Voci dal Sud è la mia rubrica sul sito Melting Pot. Questi gli ultimi editoriali che ho pubblicato

Abbandonati al freddo, impauriti ed annaffiati dalle pompe dei netturbini: così si muore sulle strade di Vicenza

 E con questo sono cinque in un mese e mezzo. L’ultimo è stato un signore cinquantenne, anche lui senza casa, anche lui costretto a vivere al gelo, abbandonato, per le strade di Vicenza, anche lui in precarie condizioni di salute. Se ne è andato qualche giorno fa. I volontari di Welcome Refugees, nei suoi ultimi momenti di vita, erano riusciti a farlo ricoverare in ospedale ma le
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Il Consolato italiano a Dakar appalta l’agenda degli appuntamenti ad un sito (che non funziona)

Impossibile ottenere un documento senza passare attraverso la multinazionale dei Visa, VFS GlobalInternet ti semplifica la vita? In alcune occasioni, può anche darsi. Ma è anche vero che per incasinare davvero le cose non c’è nulla di così efficace come la rete. E se poi, le complicazioni sono funzionali a non far funzionare nulla - scusate il bisticcio -, siamo proprio a posto.Ne sa qualcosa
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Abbandonati senza diritti. La migrazione ai tempi del Covid

 Abbandonati a se stessi, dimenticati da tutti. Il titolo del rapporto sulla detenzione dei migranti in Italia ai tempi del Covid è già un perfetto riassunto della situazione: “Non ci guarda più nessuno”. Francesca Esposito, Emilio Caja e Giacomo Mattiello che hanno portato a termine lo studio, per descrivere la situazione di uomini e donne rinchiusi nei centri di detenzione italiani ai
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Fratello Duch e gli orrori del Campo S-21

Intervista all’avv. Maria Stefania Cataleta, legale italiana al Tribunale speciale per la CambogiaIl suo nome era Kaing Guek Eav ma si faceva chiamare con il suo nome di guerra: Duch. Anzi, “Fratello Duch”; tutti i dirigenti dei Khmer Rouge usavano questo appellativo davanti al loro nome. Lo stesso Pol Pot si faceva chiamare Brother Number One. Si è spento lo scorso 2 settembre in una cella
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Villa Sikania. la fuga finisce in tragedia investito ed ucciso un giovane eritreo

 E’ finito in tragedia l’ennesimo tentativo di fuga dei migranti trattenuti nella struttura di Villa Sikania a Siculiana, vicino ad Agrigento.Per tutto il giorno, una ventina di richiedenti asilo, per lo più tunisini, è salita sul tetto dell’edificio in segno di protesta contro le condizioni in cui sono corretti a trascorrere una quarantena che sembra reiterarsi all’infinito.Nella notte,
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In Gabon, centinaia di bambine e bambini sono torturati e uccisi per ricavare dai loro organi feticci rituali

Una pratica moderna che ha per mandanti politici e uomini d’affari

«Le vittime sono soprattutto bambine alle quali sono state amputate le labbra, la lingua e gli organi genitali - ha denunciato all’agenzia Reuters Jean-Elvis Ebang Ondo, presidente dell’Association de Lutte Contre les Crimes Rituels del Gabon -. Ma, abbandonati nella spiagge, si trovano frequentemente anche resti di corpi di donne, uomini e di ragazzi. Nessuno dice nulla, nessuno denuncia per paura di rappresaglie. I tribunali non svolgono indagini. I politici o sono conniventi o sono mandanti».
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Treviso - Virus, proteste e speculazioni

Il caso dell’ex caserma Serena testimonia il fallimento di una politica di accoglienza basata sulle grandi struttureL’aspetto davvero incredibile del pasticciaccio brutto assai legato all’ex caserma Serena è che chi ha creato la struttura fonte del problema, ora chiede di rimuoverla perché è fonte del problema da lui creato. Il resto di quanto accaduto, era tutto prevedibile e previsto.Ma
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No, i richiedenti asilo di Pisa non pretendono di andare al ristorante

La storia emblematica di una protesta raccontata dai media in maniera inesatta, incompleta e pretestuosaUna storia perfetta per giocare sugli equivoci e sparare qualche bel titolone ad effetto, oltre che xenofobo e razzista, sulle prime pagine dei giornali. Così è stata raccontata nei giornali italiani la protesta dei richiedenti asilo di Pisa “in rivolta in strada in barba a pandemia e decreti
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Due bambini sottratti alla madre e nascosti in Pakistan

Grazia Satta dell’associazione PortAmico: “Chiediamo alla Farnesina di attivarsi immediatamente per riportare i due bambini in Italia e riconsegnarli alla loro madre”Due bambini italiani prigionieri in Pakistan. Due bambini derubati dei documenti, costretti a vivere nascosti, in casa di parenti ad Islamabad, senza possibilità di tornare in Italia dalla madre. Due bambini italiani che da oltre
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La disperazione del ritornante

Lui è uno di quelli che ce l’hanno fatta. Uno dei pochi. Racconta che è stata dura e subito aggiunge che non è ancora finita. L’ho incontrato in mezzo ai colori, ai suoni ed ai profumi del mercato dell’artigianato di Dakar, ma avrei potuto incontrarlo anche a Roma perché gestisce una bancarella di maschere e dipinti senegalesi in una strada della Capitale. Il suo nome è Amadou. ”Torno
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