I falsi e i veri Lemming

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Shiva e i topolini

- Stavolta sono Madre Natura, anch'io ho la password – mi è stata data in caso di catastrofi, direi che ci siamo. Io però sono Madre solo per modo di dire, e non è che sia tenuta a rendervi conto di quello che succede in questi giorni. Scrivo soltanto per rassicurare chi in questi giorni si è preoccupato per me. Una cosa abbastanza buffa. Voi. Preoccupati per me. No, state tranquilli, io ho visto passare comete e meteoriti, e ho fulgide memorie di quando l'atmosfera era nera delle polveri di milioni di vulcani. In un modo o nell'altro ce l'ho sempre fatta e ce la farò anche stavolta. No, non vi dovete preoccupare per me.

Del resto so che non potete farne a meno; che siete programmati per farlo. Questa idea che avete di me, come una madre dai capelli bianchi, tradizionalista e un po' rintronata, una da non disturbare mentre lavora ad uncinetto con gli elementi, è una proiezione di qualcosa che vi portate dentro, si tratterà magari della vostra vera madre, si sa che la vostra specie ha sempre avuto un rapporto complesso con gli anziani. Io in realtà sono una tipa sbarazzina che si diletta di fulmini e uragani, e la prospettiva di una contaminazione radioattiva su larga scala, con mutazioni genetiche annesse, mi elettrizza. In generale mi piace tutto quello che rompe gli schemi, distrugge, spazza via, in India mi chiamano anche Shiva, il Distruttore. Voi occidentali fate sempre più fatica a capirlo, questo mio aspetto. Ogni volta che capita un disastro cercate in qualche modo di assumervene la responsabilità, persino la devastazione di Haiti qualcuno è riuscito a metterla in conto a Marx, e ora su facebook fantasticate di raggi della morte che scatenerebbero l'armageddon. Siete nevrotici, a un certo punto vi siete inventati un gioco in cui voi sareste il mio figlio ribelle: voi il Progresso e io il Passato, la tradizione, la conservazione... da quel momento in poi, ogni passo in avanti lo mettete con la sensazione di calpestarmi. Se solo vi rendeste conto che le vostre progressiste pedate non mi hanno mai fatto realmente male, che questo terribile conflitto tra me e voi non esiste, così come non esiste tutta questa distanza tra voi e me... Nulla di ciò che è reale è razionale, e men che meno voi. Non siete Idee che imprimono la Materia, non siete lo Spirito che dà ordine al Caos, non siete nemmeno parassiti che intossicano il grande albero della vita: voi non siete che l'homo sapiens sapiens, un rametto che un giorno si biforcherà, oppure si spezzerà: roba mia fino al midollo, io vi ho fatto e a me ritornerete, non che ve ne siate mai andati molto lontano. Non preoccupatevi per me, davvero.

Se solo vi poteste guardare dall'alto, o dal basso, o da una qualsiasi distanza... Se foste quegli animaletti razionali che pensate di essere, non piazzereste decine di centrali nucleari sull'orlo di una faglia sismica. Vi basterebbe la modesta razionalità delle formiche, quando ottimizzano la struttura di un formicaio in base alla sua funzionalità, invece di gareggiare a chi fa più figli e produce più kilovattora. Se foste razionali avreste avuto tutto il tempo, negli ultimi 50 anni, per creare un'authority sovranazionale che ora distribuirebbe in parti eque l'energia prodotta dai pannelli solari del Sahara, dalle pale eoliche sui promontori degli Oceani, e perché no, da centrali nucleari moderne, sicure, costruite nei luoghi meno esposti alle onde telluriche. Tutto questo un animale razionale lo avrebbe pianificato da tempo, per far fronte alla crescente domanda d'energia. Ma in realtà un animale veramente razionale non avrebbe nemmeno il problema di una crescente domanda d'energia, in quanto si guarderebbe bene dal sovrappopolare il suo habitat naturale: e non per un supposto amore materno nei miei confronti (che non vi ricambio certo), ma perché chi è veramente razionale tende a volersi preservare in vita. Voi no, voi correte verso il disastro in ordine sparso. Guerra nucleare, riscaldamento globale, pandemia, semplice carestia? A chi tocca scegliere, a me o a voi? Ma non fa tutta questa differenza.

Per milioni di anni avete occupato la vostra nicchia, senza disturbare più di tanto. Con la rivoluzione industriale avete cominciato a crescere e moltiplicarvi, buffo, avete inventato le macchine e le avete usate per realizzare un versetto della Bibbia. Eravate tre miliardi nel 1960, quattro quindici anni dopo, adesso siete sei, la crescita è costante. Devo sentirmi impressionata? Non sono impressionata, non siete il primo animaletto che a un certo punto esplode oltre i confini della sua nicchia: quando non riuscirò più a nutrirvi, vi stabilizzerete. Voi stessi lo sapete, nel vostro istinto: nelle cellule di ognuno di voi, forse in un filamento, in una proteina, scalcia il germe dell'autodistruzione. È solo il lato oscuro della vostra volontà di affermarvi, la molla che spinge i vostri ingegneri a cercare il petrolio sotto gli abissi dell'oceano, quando vi basterebbe semplicemente riprodurvi meno e bruciarne meno. È lui che vi spinge a progettare centrali nucleari sulle faglie, e a non dismetterle quando sono vecchie. È l'irrefrenabile impulso ad autodistruggervi, che vi porta a stoccare armamenti ad alto potenziale e armi batteriologiche. Voi vi credete razionali, ma è una sottospecie dell'istinto la presunta ragione che vi governa, e che vi suggerisce quasi sempre la soluzione più economica per me, più micidiale per voi stessi.

Non preoccupatevi di me, sul serio. Io esisterò sulla terra, sempre diversa, finché il sole manterrà una certa distanza e una certa forza gravitazionale. Poi mi spegnerò, e non sopravviverà nessuno per rimpiangermi. Preoccupatevi piuttosto per voi stessi, per le vostre piccole esistenze guidate dall'istinto, che corrono verso catastrofi prevedibili, previste, preventivate. Io, come s'è visto, mi salvo sempre. Ma non ho mai avuto pietà di nessuno, milioni di fossili nei vostri musei ve lo possono confermare.

Avrete sentito parlare dei lemming, quei roditori nordici così lesti a riprodursi che gli eschimesi pensavano che piovessero dal cielo. Non è vero. Non è nemmeno vero che periodicamente corressero verso le scogliere al suicidio di massa: era a una storia a fumetti, che poi diventò un documentario Disney, e da lì in poi non ve la siete più tolta dalla testa. Come ogni leggenda, dice molto soprattutto su chi la racconta. Siete voi i veri lemming, figli del cielo nati per correre: troppo indaffarati e impazienti anche solo per alzare gli occhi e fissare il crepaccio in cui state per lanciarvi. In bocca al lupo, topolini.
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Ho una teoria #29

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Diciamo che ho una notizia buona e una cattiva. Quella buona è che comunque il petrolio è finito.



Quella cattiva, anche.

Il petrolio è finito, sull'Unita.it, si commenta lì in tempo reale.

La Coppa del Mondo, e la crisi del calcio italiano. Il vertice dei G8. La bomba in Grecia. Le mozzarelle blu. Gli esami di maturità. L'anniversario dell'ennesima strage insabbiata. I nuovi ministri, con o senza portafoglio, e i loro impedimenti, legittimi o meno: c'è tanta carne al fuoco in questi giorni. Sarà per questo che della catastrofe del Golfo del Messico sui giornali non si parla quasi più.

Ha tutta l'aria di una notizia “vecchia”: in fondo la piattaforma Deepwater Horizon è colata a picco due mesi fa. E invece il vero disastro sta avvenendo in diretta, proprio in questo momento: si stima che dal pozzo Macondo fuoriescano ogni giorno tra i 5000 e i 9000 metri cubi di petrolio. Già da un mese la macchia di petrolio è visibile dai satelliti. Le ultime piogge in Louisiana lasciavano pozzanghere oleose e iridescenti. Centinaia di operatori ecologici hanno sofferto di una sindrome ribattezzata TILT (“Toxicant Induced Loss of Tolerance”). Eppure tutto questo non lascia quasi tracce nel flusso d'informazione dei media tradizionali italiani. Come mai?

1. Una ragione l'abbiamo già vista: l'incidente è avvenuto due mesi fa. Purtroppo la nostra soglia di attenzione è quella che è, e non ci consente di percepire un'“emergenza” che duri più di qualche giorno. Persino un'apocalisse ecologica come quella del Golfo, dopo una settimana, è già routine. I problemi passano di moda prima che si riesca a risolverli.

2. C'è di mezzo Obama. Ai tempi di Bush un disastro del genere gli sarebbe stato rinfacciato quotidianamente (è quello che accadde più o meno con l'uragano Katrina). Ma benché la sua popolarità cominci a traballare nei sondaggi in madrepatria, qui da noi Obama è ancora intoccabile. È una sorta di meccanismo di compensazione, scattato sin dal 2008 (quando il Pd veltroniano colò a picco sventolando le bandierine stelle-e-strisce): la vittoria di un giovane democratico nero ci ha reso meno intollerabile il pensiero di vivere in un'Italia berlusconizzata. Il guaio è che Obama non detiene i poteri assoluti che segretamente vorremmo che avesse: i suoi ultimatum alla BP finora sono serviti a poco; nel frattempo la Corte Suprema ha dichiaratoillegittima la sua moratoria sulle trivellazioni. Il pensiero che anche Obama non riesca a farsi rispettare dalla lobby petrolifera è sconfortante quanto basta per voltar subito pagina e parlar d'altro – sì, persino dei problemi della Nazionale.

3. Non ci riguarda. Anche se una parte del petrolio ha già raggiunto l'oceano, noi italiani ci riteniamo al sicuro. E fingiamo di non sapere che il disastro del Golfo è solo l'annuncio di un evento ben più catastrofico, che c'interessa da vicino: la fine del petrolio. Che si tratti di una fonte non rinnovabile lo abbiamo sempre saputo. Da anni gli studiosi ci spiegano che il petrolio non scomparirà all'improvviso: la produzione toccherà un picco (il cosiddetto picco di Hubbert) per poi calare rapidamente, quando tutti i pozzi più accessibili cominceranno a esaurirsi. Nuovi giacimenti continueranno a essere scoperti, ma l'estrazione diventerà sempre più complessa e onerosa. I pozzi dovranno scendere sempre più in profondità, e correre sempre più rischi. Quando raggiungeremo il picco? Secondo gli scienziati dell'ASPO ci siamo già. Da qui in poi la possibilità che accadano incidenti come quello del Golfo (o del delta del Niger) crescerà sempre di più – anche nel Mediterraneo, un ecosistema fragilissimo che non resisterebbe a una fuoriuscita come quella del Golfo. Siamo insomma noi, ancora più che Obama, ad aver bisogno di una moratoria alle trivellazioni.

Tutto chiaro? E ora, un indovinello: quale ministro, dieci giorni dopo l'esplosione della Deepwater, ha aperto il golfo di Taranto alle ricerche di una compagnia petrolifera? Un piccolo aiuto: quindici giorni dopo si è dimesso. Per altri motivi, pensate. http://leonardo.blogspot.com

(Un ringraziamento a Petrolio, il blog che è la migliore finestra italiana sul disastro). 
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- com'eravamo

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Torto marcio

"Ma pensa che c'è gente che ancora si vanta di essere andata a Genova nel 2001!"
"Intendi al G8?"
"Tu guarda st'ignoranti..."
"Saputelli".
"Cacasotto".
"Picchiatori"
"Pacifisti".
"Terrioristi. Ma per cosa lottavano, poi, te lo ricordi?"
"Ma quelle cose lì, contro il governo e il commercio globale, non vogliamo un mercato del lavoro troppo competitivo, eccetera. Le solite cazzate da figli di papà"
"Pezzenti".
"Superficiali"
"Pesanti".
"Inconsistenti"
"Testardi. E naturalmente ce l'avevano con Bush".
"Di già? Ma che gli aveva fatto?"
"E che ne so. Il protocollo di Kyoto… Le cazzate sull'inquinamento e il risparmio energetico… La verità è che non si fidavano di un petroliere. I soliti dietrologi".
"Ingenui".
"Catastrofisti".
"Immaturi"
"Veterocomunisti".
"E Bush cosa gli disse?"
"Ma niente, lui era blindato nel porto, manco li vide. Deve aver detto: chi ci contesta ha torto marcio".
"Torto marcio? Come si dice in inglese?"
"E che ne so, lo lessi in italiano. Comunque rende l'idea".
"Aveva ragione. Erano solo dei velleitari".
"Dei nichilisti"
"Anarchici"
"Fascisti. E mi sembra d'aver detto tutto".
"E già".
"Ma cosa stai leggendo?"
"Io? Ah, è il libro di Tremonti. Avvincente. Te lo consiglio".
"Tremonti?"
"Interessante, molto interessante. Non la solita politica italiana da riunione di condominio. È un'analisi geopolitica di largo respiro".
"In poche parole…"
"In poche parole spiega che la società italiana sta correndo dei terribili rischi a causa del Wto, l'Organizzazione del Commercio Mondiale. Specie da quando è entrata la Cina, che non rispetta i diritti civili ed è molto competitiva sul mercato del lavoro".
"Forte Tremonti, eh?"
"Fortissimo. A proposito, hai sentito l'ultima di Bush?"
"Se ne va dall'Iraq?"
"No, no. Al discorso sullo Stato dell'Unione ha detto che gli USA sono dipendenti dal petrolio".
"Ha detto così?"
"Ha detto così: prima o poi dobbiamo ammetterlo, the United States Is Addicted to Oil. Che coraggio, eh?"
"Certo che quando ha ragione ha ragione".
"Cercheranno di importare meno petrolio dall'estero. E investiranno più soldi nei combustibili alternativi".
"Chiamali scemi. Adesso come adesso i soldi del petrolio arabo vanno agli emiri, gli emiri pagano la decima a Hamas, e alla fine col rifornimento di un gippone americano ci si finanzia il terrorista di Hamas. L'unico boicottaggio serio è smettere di comprargli il petrolio".
"Ed è anche una buona idea per l'ambiente. Con tutti 'sti uragani…"
"Quell'uomo è sempre pieno di buon senso".
"Peccato che in giro ci sia così poca gente ad ammetterlo. Specie da noi".
"Eh, ma cosa vuoi. Son tutti dei pecoroni".
"Bastian contrari".
"Carichi di pregiudizi".
"Segaioli".
"Selvaggi".
"Signori «so tutto io»"
"Incompetenti".
"Buoni a nulla e capaci di tutto".
"Smidollati".
"Paranoidi".
"Schizzati".
"..."
(Repeat and fade)
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E ora pedala

A questo punto, Leonardo, i tempi erano maturi per l'uovo di Colombo. Tu naturalmente sai cos'è, l'uovo di Colombo, vero?

L'U.d.C. è l'idea sciocca che non era ancora venuta in mente a nessuno. Ed è una componente fondamentale del Progresso umano, dalle grotte in poi. Molta gente è convinta che gli scopritori e gli inventori siano tutti semidei, Prometei, Archimedi, Einstein – Macché. La maggior parte è gente qualsiasi che se ne esce con idee sciocche a cui nessuno ha ancora pensato.
Prendi Archie Breznev, ingegnere. Per uno strano complotto della sorte, l'uomo che affrancò definitivamente gli USA dalla schiavitù del petrolio ha un nome da premier sovietico. Senz'aver mai visto la Russia, peraltro. Usastro al 100%, laureato alla Miskatonic con voti abbastanza qlsiasi, Breznev aveva accettato di lavorare al progetto Rapture perché la paga era buona, il sabato libero, e i rapporti umani fortemente disincentivati. Non era uno stagista, un porta-caraffa del caffè, come sostengono certe leggende urbane. Svolgeva invece una mansione importante, ancorché un po' macabra, nello staff medico del Progetto. Che ci faceva un ingegnere in uno staff medico? Ora ti spiego.

Contrariamente a quanto potresti pensare, lo staff medico di un ospedale con 144.000 pazienti in coma perpetuo ha moltissimo lavoro da fare. Vivere in coma, sai, non è come ibernarsi: il corpo deve assumere ossigeno e nutrimento, espellere anidride carbonica e feci. Le unghie e i capelli crescono, vanno tagliati. E gli organi invecchiano: vanno rigenerati, ogni tanto, e a volte persino sostituiti. Non è un problema: il Progetto ha tutte le cellule staminali che servono. Ma è ugualmente un'operazione brigosa. (Per questo alcune Teste d'Uovo di Tom insistono che conservare i corpi è un inutile spreco: bisognerebbe buttar via tutti gli involucri e conservare solo i cervelli, in un brodo adeguato: Tom annuisce con la sua faccia da schiaffi, ma la sola idea lo fa rabbrividire).
Uno degli aspetti più macabri di lavorare nello staff medico è la Ginnastica a Impulsi. Qualche mese prima, una Testa d'Uovo aveva proposto di ridurre almeno l'invecchiamento dei tessuti dei pazienti (e le spese mediche) costringendoli a sforzi fisici quotidiani. Anche questa era una piccola idea banale-geniale: se fai ginnastica vivi più a lungo, lo sanno tutti.
Per convincere i Giusti a fare ginnastica malgrado il loro beato stato d'incoscienza, era dunque stata messo a punto una rete neuronale che collegava i loro midolli spinali, bypassando i cervelli veri e propri. Così i fortunelli, a seconda dell'impulso, potevano muovere braccia, gambe, testa, e persino recitare l'intera coreografia del video di Thriller (e si dice che nella notte di Halloween del 2023 lo abbiano fatto: ma è solo un'altra leggenda), senza saperlo.

Ebbene, Archie passava le sue otto ore (con pausa sindacale) a mandare questo genere d'impulsi ai 144.000 giusti, tutti persi nei propri Paradisi personali, ignari di danzare aerobica o di muovere la testa al tempo di 666 The number of the beast degli Iron Maiden (Archie aveva gusti musicali osceni, e si prendeva libertà ai limiti del rispetto del regolamento interno).
Fu a quanto pare proprio nel corso di una simulazione di festival metallaro, che Archie si accorse improvvisamente di qualcosa. Aveva caldo.
Nel New Mexico non è certo una novità: ma i sotterranei del progetto erano ovviamente ventilati e condizionati; e il termostato segnava rigorosamente 13°C, la temperatura considerata ottimale per la conservazione dei Giusti. Eppure, malgrado il termostato, Archie aveva caldo. Cosa stava succedendo?
Anche i Giusti sembravano accaldati – ma giustamente, loro erano sotto sforzo. A meno che…
Leggenda vuole che Archie si picchiasse la fronte col palmo inferiore della mano, proprio come nei film e in tv. Non esclamò "Eureka", ma ci mancò poco.

Le cose più difficili da trovare sono quelle che abbiamo sotto il naso. Per anni avevamo avuto davanti a noi il miglior generatore di energia pulita del mondo, e non lo avevamo degnato di uno sguardo. Ci volle l'intuizione di un tipo qualsiasi, sociofobo e fan dell'heavy metal d'annata, perché ce ne rendessimo conto. Il miglior generatore eravamo noi.
I nostri corpi. Generano calore. Ma non solo. Possono trasformare il calore in energia cinetica. Gli zuccheri vanno nel sangue, il sangue pompa nei muscoli, i muscoli spostano gli oggetti. Che tipo di oggetti? Mah, dei pedali, per esempio. Pedalando, i muscoli diventano sempre più forti e resistenti. Basta non esagerare mai – pedalare piano, ma continuamente. Il tuo corpo è un motore a cereali – e cereali, per fortuna, gli USA ne aveva ancora tantissimi, e Tom ormai aveva un latifondo tutto suo nel Corn Bealt.

Il tuo corpo è uno dei motori più sofisticati al mondo – tot calorie in entrata, tot in uscita, pochissimi sprechi, rifiuti totalmente biodegradabili. Naturalmente il tuo corpo non può spostare le montagne. Ma se attacchi ai pedali una dinamo adeguata, l'energia che produci è il 75% di quella che il Progetto Rapture impiega a mantenerti. Sì, hai capito bene. Pedalando, ti rendi autosufficiente al 75%. Non corri il rischio di annoiarti, perché il tuo cervello non è coinvolto. Il tuo cervello è in paradiso a spassartela, il tuo corpo è all'inferno a pedalare. Dico, non è geniale?

Quando Arnold lo seppe, chiamò il suo staff perché facesse i conti. Si calcolò che servivano più o meno duecento milioni di cyclette, e altrettante dinamo – e bisognava ristrutturare i vecchi rifugi antiatomici – ma si poteva fare, anzi si doveva fare. Tom aveva inventato il paradiso. Breznev lo aveva reso autosufficiente (al 75%, almeno). Ora toccava a lui. Da qui all'eternità, America, mancava ormai solo un passo.
O meglio, una pedalata.
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Il Paradiso non è un modello di sviluppo economicamente sostenibile

Bene, Leonardo
A questo punto stai iniziando a chiederti seriamente se è un sogno, il tuo, o non piuttosto un'allucinazione guidata, un'ipnosi, ecc.. T'interessa il mio parere?
È da un tempo indefinito che stai ascoltando le mia storia che, per quanto sconnessa, conserva una certa dose di consequenzialità. Questo tenderebbe a escludere i sogni, che non sono sequenziali. I sogni sono straordinarie divagazioni: se in un sogno inciampi in qualcosa d'interessante, improvvisamente l'obiettivo del sogno si sposta su questo oggetto. Non mi sembra che sia il nostro caso.
D'altro canto, se io stessi cercando di plagiarti, facendoti credere a qualcosa di non vero, sarei venuto probabilmente a te con una storia più semplice e credibile. Invece questa storia è molto complicata e vagamente surreale. Che senso ha cercare di circuire un individuo intelligente con una storia complicata? Nessun senso. (Ad esempio, perché proprio 19 piramidi? Perché non un bel numero tondo?)
Non ti resta che una terza possibilità: la storia che ti sto raccontando è autentica. È complicata ma in qualche modo consequenziale, proprio come la Realtà. Nessuna simulazione è altrettanto pasticciona della Realtà, come ben sai.
Considera questo: Tom, l'Anticristo, aveva centrato l'obiettivo a cui tendeva l'umanità da migliaia di anni (la felicità, l'immortalità, ecc.) per un puro accidente. Ci era inciampato mentre stava cercando di evitare una banale crisi economica e la conseguente Guerra Mondiale. Serendipità. E per qualche tempo, non si rese conto dell'effettiva portata della sua scoperta. Nemmeno quando si sentì chiedere da molti personaggi potenti di tutto il mondo, nei circoli in cui le informazioni filtrano, ehi, senti, perché non ci porti con te nel tuo Paradiso?
"Ma non è il Paradiso. È solo una pietosa menzogna".
"La vita è una menzogna. La tua, almeno, è pietosa".
"Ma non è vita la mia, è solo un sogno".
"La vita è sogno".
"Oggi non riesco proprio a spiegarmi. Voglio dire, non è un Paradiso. È solo una buona simulazione. Abbiamo preso lo staff di The Sims, gli abbiamo dato tutti i terabyte che gli servivano e…"
"Tom, Tom, tutta la vita è una simulazione. Ma tu solo ci prometti una buona simulazione".
"Beh".
"Solo tu hai il Codice Sorgente di vita eterna".

Il successo della sua invenzione impensieriva Tom. 144.000 persone in animazione sospesa da qui all'eternità sono già un bel po' di Kilowatt; ma se la voce iniziava a spargersi e la gente si metteva in fila per andare in coma, dove l'avrebbe trovata, l'energia? Ne parlò col Presidente.
"Arnold, sono molto in pensiero".
"Problemi di budget?"
"Alla grande. E soprattutto: questa cosa è potenzialmente eterna. Non rientrerò mai nei costi".
"Perché non metti l'accesso a pagamento? La gente ha sempre pagato per salvarsi l'anima. Nella mia vecchia Europa, sai, nel Medioevo…"
"Arnold, io non metto in dubbio la tua cultura e la tua conoscenza, ma le mie teste d'uovo mi hanno già avvertito che il modello ticket-per-eternità non può funzionare. Per quanto sia alto il ticket, l'utente lo paga una volta sola. E poi io devo mantenerlo nei secoli dei secoli. Dopo un paio di millenni vado in rosso. È matematico".
"Ma se reinvesti i fondi con un tasso d'interesse…"
"Ma cosa sono i fondi davanti ai millenni? Tra l'altro, se la voce inizia a spargersi davvero tutti vorranno entrare, l'economia occidentale andrà a rotoli e i titoli di borsa saranno carta straccia".
"Vuoi dire che tutti preferirebbero vivere in una simulazione, piuttosto che nella Realtà?"
"Pare proprio di sì. Ho fatto dei sondaggi".
"Ma come. La vita è così bella".
"Arnold, tu sei Presidente degli USA, ex campione del mondo di culturismo, hai recitato a Hollywood e intrattenuto relazioni sessuali con centinaia di partner. Ti sei fatto anche tutto l'umanamente fattibile. Può darsi che la tua esperienza di vita non sia quella dell'umano medio".
"Dici?"
"E comunq stai perdendo i capelli anche tu, non credere".
"Sì, già, beh, sai che ti dico? Ti aiuterò, Tom. Il tuo progetto tutto sommato mi piace. Mi fa risparmiare un sacco, sai?"
"Risparmiare?"
"Ha ha, sì, non lo avevi capito? Tu spendi, ma io risparmio. Hai fatto piazza pulita di 144.000 consumatori, e sai cos'è successo?"
"Hai perso forza lavoro".
"Macché, erano lavori inutili. Ho risparmiato energia. Non usano più il frigo, il PC, il microonde. Non vanno più a prendere i bambini a scuola con la 4x4. Niente più riscaldamento d'inverno e condizionamento d'estate. Tutto quello che gli serve è…"
"Una flebo di alimenti e una nicchia calda nei sotterranei del Mars Project, New Mexico".
"E non si riproducono più, non creano ulteriori consumatori. Perciò, se altri miei cittadini venissero da te, a chiederti il Codice Sorgente di vita eterna, tu non preoccuparti della spesa, Tom. Anzi, sai che ti dico. Di' agli ingegneri di preparare qualche nicchia in più, cento o duecento milioni. È l'occasione per trasformarci finalm in una nazione economa e virtuosa".
"Arnold, hai intenzione di dare la vita eterna a tutti i cittadini americani?"
"Perché no? Io sono democratico, dopotutto. E comporterebbe un taglio alla spesa pubblica, quindi…"
"Ma ci vorrà pure qualcuno al piano terra, a produrre alimenti ed energia!"
"Non lo possono fare le macchine?"
"No, non sono abbastanza affidabili! E se s'inceppano? E se si ribellano?"
"Ha ha ha, Tom, sai una cosa? Sei sempre uno spasso. Le macchine che si ribellano, roba da matti. Hai visto troppi film, amico".
"Certo che ho visto troppi film. Ho visto anche i tuoi. E tu hai visto i miei. Siamo di Hollywood, i film erano il nostro mestiere! Com'è che dei guitti come noi si ritrovano affibbiato il destino dell'uomo?"
"Bella domanda. Non lo so. Forse è uno stadio dell'evoluzione".
"Tu credi all'evoluzione?"
"Sì, perché?"
"Ma ti sei visto in faccia?"
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Da qui all'eternità (e ritorno)

Ciao, Leonardo.
Eccoci di nuovo qui – un riassuntino: Verso il Duemila-e-rotti la terra si stava scaldando troppo; i gialli (detti anche cinesi) decisero di trovare forme d'energia più pulite; perfezionarono l'Idrogeno e lo brevettarono. Da lì in poi solo loro potevano permettersi di usarlo. Le altre civiltà dovevano rassegnarsi a pagare. Gli usastri (abitanti degli USA), che temendo un'alterazione dello status quo non avevano investito troppo sull'idrogeno, si ritrovarono scalzati dal trono nel mondo. Nel frattempo mezza Antartide si era squagliata, rivelando al mondo 19 copie conformi della Piramide di Cheope, che retrodatavano l'inizio della civiltà umana al 42.000 a.C. e mettevano in grave imbarazzo le chiese fondamentaliste cristiane.

Ma non tutti gli usastri erano seguaci di Gesù. Al tempo imperversavano anche le tecno-sette, culti sincretici che frullavano fantascienza e riti pagani e la servivano ai gonzi. Una delle tecno-sette più potenti era nelle mani di Tom, prestigioso attore hollywoodiano che a un certo punto aveva iniziato a sentire sulle sue spalle il peso del mondo intero, e a porsi i problemi dal punto di vista di Dio. Un Dio benevolo, per fortuna. "Cosa posso fare", si diceva, "per salvare il mondo?"

Il sistema usastro crollava. I gialli imperversavano. Si è mai visto un impero crollare senza grandi dolori e spargimenti di sangue? (L'Unione Sovietica non conta, quello non era un impero, era un bluff). La guerra era all'orizzonte. Tom aveva i mezzi per prevederla. Poteva anche prevenirla?

Assunse uno staff di storici, sociologi, analisti finanziari – qsti ultimi li licenziò, non ne beccavano una. Scritturò i migliori creativi pubblicitari e soggettisti di Hollywood. Ai primi disse: "datemi la Verità"; ai secondi "trovatemi un'Idea". Questi due motti sono rimasti leggendari e si trovano incisi nel Codice Sorgente: VERITAM DATE – IDEAM INVENITE. Gli usastri hanno un debole per la lingua dell'Impero Romano. Un'antica vocazione alla grandezza – e alla decadenza. "Rise and Fall". Ma divago.

Gli studiosi arrivarono a un'onesta conclusione: ostinandosi a estrarre petrolio, gli Usa stavano andando a sbattere contro il picco di Hubbert. Nel giro di pochi anni (mesi?) il prezzo dell'oro nero sarebbe schizzato alle stelle e sarebbero iniziati i razionamenti. I consumi sarebbero crollati e addio economia. La prima cosa che doveva fare Tom era vendere tutte le azioni e comprare terra. Un mucchio di terra nella fascia dei cereali – al riparo dagli uragani.

"Maledizione", disse, "ma non potremmo passare a un'altra energia?"
"Potremmo passare al nucleare", dissero le teste d'uovo, "ma ci vuole tempo".
"I gialli sono passati all'idrogeno in un lampo".
"I gialli hanno un'economia di piano e una società piramidale teocratica, possono imporre cambiamenti molto rapidi, e se muoiono milioni di persone, nessuno ti fa causa".
"E allora diventiamo anche noi un'economia di piano e una società piramidale teocratica! Che ci vuole?"
"Un miracolo".
"Perfetto, grazie"

Tom sorrise a 32 denti, strinse le mani e firmò autografi a tutti, prese l'ascensore e spuntò al piano superiore. Lo attendevano i creativi, i pubblicitari, gli scenografi, i neurochirurghi e i narcologi.

"Dovete inventarmi un miracolo".
"Che religione?"
"Cristiana protestante".
"Ci sarebbe la Rapture".
"Sarebbe a dire?"
"La sparizione improvvisa di tutti gli uomini giusti, che vanno in Paradiso senza passare dal Via. Ci hanno scritto molti libri di successo. C'è stato anche un ciclo di B-movies...".
"Ottimo, facciamolo".
"Rapire all'improvviso tutti gli uomini giusti? Forse l'FBI avrà qualcosa da dire".
"E allora fatemi un preventivo di spesa e lo presentiamo all'FBI. Anche loro hanno bisogno di idee. E di sicuro hanno un file riservato con tutti gli uomini giusti. A proposito, cosa ne facciamo di tutti gli uomini giusti che rapiamo?"
"Ce lo dica lei, Mr Tom".
"Vediamo, siccome sono Giusti mi sembrerebbe il caso di ricompensarli. Vorrei che sparissero, ma che allo stesso tempo fossero per sempre felici. Non so…"
"Animazione sospesa. Come il Papa cattolico. Possono sognare in eterno".
"…una volta ho visto un film buffo, spagnolo… l'ho anche rifatto a Hollywood, per cui lo ricorderete sicuramente".
"Ehm".
"C'è un tale che va di sua spontanea volontà in coma, e sogna tutto quello che vuole… se gli piacciono i Monet, per dire, sogna di vivere in un cielo color vaniglia… in un universo privato di cui ignora di essere il Dio. Vive mille storie di cui è il protagonista… diventa lo sceneggiatore di sé stesso…"
"Ma poi va in crisi e apre gli occhi".
"Beh, sì, ma quello era solo un modo elegante di finire il film. Lasciate perdere le vie d'uscita. È possibile mantenere in coma perpetuo tutti questi uomini giusti, ognuno nel suo paradiso personale?"
"Sarà molto costoso".
"I soldi non sono un problema. Quando saremo una teocrazia li stamperemo, i soldi".
"Non in termini di soldi, in termini energetici. Migliaia di uomini giusti in animazione sospesa per l'eternità consumano energia da qui all'eternità".
"Una cosa alla volta, ora preoccupiamoci dei primi vent'anni. E poi vedremo".

Come previsto, l'FBI si mostrò discretamente interessata al progetto Rapture – anche perché alla Casa Bianca c'era un vecchio collega di lavoro di Tom, con un debole per i plot macchinosi e apocalittici. E bastò il ratto di appena 144.000 uomini giusti in tutto il continente a trasformare la più antica democrazia liberale in un delirio neo-presbiteriano. Il Campidoglio fu chiuso e riaprì come Consiglio dei Padri Pellegrini. Furono revocati diversi emendamenti. Le truppe sparse in mezzo mondo a guardia dei pozzi sempre più profondi furono bruscamente richiamate in Patria. Le minoranze furono 'caldamente' invitate a convertirsi… Sì, fu bruciata anche qualche strega qua e là, ma in generale la criminalità diminuì, quindi è inutile scandalizzarsi. Ma soprattutto: gli Usa iniziarono una brusca riconversione al nucleare. Ci furono naturalm disordini e disastri, ma Dio lo voleva – e Dio aveva appena dimostrato i suoi poteri in modo eloquente.

Dio, in realtà, era Tom. Questo era un piccolo segreto condiviso dal suo staff e dai Padri Pellegrini, assisi nei loro scranni a Washington. Erano per la maggior parte pastori protestanti, con un grave peso sulla coscienza. Dovevano la loro fortuna politica a un miracolo. Ma sapevano che il miracolo era stato organizzato ad arte, per giunta dal leader di una tecno-setta. Se avessero divulgato il segreto, avrebbero fatto perdere ai loro fedeli (ed elettori) la fiducia in Dio – dunque il fondamento del loro potere. Di conseguenza, Tom li teneva per le palle.
Proprio quel Tom lì, esatto.
L'Anticristo.
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Il paradiso scoprirai

E tuttavia c'era poco da fare. Le piramidi esistevano. Tutti potevano vederle dal satellite, con Planet-Google 3-D potevi anche andare a visitarle. Certo, era possibile comportarsi come se non esistessero, ma non si può vivere per sempre in un come se. Non puoi mandare avanti a lungo una civiltà come se il globo non si stesse scaldando, come se l'economia non fosse in declino, come se le fonti d'energia non rinnovabile non fossero a un punto dal non essere più rinnovate. Insomma, non puoi raccontarti bugie in eterno. Prima o poi ti scontri con qualcosa di estremamente freddo, rigido, spigoloso, che si chiama Realtà.

E la Realtà era una gran botta nei denti. Il liberismo economico, che per due secoli era stato un favoloso acceleratore di benessere e civiltà, aveva un difetto sistemico: mancavano i freni. Era una locomotiva lanciata a tutto vapore verso il binario morto del picco di Hubbert. Ti ricordi il picco di Hubbert, Leonardo?

"Vagamente".

Hubbert era un geofisico, che spiegò in un grafico il modo in cui gli uomini si comportano nei confronti delle risorse non rinnovabili. All'inizio le sprecano – finché il processo di estrazione non comincia a costare troppo. A quel punto è una gara a tener dietro al consumo, a occupare i pozzi più ricchi e meno profondi. Infine si arriva a un picco: dopodiché, inevitabilm, la produzione inizia a declinare. L'estrazione diventa troppo costosa. Naturalm, il picco di Hubbert era un problema solo se credevi in Hubbert. Gli usastri un po' ci credevano (avevano fatto il possibile per accaparrarsi i pozzi del Medio Oriente, quelli che si sarebbero esauriti più tardi) e un po' no. Dipendeva dall'ufficio di consulenza. Cifre oggettive era impossibile averle: quasi tutte le nazioni petrolifere truccavano i dati sulle riserve. Ma intanto il picco si avvicinava. Gli hubbertiani più ragionevoli lo davano certo per il 2020. E l'idrogeno era blindato dai gialli. Che fare?

Ora ti dico cosa avrebbe fatto una civiltà matura: provviste per l'inverno petrolifero. Avrebbe pianificato un passaggio in grande stile a un'altra energia: il carbone, il nucleare… tutte fonti non rinnovabili, ma in grado di garantire alle tv e ai forni a microonde, e ai frigoriferi e alle caldaie e ai pick-up un altro mezzo secolo di autonomia. E poi chissà.
Purtroppo, la civiltà usastra aveva superato la maturità di qualche lustro. Era una società vecchietta e bisbetica: individualista, riottosa, aliena al concetto di "pianificazione", pronta a qualsiasi scorciatoia irrazionale che permettesse di sottrarsi al freddo attrito con la Realtà. Ci voleva una religione. Ma quella ufficiale era in crisi, per via delle 19 piramidi snobbate dai testi sacri. Occorreva un colpo di scena, qualcosa che rafforzasse la fede nei credenti e nei semi-credenti, negli atei devoti e in tutti quanti.
"Un miracolo".

Sì, ma ricordati che siamo in un mondo protestante: niente stimmate, ampolline, madonnine, tutto questo bric-a-brac per pastorelle non poteva andare. I born again si aspettavano ben altro.

"La Rapture".

Il Ratto Divino. L'ascesa al cielo dei Giusti – e gli Esclusi, i left behind, giù a sgobbare. Era tutto scritto in quei libri scemi, la Bibbia versione Harry Potter, quella schifezza che propinavi ai tuoi studenti.

"Ero costretto. Il programma…"

Non crucciarti. Pedala. Tutto ti è stato perdonato. Tutto è come se Nulla fosse successo. Ma pedala un po' più forte, dai. Dove eravamo.

"Gli usastri organizzano la Rapture".

Una gigantesca Operazione Condor al contrario. Schedare tutti i puri di cuore, perché vedranno Dio. Entrare nelle loro case, come i ladri nella notte, in una nube di cloroformio, e portarli via. Il tutto sincronizzato su cinque fusi orari diversi. Fortuna che era tutta gente che andava a letto presto, ma... Era o non era un età surreale? L'era in cui le profezie si autoavverano.

"Li hanno portati su Marte, allora, è così".

In un certo senso – che ironia. La base Marte in New Mexico, migliaia di ettari di deserto rosso schermato al satellite che doveva servire alle riprese di un film in cui gli astronavi atterrano, piantano la bandierina e ripartono.

"Mi sembra più una location da inferno".

L'inferno? Ma guardati in giro, Leonardo: è tutto intorno a te. Tu che credi in quel che vedi, in quel che senti; sei quel che dici, quel che puzzi. Devi liberarti di qsto involucro, capisci? Del sacco di merda che chiami corpo".

"A scuola mi hanno insegnato che era la macchina perfetta".

Storie vecchie, didattica del secolo scorso. Il tuo corpo è una macchina obsoleta, che consuma troppe calorie, sporca, ingombra. Rottamare! È tempo di essere leggeri, leggeri, hai presente la leggerezza di Calvino?

"No, la leggerezza di Calvino no".

Tu mangi, caghi, sudi, pedali. È quello il tuo inferno. Il paradiso, invece, è dentro di te. Questa è la vera grande scoperta del Secolo XXI. Il paradiso scoprirai / se tu scopri quel che hai…

"Parole che non ho mai capito".

Perché sei vecchio, vecchio, sei un pezzo di secolo scorso ambulante e pedalante, ed è tragico, lo sai? Giacché sei immortale, ed è molto triste diventare immortali da vecchi, c'è un mito greco che ne parla, credo.

"Come sarebbe a dire che sono im…"

Siamo tutti immortali, se ci pensi, Leonardo. Pensa al Papa – non al pagliaccio che avete a Roma al momento – pensa al vero Papa eterno che dorme a Buenos Aires. Perché Lui sì e tu no?

"Perché lui è in coma".

Lo vedi che se ti applichi sei intelligente? Allora non c'è bisogno di allestire il New Mexico con cori angelici e nuvolette celestiali stile spot lavazza. Serve solo un enorme silos sotterraneo ben climatizzato.

"Il paradiso è un freezer?"

Molto più di un freezer, molto di più.

"E Taddei viene da là allora. Taddei è un Giusto. È così?"

Taddei chi?
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L'età surreale

A qsto punto, caro Leonardo, la storia vira al surreale. La storia con la S maiuscola, intendo.
Non è quella pedissequa catena di cause ed effetti che t'immagini, sai? la Storia ha i suoi quarti d'ora di pazzia. I conquistadores in America. La Rivoluzione francese. I bolscevici in Russia. La seconda guerra mondiale. Tutti eventi surreali e difficilm pronosticabili. Cose che fanno impallidire l'immaginazione dei migliori scrittori ucronici. Pensa a H. G. Wells: l'uomo che ha saputo immaginare la Macchina del Tempo, la Guerra dei Mondi; e che ha mancato clamorosam la Rivoluzione d'Ottobre. E Voltaire, con i suoi Candidi e i suoi Micromegas: com'è potuto sfuggirgli l'orizzonte della ghigliottina? E Ariosto, che spronò l'ippogrifo sulla Luna: perché non gli venne in mente di fare una capatina nel Nuovo Mondo? Lì sì che stavano per arrivare le donne e i cavalieri e le armi e gli amori più improbabili, a quel tempo. La Storia è l'ucronia più imprevedibile, ecco quel che è.
Ma dov'ero rimasto.

"I gialli avevano scoperto la locomozione a idrogeno".

Sì, beh, quella l'avevano copiata dagli usastri. La vera scoperta dei gialli fu il modo di ricavare l'idrogeno dall'acqua a basso costo e basso impatto ambientale. Anche gli usastri ci stavano lavorando, ma in qualche modo i gialli ci arrivarono per primi. Perché? Forse perché erano un miliardo di cervelli e avevano più fretta. O forse per puro caso. E poi tirarono all'occidente uno scherzetto perfido. Brevettarono il procedimento.
Proprio così. Un bel brevetto internazionale, con tutti i crismi del WTO, blindato per 70 anni. C'era un sistema solo, evidentem, per ricavare l'idrogeno dall'acqua senza rimetterci; e siccome l'avevano scoperto loro, nessun altro avrebbe potuto usarlo per tre quarti di secolo. I bizantini e gli africani volevano le auto a idrogeno? I gialli gliele avrebbero vendute volentieri, a prezzi di favore: e altrettanto volentieri avrebbero venduto il combustibile, trasportandolo attraverso comodi idrodotti. Ma l'eventualità che il resto del mondo potesse prodursi l'auto e l'idrocombustibile da solo era esclusa a priori.
A questo punto il Resto del Mondo aveva due possibilità: o mendicare dai gialli l'energia più pulita (o comunq meno sporca e costosa del petrolio), o lasciare i gialli al loro splendido isolamento, e riprendere sdegnati la via dei combustibili fossili (era poi discutibile chi isolasse chi). C'era anche una terza possibilità, a esser sinceri, ed era mandare all'aria il WTO e dichiarare guerra ai gialli. E qui entrava in ballo il solito deterrente: forse non era il caso far incazzare la seconda potenza nucleare del mondo.
A ben vedere, gli unici che avrebbero potuto scoprire il bluff atomico erano gli usastri, ma a loro l'idrogeno a quel punto non interessava più, per principio. Avevano ormai sposato la causa del combustibile fossile, con tutta l'anima e tutto il cuore. La loro politica energetica era ormai entrata da un pezzo in un loop vizioso: per non alterare lo status quo (dopo l'Unico Esperimento dell'11/9) avevano mandato i petrolieri al potere; questi ultimi, proprio per mantenere il potere, avevano puntato sul petrolio, occupando giacimenti e oleodotti nelle zone strategiche, e snobbando l'idrogeno; e ora non avevano altra scelta che continuare così. Il Combustibile Fossile diventò un comandamento di Dio: svariati versetti della Bibbia furono mobilitati per dimostrare che Dio aveva esortato l'uomo a trarre la sua energia dalle viscere della terra, ecc..
Nel frattempo, ironia della sorte, il pianeta continuava a scaldarsi e sciogliersi. E questo malgrado metà mondo fosse passato all'idrogeno: ma i climatologi sostenevano che era normale, che uno non può mica aspettarsi cambiamenti repentini, che i risultati si sarebbero visti nel giro di 50 anni. Nel frattempo conveniva scavare degli argini. Quando cominciò a liquefarsi l'Antartide, la Storia precipitò in uno di quei momentanei periodi di surrealtà.

L'Antartide è il continente dei ghiacciai perenni, ma sappiamo che ha avuto anche lui le sue ere tropicali, in cui dev'esser stato fecondo e rigoglioso di specie animali e vegetali. Donde era lecito aspettarsi dal disgelo una ricca messe di combustibile fossile: e infatti gli usastri non si fecero attendere con le loro trivellone, già impiegate in Alaska.
Ma oltre a scoprire il petrolio (e l'oro, i diamanti, e ogni bendiddio), gli usastri scoprirono qlcosa di davvero destabilizzante. Manufatti.
Utensili d'ossa scheggiate, incisioni rupestri? Beh, sì, qualcosina. E già lì occorreva riscrivere la storia del genere umano, ma pazienza, in fondo ormai i darwiniani erano una setta confinata nelle università. No, un utensile o un bue muschiato sulla parete di una grotta antartica non avrebbero destabilizzato un'intera cultura.
Ma 19 piramidi – 19 piramidi dislocate a intervalli regolari ed equidistanti dal polo magnetico – 19 copie conformi della Grande Piramide detta di Cheope – beh, questo era duro da mandare giù.
Bisognava retrodatare la civiltà umana di… quarantaduemila anni. E questo era duro sia per i cristiani che per i darwiniani. La teoria dell'anello mancante era tutta da rifare, ma anche la Bibbia ne usciva malconcia: il testo sacro sembrava aver glissato su qualcosa come 37.000 anni di storia dell'uomo. Sai quei momenti in cui ti senti improvvisam piccolo e insignificante – te l'hanno detto sempre tutti, ma di colpo ti accorgi che è assolutam vero, sei senza ombra di dubbio piccolissimo e insignificantissimo? Ecco, una sensazione così, ma a livello planetario.
Ora: ti senti di biasimarli se ti dico che la prima reazione fu di rifiuto assoluto? Tirar giù i ghiacciai e andarsene facendo finta che non era successo niente? No. Credo che anche noi avremmo fatto la stessa cosa.
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Risciò a idrogeno

Caro Leonardo,
tutto bene? Un po' scosso? È dura, lo so. Vuoi un riassuntino? Ecco: più o meno vent'anni fa gli usastri decisero (sulla base di considerazioni non del tutto campate in aria) che avrebbero continuato a consumare idrocarburi e disseminare diossidi. La cosa inquietava i gialli (detti anche cinesi), da soli più o meno un quarto del consorzio umano: essi temevano che il riscaldamento globale provocato (forse) dall'effetto serra avrebbe ridotto drasticamente i raccolti di riso. Fu così che decisero di passare ad altre fonti d'energia, almeno loro. Tutto chiaro fin qui, no?

Ora si trattava di scegliere l'energia alternativa. L'opzione più immediata era la fissione nucleare; la Cina non aveva nemmeno bisogno di importare materie prime, le regioni centrali erano ricche di uranio: e chi avrebbe mai fatto caso ai tassi di radioattività nelle steppe dell'Asia centrale? Laggiù è ancora pieno dei freaks nati ai tempi dell'atomica sovietica.

Il Grande Balzo Nucleare conobbe però una brusca interruzione quando i primi due noccioli radioattivi sprofondarono in direzione Argentina (l'Argentina è agli antipodi della Rep Pop Cinese, lo sanno tutti). Malgrado l'enfasi operaista, i cinesi hanno una specie di congenita diffidenza nei confronti delle normative di sicurezza, molto utile quando si tratta di far dumping nel settore tessile, ma che con la fissione nucleare non paga.

E poi era anche una questione di mentalità. Il nucleare risponde a una logica centralizzata: c'è un grosso stabilimento (chiamato "centrale") che eroga energia elettrica a un contado. In apparenza l'ideale per una società monocratica e tecnorurale. I gialli però cercavano qlcosa di più. La globalizzazione fin de siècle li aveva contaminati, la modernizzazione post Xiao-Ping aveva creato una classe media di consumatori. Qui non si trattava soltanto di avere luce per le fabbriche e filobus: i gialli volevano le macchine! Come nei film usastri. E nella macchina non puoi metterci una pila a fissione. Bisognava trovare qualcos'altro. Qualcosa in grado di eclissare il fascino dell'oro nero, la fragranza inebriante della benzina appena munta al serbatoio.

Fu a quel punto che qualcuno, un giallo dal nome qualunque, si guardò intorno e disse (con ideogrammi suoi): ok, compagni, proviamo con l'idrogeno.
Le soluzioni migliori sono spesso le più banali. I gialli lo sanno. E non hanno questa fregola tutta occidentale dell'originalità a tutti i costi. Se l'idea migliore è venuta a qualcun altro, loro gliela copiano, che problema c'è. Avevano già copiato il nucleare. Trovarono il modo di scopiazzare anche le celle a combustibile, che da anni alimentavano i sistemi elettrici delle navette spaziali americane. Piazzarono un paio di spie alla Nasa – tanto, chi faceva più caso a un giallo in camice? Riportarono a casa i progetti più avanzati, secondo alcuni li perfezionarono (secondo altri no). Nel giro di cinque anni, ogni nucleo familiare urbano nella Rep Pop aveva la sua brava macchinetta a idrogeno. Col motore che non si scaldava mai. E uno scappamento che sputazzava ossigeno. L'impero di Diesel e Benz era finito.

Naturalm gli usastri non se la raccontano così. Sul supernet esistono un sacco di contenuti tesi a dimostrare che la pila a combustione è una tecnologia rigorosam made in USA. Hanno ragione. E le prime auto miste diesel-idrogeno nacquero in America ed Europa. Ma erano prodotti di nicchia, magari col catalizzatore ancora in platino. Costavano troppo. Erano un gadget per quel tipo di ricchi che si può permettere una coscienza ambientale.

La realtà è che gli usastri avevano sì scoperto la propulsione a idrogeno, ma più o meno come i greci all'apice della civiltà alessandrina scoprirono il vapore: alla stregua di una curiosità, di un optional. Teoricam, un'invenzione del genere avrebbe potuto scuotere la loro economia dalle fondamenta. Ma una civiltà secolare non ha quasi mai voglia di scosse di qsto tipo. Gli alessandrini non furono mai tentati di sostituire la forza lavoro degli schiavi con caldaie e bielle. Quanto agli usastri, avevano un sacro timore di alterare lo status quo, adottando un'energia più pulita. "Le pile a combustibile costano troppo", dicevano i produttori. E sarebbero continuate a costar troppo, finché nessuno programmava di adottarle in larga scala. Il libero mercato le rifiutava. Il regime di libera concorrenza sfavoriva un'innovazione senza prospettive di guadagno immediato. Il liberismo, in questo caso, assecondò l'inerzia e il declino usastro.

Ma i gialli, dall'altra parte del mondo, erano un miliardo e mezzo, guidati da una classe dirigente compatta. E quando un miliardo e mezzo di utenti di utenti passa di botto all'idrogeno, fidati, i costi di produzione precipitano. Dopo aver risolto il problema della locomozione privata, i gialli si avviavano di lì a poco a diventare il primo esportatore mondiale di automobili. A questo punto, capisci, era la guerra…
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Not under discussion

Caro Leonardo,
un blecaut di sei giorni non s'era ancora visto, ma siamo al mondo per questo, no? Per vedere cose nuove.
Un fulmine in Svizzera, dicono. Io penso e non dico che qualche riccone abbia insistito troppo con l'aria condizionata, qlla vera. La spiegazione ufficiale, comunq è: terrorismo. Non spiegano neanche dove e perché, ormai. Terrorismo e basta.
"Ma fai così fatica a crederci?"
"E insomma, Concetta, i libici… ma chi li ha visti tutti 'sti libici in giro? Non capisci che è solo Teo-Prop?"
"Ssst! Che ci sentono!"
"Ma chi vuoi che ci senta, la microspia è scarica da due mesi!"
"E perché non me l'hai detto, vado a comprare le pile".
"Siamo a qsto punto? Che dobbiamo andare noi a comprare le pile per le microspie che il governo ci tiene in casa? Ma ti sembra una cosa normale? No, dico. Ti sembra un regime serio?"
"Ma se si accorgono che non funziona si insospettiscono…"
"Conci, io li conosco qlli del Teo-prop. Praticam ci lavoro. A qst'ora stanno ancora cercando di avviare il loro server dopo il blecaut dei diabolici libici".
Interviene Sunta, la donna di mondo. "Magari non sono libici, magari è gente di qui".
"E si fingono libici?"
"Non si fingono libici, qlla è Teo-prop. In ogni buon depistaggio c'è un po' di vero e un po' di falso".
"Sì, ma allora chi sono? Padani delle paludi?"
"Magari è gente di qua che è stufa di come vanno le cose".
"Sì, ma perché di tutte le forme di dissenso proprio qlla che…"
"Perché magari sono ragazzini che non si perdono una puntata del nostro programma, e noi guardacaso in qsto periodo non facciamo che parlare di terrorismo e di attentati di vent'anni fa".
"La storia che si ripete in farsa".
"È il nostro mestiere".
"Non lo so. Non mi sembra il caso. Noi mostriamo treni e alberghi esplosi. Qsti qui se la prendono solo con le centraline energetiche. Non vedo il nesso".
"Magari sono solo più furbi. Fa più panico un video spento che un vicino di casa morto".
"Dovrebbero davvero essere troppo furbi. I rivoluzionari non sono così furbi".
"Parla per la tua generazione".

In qsti giorni avevo molte cose da scriverti; ho provato sulla tastiera meccanica, ma è inutile. Non riesco ad avere pensieri coerenti con l'inchiostro.
In particolare, mi è rimasta da terminare una meditazione sul peccato secondo il vangelo e secondo me. La metto domani (terrorismo permettendo).
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Dieci risposte per il capitano
(In realtà sono nove e continuano da ieri)

Sei. Quali sono i nostri attuali rapporti con gli Stati Uniti d’America? Spero buoni.

"Ottimi. No, sul serio.
Dopo un periodo di, ehm, crisi , causata dal collasso del sistema economico neoliberale, i rapporti con gli Usastri sono andati via via migliorando, fino alla ratifica del trattato di San Gennaro da parte del Sommo Pontefice e dei Reverendissimi Padri Pellegrini, tre anni fa.
Il trattato (ancora uno sfrusciare di pergamena) sancisce che… uh, Teopop e Usa sono parti diverse di un solo grande sistema, fondato sul consumo di idrocarburi di origine fossile, così com’è prescritto nel Santo Vangelo di Gesù Cristo nostro Signore e Sovrano. Almeno fino all’anno prossimo, poi il trattato scade e si vedrà".

Sette. Mi è parso di capire che l’Italia, o come diavolo si chiama adesso, è attualmente coinvolta in operazioni militari contro la Libia. Potrei avere qualche ragguaglio sulle ragioni e l’andamento del conflitto? La Libia è forse una dittatura islamofascista? Gli USA partecipano al conflitto?

"Ehi ehi ehi, queste sarebbero tre domande in una. Nell’ordine:
a) l’Italia come lei l’intende non esiste più, in buona parte. Noi ci riferiamo al Paese-Sistema in cui viviamo col nome di Teopop, o al limite di “Bel Paese”, quando abbiamo bisogno di sinonimi.
b) Attualm la Libia è un piccolo emirato-cuscinetto incuneato tra il Califfato del Levante e l’Africa Bizantina, retta da un tiranno sanguinario e pessimo centrocampista, tal Gheddafi. Già da tempo egli rifiutava di pagarci il pizzo la quota sugli scafisti, ma i suoi crimini contro l’umanità sono diventati definitivam intollerabili a partire dall’entrata in vigore del trattato di San Gennaro di cui sopra, vale a dire dal momento in cui abbiamo deciso d’amore e d’accordo con gli usastri di tornare nel sistema petrolifero. Così abbiamo dislocato una missione di pace nei punti nevralgici del Paese, con lo scopo di controllare la produzione di greggio e i traffici degli scafisti. Inviperito, in gennaio il sanguinario panchinaro ha lanciato una controffensiva di kamikaze: i suoi martiri hanno causato danni sensibili alle infrastrutture del Bel Paese, in particolare alle centrali energetiche. Ma questi colpi di mano non hanno fatto che rafforzare la nostra fede nella vittoria finale, che a Dio piacendo consegnerà le valli dove sgorga il nobile fossile nero ai suoi legittimi e cristiani possessori, Amen.
c) Gli usastri non partecipano al conflitto, anzi, più volte hanno cercato di dissuaderci: la sola idea di dislocare militari in un altro Paese per motivi umanitari o economici o quant’altro è assai lontana dalla loro mentalità isolazionista e monroviana. Inoltre, loro preferirebbero che noi acquistassimo il petrolio dell’Alaska o dell’Antartide da loro, più caro ma più theologically correct. In ogni caso, bizantini e gialli non gli permetterebbero mai di entrare nel mediterraneo".

Otto. Perché sono stato vestito così? Posso cambiarmi?

"Spero che il personale paramedico l’abbia già rifornita di un cambio. In realtà lei ci è stato consegnato dal personale diplomatico usastro in quegli abiti – abiti che corrispondono, se non sbaglio, al costume del supereroe Captain America, apparso in diverse pubblicazioni a fumetti usastre a partire dagli anni Quaranta del secolo scorso".

Nove. Qui sostengono che il caffè in Italia non si beve più perché “non piace più a nessuno”. Mi stanno prendendo in giro?

"Assolutam no. Nell’ultima decade il consumo di caffè nel Bel Paese è drasticam diminuito, fino a scomparire quasi del tutto. Gli studiosi hanno fornito diverse spiegazioni al fenomeno, ma la più convincente rimane quella culturale: il caffè oggi è associato allo stile di vita edonista, vizioso e depravato tipico delle culture materialiste dell’Estremo Oriente. Non a caso in questa stessa decade il consumo di caffè e derivati della caffeina da parte dei gialli è via via aumentato, determinando l’ascesa dei prezzi e l’esaurimento delle risorse mondiali. In pratica, se lo bevono tutto. Tanto peggio per loro. Noi siamo passati a bevande più salutari, e radicate nella nostra tradizione comunitaria e cattolica".

Dieci. Cosa c’è nella stanza 68?

"Oh, beh.
Non credo che valga la pena parlarne adesso.
Voglio dire, non dev’essere difficile da immaginare. Insomma, se ci pensa bene lei sa cosa c’è in quella stanza.
Deve solo sperare di non entrarci mai".

FINE DEL MESSAGGIO

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Da: dott. Damaso, primario Ospedale Maggiore, San Petronio
a: sig. Immacolato, via Beato Giussani 12 San Pet. Nord
Oggetto: Re: Dieci risposte per Taddei
MESSAGGIO A CARICO DEL DESTINATARIO


"Immacolato, sono io, maledizione.
Vieni appena puoi. Il Capitano si è infuriato e non riusciamo a sedarlo. E se mi scappa siamo entrambi a culo a terra".
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All'inferno, e pedalare

Caro Leonardo, è da non crederci.
Il pezzo sui numeri ritardatari del Lotto, 'ribattuto' da me è finito in prima serata, a quanto pare funzionava. Un bel colpo, se l'avessi firmato io: ma tecnicam si trattava di un pezzo di Loreto.
"Almeno te l'avran pagato bene. Mi devi il sessanta per cento, se non sbaglio".
"Mi dispiace, mi hanno fregato".
"Chi? Quelli del Tg?"
"No. Sì. In un certo senso. Cioè, alla fine sei stato tu".
"Io?"
"Il tuo pezzo era così convincente. Così, tornando a casa… Sai quel tabacchino che c'è qui sotto, no?"
"Loreto, mi stai prendendo in giro. Non puoi averlo fatto davvero. O puoi?"
"Pensavo che con un po' di fortuna… e poi più si va avanti più le probabilità aumentano, no? È la legge dei grandi numeri, così…".
"Ti sei giocato il compenso".
"Io che di solito non gioco mai. È la prova che sono stato traviato. E sei stato tu, tu! con che faccia mi chiedi dei soldi, adesso?"
"E hai giocato il 52".
"Ma cos'ha quel numero? Perché non esce mai? Sul serio: Perché?"

Intanto c'è la guerra. Come in ogni decorso bellico, dopo i primi dieci giorni si comincia coi funerali di Stato in pompa magna. Stavolta è toccato a un volontario del Genio Infermieri, un ventiseienne di San Gennaro finito su una mina con l'ambulatorio cingolato. Lascia una bimba di sei mesi, una moglie casalinga e un bis-marito disoccupato: per intercessione pontificia quest'ultimo è stato assunto in una ditta del quartiere. Un ex manifattura pirotecnica riconvertita nel settore bellico, uno di quei sottoscala che sono la gloria produttiva del Nostro Bel Paese, dove realizziamo prodotti che fanno il giro del mondo: tipo le mine anticarro fatte a mano.

È da queste piccole cose che si capisce che Sua Santità è in forma – e dallo stato di agitazione del mio capo, Antonio-Abate. Fino a due settimane fa era il primo a raccontare barzellette sull'Uomo in Coma Vigile, ogni aneddoto di vent'anni fa era buono per far ridere gli utenti. La sera del Messaggio Unificato dev'essersi inghiottito un manico di scopa: ora non fa che girare per l'ufficio con passo militare e occhio clinico. Si aspetta di essere epurato alla minima grana.
"E questo cos'è?"
"Eh? Questo? È uno spot che ho trovato da qualche parte, stavo pensando di proporlo in trasmissione".
"È di vent'anni fa?"
"Precisam".
"Non ci capisco niente. Perché il signore gira su quella bicicletta finta?".
"Si chiama cyclette, signore, era un attrezzo ginnico. Quand'era ragazzino ne avrà ben visto uno…"
"Lo sa che io avuto un'adolescenza difficile…"
"Già, mi scusi"
"…e non è che mi ricordi molto del mondo di prima. Del resto, se ricorderemmo, non avremmo bisogno della sua prodigiosa memoria, Immacolato. Ma insomma, perché costringere un vecchietto a fare ginnastica? eravate così ossessionati con la forma fisica?"
"Non è ginnastica, direttore: sta cercando di produrre energia per l'uso domestico, vede? La cyclette è collegata a una dinamo".
"Aaaah, ingegnoso. Ma era conveniente? Voglio dire, per spingere quei pedali servono tot calorie. Quello che risparmi in luce lo paghi in spese alimentari. Non rischia di finire la tessera mensile prima del…"
"Si tratta di un'esagerazione, direttore. Nessuno ha mai collegato una cyclette a una dinamo per cercare di risparmiare energia, naturalm".
"…naturalm".
"È uno di quegli spot di vent'anni fa che cominciavano a gettare ombre sul benessere acquisito. A quel tempo la maggior parte delle pubblicità ci trasportava ancora in un mondo di macchine di grossa cilindrata, ristoranti di lusso, eccetera. Verso la metà degli anni Zero si impone questo tipo di pubblicità proletarizzante, in cui il consumatore si specchia in un sé stesso un po' più povero: una tendenza incoraggiata anche da molti sondaggi d'opinione del tempo. Ricordo che al tempo trovavo l'idea di impoverire nel futuro molto elettrizzante. Non mi chieda il perché".
"Non te lo chiedo".
"Avevamo un'idea molto romantica della povertà a quel tempo. Consumavamo molto, ma non rinunciavamo alle nostre oasi private di povertà. Prendevamo d'assalto gli outlet, i negozi in saldi. Violavamo la legge, duplicavamo i Cd, ci divertivamo. La povertà era un mondo immaginario in cui riuscivamo a far fruttare il nostro famoso genio nazionale. Come questo vecchietto che pedala per ascoltarsi la partita: lui non è un semplice consumatore, lui è un uomo che si conquista il suo diritto ad ascoltare i gol. È allo stesso tempo buffo, ingegnoso, eroico e ribelle. Noi volevamo essere così".
"Direi che ci siete riusciti, complimenti…"

Touché. In quel momento è passato Pioquinto:

"Io non so fino a che punto possa funzionare in trasmissione. È un frammento di passato che fa subito venire in mente il presente".
"Appunto. Così gli utenti smetteranno di considerare i razionamenti energetici una novità, e si ricorderanno che sono iniziati giusto vent'anni fa!"
"Così presto?"
"Se vogliamo tirarla per i capelli…"
"Tiriamola, tiriamo pure i capelli".
"Vent'anni fa l'Enel aprofittò dell'installazione del contatore elettronico per ridurre la portata energetica delle famiglie. Iniziò in modo soft, abbassando le soglie di tolleranza per i sovraccarichi. Improvvisamente i contatori delle case si misero a saltare, i vhs a perdere le impostazioni (molti di loro non furono reimpostati mai più). Quando il malcontento cominciò a prendere forma, l'Enel fece la sua offerta: duecento euro a chi voleva farsi alzare la soglia da 3 a 4,5 kilowatt".
"A condominio?"
"No, signor direttore, a famiglia".
"A famiglia? E cosa ve ne facevate, di tutti quei kilowatt?"
"Mah, in un modo o nell'altro, riuscivamo sempre a non farcela bastare. In fondo bastava accendere lavatrice e lavastoviglie insieme e..."
"Lavatrice e lavastoviglie? Contemporaneam nello stesso condominio?"
"No, nella stessa casa".
"Sarà stato un caso limite, qualche edonista sfrenato che..."
"No, capitava a tutti. Sarà successo anche a me, probabilm, senza pensarci. L'energia è una droga, lo sa".
"Tre kilowatt a famiglia! Però vi sentivate tanto poveri dentro, eh?"
"Erano altri tempi, direttore".
E Pioquinto: "Roba dell'altro mondo. Tre kilowatt al giorno. Poi uno si chiede perché ci fu la catastrofe. Dio dovrebbe mandarvi tutti a pedalare all'inferno, altroché!"

È buffo, lo so, ma da allora l'immagine di tutti noi cinquantenni, nudi e calvi in un girone di malebolge, incatenati a scomodissime cyclette, costretti a pedalare per mantenere costanti le fiamme dell'inferno… mi è rimasta dentro.
Cristallizzata. Come se l'avessi già vista o sentita da qualche parte. O me la fossi sognata.
Ma è da tanto tempo che non ho più sogni da ricordare.
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Il nemico

Caro Leonardo,
pensavo che non avrei mai più avuto tempo per scrivere qui – dopo la dichiarazione di guerra sono stato co-optato nel Servizio Segreto di Quartiere. Ed è solo colpa mia, stavolta. Perché non so mai dire di no a nessuno?
Questi ragazzini del SSQ sono tanto teneri, ma pazzi, fallaciani marci. Credono di essere in diretta dall'apocalisse, al quinto o al sesto sigillo come minimo. Volevano organizzare i turni di notte che manco i padani dei vecchi tempi. Ci voleva un vecchietto coi capelli bianchi come me a persuaderli che nessuno ha intenzione di invadere il nostro isolato, per ora, e che si trattava semplicem di mettere un picchetto di fronte al supermercato per scoraggiare gli incettatori.
"Tenetevela in bene in mente, questa parola, 'scoraggiare', se volete fare strada nel Teopop. Perché il Teopop, sapete, non reprime: il Teopop scoraggia".
"Ha detto Scoreggia?"
"Ahahah".
Quindici anni che la sento, questa battuta. Un giorno di questi finisce che uccido qualcuno.

***

L'altra sera, la storica sera della dichiarazione, avevo lasciato Assunta sull'ultimo posto a sedere del filobus, con la scusa che volevo fare due passi da solo e fermarmi a bere qualcosa. Avevo in tasca il numero dell'amante di mia moglie e volevo provare a capire il perché. Magari sedermi da Marino mi avrebbe fatto bene, anche se la sua birra ormai sa esplicitam di reagenti chimici e sciacquatura di fusto.
"Non è neanche più birra, la tua, sai? È il ricordo della birra che ho bevuto già, e tutte le volte che vengo infatti è più sbiadita".
"Mica solo la birra è sbiadita, eh, prof?"

Nel quartiere io sono il prof, per antica convenzione.
A quest'ora da Marino ci sono sei clienti, quattro intorno a una briscola, uno alla playstation abusiva e uno ai giornali. Riconosco quattro facce: tre inoffensive e il quarto è Carmelo, un informatore di quartiere che abita proprio sotto casa mia. Ma ha più voglia di briscola che d'informarsi, se lo conosco bene.
"E alora, prof, siamo in guerra?"
"Pare di sì".
"Che poi per la verità c'eravamo anche prima, o no?"
"Sì, in pratica sì".
"Però questa cosa del Papa, mah… ma non era in fin di vita? Coma vigile, avevan detto".

Questo che ha parlato per ultimo è Carmelo, più per far sapere che c'è che per altro. Tiene gli occhi sulle carte e fuma. Tutti fumano. In futuro gli storici che studieranno le ere geologiche dei bar troveranno uno strato d'intonaco bituminoso e diranno: qui la gente fumava parecchio e male, un'era geologica di merda.
Io mando giù l'ultimo sorso di ricordo e poi rispondo ad alta voce, che mi senta: "sono solo voci dei disfattisti. Il nostro Santo Padre ha ancora una lunga vita davanti a sé".
"Mah", fa Marino dal bancone. "Purché sia la volta buona. Che non se ne può più di 'sti gialli".
"E chi t'ha detto che sian i gialli, a te?"
"E chi vuoi che sia, scusa"
"Ma, i Padani per esempio".
"Seh, secondo te svegliano il Santo Padre dal coma vigile per fargli annunciare la crociata contro tre Padani delle Paludi. Giusto per farsi ridere dietro in mondovisione. No, no, io dico i gialli".
"Ma i gialli sono nostri amici adesso".
"E alora gli usastri".
"Ma siamo amici anche degli usastri".
"Ma senti questi qua. Prof, glielo dica anche lei, che è da trent'anni che siamo amici di tutti e facciamo una guerra l'anno quando va bene. E se non sono gli usastri saranno i bizantini, e se non sono i bizantini sarà la Califfa…"
"Ma, no, la Bin Laden no".
"E perché no?"
"Ma è una signora tanto ammodo…".
"Ma sentilo. O! La guerra non si fa mica a simpatia! Si fa per l'energia. Glielo dica anche lei, prof".
Io sono al bancone, e guardo l'unico giocatore che continua a fissare le carte.
È chiaro che non vuole saperne mezza di me. È chiaro che stasera non ha la minima intenzione di fare tardi a stendere un rapporto. È chiaro che appena si è accorto che ero dentro, mi ha identificato come una grana: un rieducato che va a bersi una bicchiere, e magari parla, straparla, e poi tocca al povero spione di quartiere riferire. Che palle. Che stanchezza. Che scoraggiamento. Il teopop, ai suoi minimi termini.
"Eh, prof? Glielo dica".
"No, Marino, la guerra non si fa per l'energia".
"Ah no?"
"No, di regola si fa per la democrazia".
"Ma l'energia…"
"L'energia vien dopo. Prima la democrazia. E poi l'energia non è così importante. Noi abbiamo tutta l'energia che ci serve".
"Ma i blecaut…".
"I blecaut sono per via degli sprechi. C'è gente che tiene attaccato il frigo tutta notte, d'inverno, lo sapete? Anche qui da noi, a San Petronio, c'è gente che lo fa. Il frigo tutta notte e l'acqua calda tutto il giorno, e poi ci si lamenta dei blecaut. Per forza".
Adesso ho dieci occhi addosso, sbigottiti, e due soli che continuano a fissare le carte, come se stessero giocando la briscola della sua vita. Toh Carmelo, ti ho salvato la serata, contento? Ma mi sa che qua dentro non ci rimetterò piede per un bel po', dalla vergogna.

Giù dal ponte di Mascarella neanche un cane, neanche un drogato. Tutti in casa a guardare il Papa resuscitato che ci chiama alle armi contro questi o contro quelli. Ho freddo, puzzo di nicotina passiva, mi brucia lo stomaco e ho appena deciso di smettere di bere. Non sopporto che Leti mi trovi in questo stato.
"Ciao papà Mac".
"Ciao tesoro, che ci fai sul pianerottolo?"
"Sono molto arrabbiata".
"Con chi?"
"C'è un signore in supernet, che ha interrotto i cartoni".
"Tesoro, quel signore è il Papa"
"Ma io stavo guardando i cartoni".
"Si vede che doveva dirci una cosa importante ".
"Ma non è vero! Sta raccontando delle barzellette".

Ahi. Peggio di quel che pensassi.

"A me non piace. Uno che interrompe i cartoni, per me, è cattivo".
"Hai ragione, Leti. Interrompere i programmi dei bambini è pura cattiveria".
"Ma perché lo fa?"
"Lo fa perché lo ha sempre fatto. Pensa, lo faceva anche quando ero bambino io".
"Ma papà, tu sei più vecchio di lui".

Sapevo che sarebbe successo prima o poi, ma speravo più poi.
Oh, beh.

"No, Leti. Lui è più vecchio di me, anche se non sembra".
"Ma se ha i capelli neri".
"Tesoro, non sono suoi, un'altra volta ti racconto. Entriamo, adesso. Cosa c'è per cena?"
"Fagioli".
"Mmmmm! Buoni i fagioli!"
"A me non piacciono".
"Ma con la conserva?"
"Sì, con la conserva sì".
"E allora noi chiediamo a mamma Conci se ci mette un po' di conserva, solo per la Letizia, e…"

Spalanco la porta, e trovo le mie due mogli immobili sul divano. E solo allora mi rendo conto. Siamo in guerra, siamo nella disgrazia. Solo una disgrazia può unire quelle due donne sullo stesso divano. Assunta ha le lacrime agli occhi, Concetta fissa ancora il monitor spento.
"La conserva è finita", fa.
"E vabbè, ho ancora il cappotto indosso, vado a comprarne".
Mi guarda come se avessi detto la più grande sciocchezza in terra. "Dov'è che vai. Non si trova più da nessuna parte, da due giorni!"
"Gli incettatori, già?"
"Oi".
"Va bene, vado giù a chiederne alla moglie di Carmelo, mi deve un favore. Be', mi dite almeno contro chi stiamo, stavolta? Cinesi o usastri?"
"Gheddafi".
"Tutto qui? Tutta questa scena per l'ex riserva del Perugia?"
"Ma che cazzo dici" (questa è Assunta, adesso ha i pugni negli occhi).
"Tu non ti ricordi, io sì. Lo comprò Gaucci nel… nel…"
"Piantala. Non è Gheddafi il guaio. Il guaio è Lui. Ha preso il controllo".
"Ma come fai a dirlo, andiamo".
"Ha raccontato una barzelletta"
"Che tipo di barzelletta, magari è una simulaz…"
"Giudizio universale. Il Papa va da San Pietro e gli dice: permetti che ci penso io, che sono più aggiornato? E allora San…"
"Stop. Ho capito".
"È lui. Altro che coma vigile. Altro che morte clinica".

"Ha ripreso il controllo".
Che disperazione. Ma soprattutto, che palle.
Il Teopop è al suo apice.
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"Non è come pensi (posso spiegarti tutto)"

Caro Leonardo,
Questi continui blecaut sono davvero preoccupanti. È chiaro che qualcuno ci sta attaccando, o che noi stiamo attaccando qualcuno, e nessuno si è ancora preso la briga di dirci niente. Ma non è solo questo.
È che senza luce è difficile restare seri. Non ci si può più concentrare sul lavoro, non si possono più mandare messaggi, montare il programma, niente. Voglio dire, che razza di regime siamo se non riusciamo nemmeno a organizzare uno straccio di onesta propaganda?
È come se il regime andasse a singhiozzo, un po' c'è e un po' non c'è. Un momento siamo cinque funzionari, cinque professionisti che lavorano in un ufficio; un attimo dopo siamo solo cinque persone sole in un palazzo freddo e buio, cinque esseri umani senza nulla di meglio che coltivare le loro stupide dinamiche interpersonali. Del tipo: Mac, perché non parliamo un po' dei nostri problemi? Dio, ti prego, no…

"Mac, ti andrebbe di parlarne?"
"No".
"Mac, prima o poi dobbiamo parlarne".
"Va bene Assunta, comincia tu".
"Quel taglio sulla fronte, è stata Concetta?"
"No, t'ho detto, sono scivolato nella vasca".
"Non era la doccia?"
"Mai raccontare la stessa versione, è una cosa che ho imparato a Rieducazione".
"Mac, per favore. Siamo in un blecaut, nessuno sta registrando. È stata lei?"
"Non è stata lei. È… è stato un attimo. L'attimo dopo era di nuovo lei. Le è bastato vedere un po' di sangue e si è calmata. Tutto qui".
"Senti, mi dispiace così tanto per come sono andate le cose l'altra sera. Io pensavo che…"
"Tu pensavi che Concetta riportasse a casa Letizia dalla palestra alle sette e mezza, ma siccome mancava la luce la palestra era chiusa. Avresti dovuto pensarci ".
"Se Concetta non fosse scattata in quel modo…"
"Se tu non ti fossi trovata nel nostro letto con un viceprimario…"
"Primario. Adesso è primario".
"Congratulazioni".
"Ma non è come pensi tu, non stavamo facendo niente".
"Dio, che brutti dialoghi che abbiamo stamattina".
"Chiacchieravamo – al buio, per forza – in effetti stavamo aspettando te".
"Sunta, ma tu mi vuoi bene?"
"Certo che ti voglio bene, perché?
"E allora non trattarmi come il nonnino scemo, almeno tu".
"Tiggiuro, è stato lui a insistere, voleva parlarti. Io gli ho detto che tu arrivavi verso le sette, e così…"
"Voleva parlarmi? Il tuo viceprimario?"
"Primario. Dice che voleva proporti un lavoro".
"Ma che gentile. Ma ne ho almeno tre lavori in questo momento, diglielo".
"Gli ho detto che hai tre lavori che ti danno poca soddisfazione, e che non vedi l'ora di trovare qualcosa di meglio. Soprattutto non vedi l'ora di andartene da qui".
"Ma no, nientaffatto. Io qua mi trovo bene".
"Mac, non mi prendere in giro. Credi che non veda quello che stai facendo qui?"
"Sto facendo il mio lavoro. Cosa…"
"Stai immerdando il Progetto Duemila, ecco cosa. Da quando ti sei messo a ripescare soubrettes fallite e reality show scadenti abbiamo avuto un crollo di qualità verticale".
"A me non risulta".
"Ah no?"
"A me risulta un aumento significativo e costante di accessi".
"Ecco, ci mancava solo che mi tirassi fuori il contatore".
"Il contatore è importante".
"Ti rendi conto che stai ragionando proprio come i direttori di palinsesto di vent'anni fa? La gente che probabilmente detestavi di più nella vita?"
"Sto solo dando una mano ad alleggerire il programma".
"Ma non è solo un programma. È la memoria della gente. Ti rendi conto della tua responsabilità? Lo sai che muovendoci a ridosso del Muro di Cristallo possiamo modificare per sempre i ricordi di chi ci guarda?"
"Di' la verità, ti brucia perché ti abbiamo cassato la tua storiella del lupo".
"Al massimo posso essere irritata per il modo in cui hai trattato me, un tuo superiore, davanti al direttore".
"Ho semplicemente spiegato perché la storiella non funzionava".
"Volevi solo vendicarti perché io esco con un altro uomo".
"Assunta, insomma… mi credi davvero così meschino?"

Stava per rispondermi, Assunta, quando si è sentito uno scatto, e il ronzio dei calcolatori che si riavviavano, e la luce improvvisa ci ha accecato per un istante: il Regime ripartiva.
"Oh-oh, guarda".
Al posto della hompage di ordinanza, una foto del Sommo Pontefice e una frase: Ore 20.30 – messaggio unificato.
"Direi che siamo in guerra davvero".
"Occazzo".
"Già".
"Io torno al mio ufficio".
"Aspetta, aspetta un attimo. Il… il tuo uomo, come si chiama, il nuovo primario…"
"Si chiama Damaso".
"Che tipo di lavoro voleva propormi?"
"Qualcosa di piuttosto riservato, credo, non ha voluto dirmi niente. Vuoi il suo numero?"
"Sì. Cioè, no".
"Tieni".
"Grazie".
"Grazie a chi?"
"Grazie, Vicedirettore".
"Prego, compagno Immacolato".
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First we take Bassora, then... (terza e ultima parte)

E fu così che cominciò, la prima guerra del Mediterraneo. E fu (a seconda del punto di vista) lunga, breve, giusta, sbagliata, preventiva, mal preventivata, disumana, umanitaria, e tante altre cose ancora.
La prima settimana ci furono esplosioni spettacolari, che fecero il giro del mondo, anche perché quel Bel Paese era pieno di location formidabili, vecchi monumenti, ruderi di antiche civiltà, l’ideale per il set di un kolossal.

Non morì tanta gente, ma anche qui, è questione di punti di vista. Tre persone sono poche, finché non sono tua madre, tuo figlio, il tuo compagno. Le persone che morirono in quei palazzi erano tutte madri, figli, compagni di qualcuno. E i sopravvissuti, gli abitanti di quella Repubblica fondata sul Lavoro (e quindi precaria) osservarono che, anche se lo avevano sempre saputo, era come se non se ne fossero mai resi conto. E cominciavano a perdere la calma.

You loved me as a loser, but now you're worried that I just might win.
You know the way to stop me, but you don't have the discipline.
How many nights I prayed for this, to let my work begin.
First we take Bassora...


Figurarsi il Presidente. Lui, che non era mai stato una cima, ora, con l’età e con lo stress, sragionava; e nessuno se ne curava, perché chi era al suo seguito aveva dovuto divorziare dal senso critico troppi anni prima; e poi era sempre troppo divertente per fermarlo. Ora, per esempio, vedeva complotti comunisti dappertutto. C’era una logica in questa follia: se l’Iperpotenza attaccava, un motivo c’era senz’altro: e questo motivo non potevano che essere i comunisti.

Quando le prime portaerei furono avvistate al largo, il Presidente fu colto dal panico. Non temeva i bombardamenti: aveva i suoi bunker, come ogni leader di un certo rango. Quello che lo angustiava erano appunto i comunisti. I rapporti dei servizi parlavano di frange antagoniste decise a resistere ora e sempre. Questo non era bello. Che figura ci avremmo fatto con gli invasori? Il Presidente diede disposizioni chiare e concise: “Fermate, con ogni mezzo possibile, chi cerca di stabilire nel nostro bel Paese un Regime”. E si diede alla macchia. (C’è chi dice che un giorno tornerà, a bordo di un panfilo, cantando una canzone, e libererà il Paese dal male. Ma c’è anche chi beve troppo).

Quando i marines sbarcarono, trovarono ad aspettarli un esercito fortemente perplesso.
I graduati, in particolare, erano in crisi. Leggevano e rileggevano l’ultimo ordine “Fermate, con ogni mezzo possibile, chi cerca di stabilire nel nostro bel Paese un Regime”, e non riuscivano a venirne a capo. Significava che dovevano tirare sugli iperpotenti? O sui comunisti? O su loro stessi? Chi decise per l’una, chi per l’altra: iniziarono a spararsi tra loro. Del resto anche i marines, nel dubbio, miravano tutti.

Gli antagonisti veri, quelli che avevano promesso di ricacciare gli iperpotenti in mare, si presentarono in qualche migliaio sulla spiaggia con scudi di plexiglass e striscioni e furono testé asfaltati. Nel luogo del loro sublime sacrificio oggi c’è il parcheggio di un multisala (ma qualche vecchietta continua ad appoggiare corone di fiori al semaforo).

Non mancò comunque – specie negli ultimi giorni – chi cercò davvero di combattere l’invasore, con le armi di fortuna: poca, quest'ultima. Alcuni ce l’avevano con l’Iperpotenza per motivi ideologici; altri per sordo senso del dovere; ma la maggior parte era semplicemente arrabbiata per le solite banalità, i bombardamenti, i figli morti, le case distrutte, ecc-... Come ogni battaglia disperata, attirava anche i fanatici: ci furono attacchi suicidi, attentati, stragi. In situazioni del genere c’è sempre gente a cui il senso dell’onore suggerisce le azioni più scellerate.

Remember me? I used to live for music.
Remember me? I brought your groceries in.
It's Father's Day, and everybody's wounded.
First we take Bassora...


Ma insomma, un bel giorno finì. Ricordo come fosse oggi quando, entrati nella capitale, i soldati iperpotenti si accanirono contro un monumento, pensando che si trattasse dell’effigie del dittatore locale. Si trattava in realtà dell’imperatore di un’antica iperpotenza, di cui nessuna delle reclute aveva mai sentito parlare (del resto, se avessero fatto una buona scuola, non si sarebbero trovati un lavoro così schifoso).
Intorno a loro si era radunata una piccola folla festante: demolire l’arredo urbano era un’antica passione di quel popolo, e poi quelle statue, sempre uguali, alla lunga stancano. Era un bel giorno di sole, e non c’era scuola. I bambini giocavano a nascondino tra le rovine antiche e nuove. La radio mandava le buone notizie sul fronte nord: intorno alla città chiamata Berghem erano stati scoperti sterminati magazzini di armi convenzionali e non, stoccate e pronte per l’esportazione. Le ultime sacche di resistenza celtiche erano state debellate: tanto che nel Paese praticamente non c’erano più Celti (come vent’anni prima, del resto). Il loro leader era fuggito in un Paese confinante, che però fu invaso l’anno dopo. La sua vita raminga è continuata per molti anni, ma ultimamente sembra aver trovato un’occupazione stabile come pizzaiolo ad Algeri (in un primo momento aveva provato con la polenta, ma gliela tiravano dietro).

And I thank you for the items that you sent me:
the monkey and the plywood violin.
I practised every night now I'm ready. First we take Bassora....


Nei giorni successivi, l’iperpotenza si pose il problema di che assetto dare alla nuova provin… alla nuova nazione libera. Venne convocata un’assemblea dei capi-tribù di ogni regione, che dopo una ponderata riflessione, elesse come capo temporaneo l’ex erede al trono. Costui, previdente, era riuscito a tornare nel bel Paese qualche anno prima, per girare uno spot di sottaceti.

Con lui, le cose migliorarono sensibilmente. Il monopolio tv scomparì: tutte le reti furono comprate da un monopolista internazionale. I mafiosi e gli altri utenti del carcere duro uscirono dalle celle, per entrare in recinti di polli approvati dalla Croce Rossa Internazionale. Fu emanato un nuovo severissimo Codice Della Strada, ma siccome il Paese era ancora pieno di reclute dell’iperpotenza che in licenza amavano scatenarsi (come nessuno gli permetteva a casa loro), il sabato sera i vigili chiudevano tutti e due gli occhi.

Quindici anni dopo le risorse petrolifere mondiali si esaurirono, e ancora il motore all'idrogeno non era pronto. Per alcuni anni i combustibili più importanti furono il carbone e il metano. Il Bel Paese conobbe una fase di insperato benessere, grazie anche ai nuovi investitori stranieri, che vi avevano cercato e trovato i più grandi giacimenti metaniferi del mondo. E la nostra storia finisce così. Perdonata se vi è parsa lunga, faziosa, irrealistica. Tenete per vero che non s’è fatto apposta.
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