La spiaggia della California invasa dai pesci-pene

Una violenta mareggiata ha letteralmente coperto Drakes Beach, a nord di San Francisco, di strani vermi di mare dalla forma inconfondibile

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Un pesce-pene raccolto nella spiaggia della California (Photo by Kate Montana, iNaturalist Creative Commons)

La costa di
San Francisco invasa dei pesci-pene. Sembra uno scherzo, e di quelli volgari pure, ma non lo è. E’ accaduto il 6 dicembre nella spiaggia di Drakes, pochi chilometri a nord della celebre città della California. La battigia è stata trovata letteralmente coperta da migliaia e migliaia di strane creature dall’aspetto decisamente fallico.
Secondo il biologo americano Ivan Parr, subito accorso sulla spiaggia per studiare l’insolito fenomeno, si tratta di esemplari di Urechis caupo, un particolare tipo di anellide, il phylum cui appartengono i vermi, meglio conosciuto dagli studiosi col nome di Penis Fish, pesce pene. E se avete guardato le foto, non sto a spiegarvi il perché. Questo particolare tipo di verme dal colore rosato e lungo dai 20 ai 25 centimetri, è abbastanza frequente nei fondali della costa del Pacifico, anche se non è molto conosciuto perché prolifera in acque profonde e sotto uno spesso strato di sabbia e fango. Continua

Dall’isola d’Elba arriva il Vinum Insulae prodotto con l’uva fatta appassire in fondo al mare

Un viticoltore di Porto Azzurro ha sperimentato una antica tecnica greca depositando sette nasse riempite di grappoli nei fondali marini

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Un subacquo controlla lo stato di macerazione dei vitigni nelle speciali nasse di vimini

Una ricetta dimenticata, un vino antico, un’immersione subacquea e un esperimento coraggioso. Ci sono tutti gli ingredienti per un romanzo d’avventura. Si tratta invece di un vino. Ma una vino come nessun altro al mondo. Un vino prodotto da un vitigno antico, i cui grappoli sono stati fatti appassire negli azzurri fondali dell
’isola d’Elba. Su Liguria Nautica avevamo già scritto di un vino sommerso. L’azienda Bisson di Sestri Levante, infatti, fa invecchiare le sue bottiglie più pregiate sul fondale. Ma in questo caso, è proprio l’uva che viene immersa in mare.
Proprio come tanti romanzi d’avventura, tutto nasce da un incontro casuale, quello tra il professore di Viticoltura dell’Università di Milano, Attilio Scienza e il l’agricoltore elbano Antonio Arrighi. Il docente aveva studiato le antiche tecniche di viticoltura applicate dai produttori greci dell’isola di Chio oltre 2500 anni fa. Per accelerare la fase di disidratazione dell’uva ed eliminare la pruina dalla superficie degli acini, gli antichi viticoltori greci infilavano i grappoli in ceste di vimini che calavano nel fondale. Il sale marino fungeva da conservante e antiossidante, permettendo ai viticoltori di evitare l’uso dei solfiti e di altre sostanze chimiche che erano sconosciute ai tempi degli antichi greci.
“Da tanto tempo sognavo di incontrare qualcuno disposto a sperimentare questa tecnica – ha dichiarato in un’intervista a Radio Capital il dottor Scienza – quando si è fatto avanti Antonio Arrighi, uno dei più importanti produttori di vino dell’isola d’Elba, quasi non ci credevo!”. Continua