- 2025

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Il risveglio del Capitano (1)

Caro Leonardo, che te lo dico a fare?
Per quanto possa prolungare questa mia non brillante esistenza, sotto sotto io resto un uomo del Novecento.
E in quanto uomo del Novecento, per lunga parte della mia vita ho praticato la fantasia, ben sapendo che c'erano limiti invalicabili, e incrollabili colonne d'Ercole a segnare il confine tra fantasia e realtà. Per esempio: una catastrofe climatica, un innalzamento del livello del mare, un'onda anomala che dilaga nella valpadana da oriente e travolge nei suoi flutti una civiltà: questa era fantasia. Un ingorgo nel traffico, un cielo tossico e piccante nei bronchi: questa era realtà. La prima era vagamente plausibile, ma impossibile; l'altra, ordinaria amministrazione. Se una logica superficiale poteva talvolta suggerirmi un collegamento tra fantasie catastrofiche e grigia realtà, l'inconscio più profondo la negava: la valpadana sott'acqua, figurati. Non siamo mica in un film. (Per film si intendevano i lungometraggi, spesso usastri, in cui si mostravano tutte le cose di cui si desiderava esibire l'impossibilità).

Invecchiando ho poi assistito a tanti avvenimenti, compresa la famosa onda anomala (che arrivò per altro in modo del tutto banale, salvo non ritirarsi più). Oggi, se racconti ai bimbi che a San Petronio vent'anni fa non si respirava (e la spiaggia a San Lazzaro non c'era), ti guardano male. Realtà e fantasia si sono travasate, e le colonne d'Ercole sono sempre là, indifferenti. Tutto accade in un composto squallore, ma io ho deciso di non stupirmi più di niente.

Per esempio: scoprono 19 copie conformi della Piramide di Cheope in Antartide? Beh, senz'altro è seccante per il turismo egiziano. Wojtyla scappa in Argentina e Berlusconi lo rimpiazza? Cose che capitano. I tibetani scoprono il segreto dell'Immortalità (che a loro manco interessa) e… lo brevettano? Cazzi vostri, avete voluto il WTO? Crepate. Gli Usastri si accingono a lasciare il pianeta? Si vede che non ci meritano. I cinesi cominciano a dislocare le fabbriche nella piana di Catania? Prima o poi doveva succedere.
Questo per dirti che se Damaso voleva stupirmi coi suoi effetti speciali, aveva proprio sbagliato il soggetto. Un uomo congelato. Un uomo in calzamaglia. Ma io sono un uomo del Novecento, cocco, io ci sono cresciuto, a pane e uomini in calzamaglia.

"Le dirò che forse la cosa che ci inquieta di più è proprio il costume ".
"Non glielo avete mai tolto?"
"Sì, sì, ma ci tenevo che lo vedesse come ci è arrivato".
"Non aveva per caso anche un cappuccio?"
"…"
"Un cappuccio blu, con un'A bianca sulla fronte e due ridicole alette bianche sulle orecchie, due minuscole ali di aquila… se ha presente com'è un'aquila".
"È fantastico".
"È anche un po' pacchiano".
"No, dicevo, è fantastico che lei… non mi sbagliavo sul suo conto. Come fa a conoscere la foggia del cappuccio?"
"Fa parte del costume".
"Si tratta di un costume particolare, dunq. Una specie di uniforme…"
"È il costume di un supereroe dei fumetti. Lei conosce i fumetti, immagino".
"Narrativa sequenziale. C'è tutto un canale Supernet che…"
"Quelli sono i fumetti in tv, non è esattam la stessa cosa. I fumetti sono nati a cavallo tra l'Otto e il Novecento, in America, e sono narrativa sequenziale su supporto cartaceo, con disegni misti a dialoghi e didascalie scritte. All'inizio li pubblicavano sui quotidiani, poi sono diventati un medium a sé".
"Aspetti, non ho capito. Come si fa a mettere su un foglio…"
"Si accostano tante vignette piccole, da sinistra a destra e dall'alto in basso, come le parole di un testo scritto".
"Affascinante. E lei ne ha viste?"

Se ne ho viste? Io ci sono vissuto dentro, bamboccio.

"…Ne ho viste, sì. Anche lei ne deve aver viste, quand'era bambino".
"Non mi ricordo niente. Quindi lei può aiutarci a identificare questo… personaggio?"
"Si tratta di Capitan America, un super-eroe usastro nato all'inizio degli anni Quaranta. I super-eroi sono uomini dotati di poteri sovrumani, che di solito mettono al servizio dell'umanità. In particolare Capitan America era l'interprete del patriottismo usastro, e divenne molto popolare con una serie di albi in cui sgominava torme di nazisti. Per dire, era in grado di fermare un carro armato a mani nude".
"E i lettori ci credevano?"
"No, ma leggevano ugualm. Era palesemente non credibile, ma proprio per questo assai divertente, mi segue?".
"No, credo di no".

No, non mi segui, non puoi. Ah, non fai più tanto l'arrogante adesso, eh? Sei nel mio territorio, adesso. Hai una mummia in calzamaglia in un congelatore e non ti resta che chieder consiglio all'uomo del Novecento. Generazione di mezzo, tzé. La vostra arroganza è pari solo alla vostra ignoranza.

"…Al termine della Seconda Guerra Mondiale il personaggio viene accantonato, per essere recuperato a metà anni Sessanta, quando la moda dei Supereroi conosce uno dei suoi ciclici revival. Così gli sceneggiatori immaginano che Capitan America venga ritrovato congelato in un iceberg, che l'avrebbe conservato integro per… vent'anni, più o meno".
"Mi suona in qualche modo familiare".
"Sì? Beh, sarà un archetipo dell'inconscio collettivo".
"In ogni caso, la sua conoscenza della cultura usastra è stupefacente".
"Grazie. Adesso però mi spiega chi è questo ragazzone e cosa dovrei fare io per lui".

[continua]
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