla multinazionale Desa. Berta è stata assassinata il 2 marzo del 2016. Tra i mandanti, un manager e un responsabile della sicurezza della Desa e due alti militari dell’esercito dell’Honduras.

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#FacciamoCausa. I movimenti ambientalisti denunciano lo Stato Italiano per immobilità nell’affrontare i cambiamenti climatici

La prima “causa climatica” arriva nei tribunali italiani. L’iniziativa è stata lanciata oggi, alle ore 12,30, in occasione della giornata mondiale dedicata all’ambiente.
“Chiediamo ai giudici di condannare lo Stato Italiano per la violazione del diritto umano al clima – si legge nel comunicato di presentazione dell’iniziativa -. Il livello della minaccia rappresentata dagli stravolgimenti climatici e la debolezza delle misure messe in atto dagli Stati destano una crescente preoccupazione nell’opinione pubblica, che si organizza attraverso mobilitazioni sempre più intense a livello internazionale. Il movimento per la giustizia climatica rappresenta oggi uno dei fenomeni più rilevanti sulla scena internazionale, denunciando senza sosta l’immobilismo dei poteri pubblici nella protezione dei diritti umani connessi al clima”. A questo link potete trovare il testo integrale del comunicato. “Da questo punto di vista -continua il testo-, l’Italia non fa eccezione. Il nostro Paese ha obiettivi di riduzione delle emissioni scarsamente ambiziosi e non in linea con le raccomandazioni espresse dalla comunità scientifica per centrare l’obiettivo di contenere il riscaldamento globale entro la soglia prudenziale dei +1,5 centigradi”.
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Pericolo Grandi navi, Venezia non vuole trovare la soluzione

Venezia. Torna la possibilità di costruire un banchina a Marghera. Protestano gli ambientalisti: colossi del mare fuori dalla città

Domenica mattina, ore 8,35. La nave da crociera Msc Opera ha appena superato il bacino di San Marco e naviga alla velocità di 5,5 nodi nel mezzo del canale della Giudecca. E’ una delle «Grandi Navi» il cui devastante impatto sul delicato equilibrio lagunare è sempre stato denunciato dagli ambientalisti veneziani: una sorta di villaggio turistico galleggiante lungo 275 metri e con una stazza di 65mila tonnellate che da ferma inquina quanto 15.500 auto.
Tanto è vero che sotto il ponte di Rialto sono state misurate più polveri sottili che ai bordi di una autostrada a tre corsie. Giunta a ridosso alla banchina d’ormeggio a San Basilio, la nave dovrebbe rallentare ma così non accade. Secondo le prima indagini, la colpa sarebbe da imputarsi ad un non meglio definito «black out» del sistema di navigazione. Un evento che le compagnie di crociera avevano sempre giudicato «impossibile alla luce delle moderne tecnologia» ma che ha comunque causato altri abbordi come quello al porto di Genova. Fatto sta che la nave non riesce a fermare il suo abbrivio. Le cime da traino di sicurezza dei due rimorchiatori che la scortavano si spezzano.
L’Msc Opera continua la sua corsa e, seminando panico tra le persone che attendevano l’arrivo della nave, costrette a fuggire disordinatamente, va a schiantarsi tra la banchina del porto e una lunga lancia fluviale ormeggiata. La lancia viene fracassata, ma ha il merito di attenuare l’urto. Qualcuno finisce in acqua, quattro donne finiscono all’ospedale con contusioni e ferite di lieve entità. Il video dell’abbordo girato da un testimone che si trovava nella banchina d’ormeggio, finisce sulla rete e fa rapidamente il giro del mondo.
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