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The climate ride. In bicicletta da Venezia a Roma per partecipare alla marcia per il clima del 23 marzo

Tutto è cominciato a Copenaghen nel 2014, in occasione della presentazione del quinto rapporto dell’Ipcc sullo stato della lotta mondiale ai cambiamenti climatici.
Un variegato gruppo formato da ambientalisti, ciclisti del Pedale Veneziano o di altri sodalizi, cicloviaggiatori e attivisti della Fiab – la federazione italiana degli amici della bicicletta – si sono riuniti sotto la sigla RideWithUs ed hanno organizzato carovane di pedalatori che, da Venezia, hanno attraversato l’Europa per raggiungere le sedi delle annuali conferenze sul clima. Lo scopo era quello di coinvolgere e sensibilizzare più persone possibile sulla necessità di intraprendere una azione rapida e radicale a tutti i livelli per contrastare i cambiamenti climatici.
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Da Venezia a Ferrara. The Climate Ride alla prima tappa verso Roma 23 marzo

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Ciclisti in sella! The Climate Ride, la biciclettata per il clima, è partita nel migliore dei modi. Alla ventina di ciclisti saliti sulla loro “due ruote” a Venezia, si sono aggiunte, strada facendo, altre decine di corridori. Chi per fare da scorta nella loro città, chi per accompagnarli per qualche chilometro, chi per seguire tutta l’avventura sino a Roma, sino alla manifestazione per la Giustizia Climatica che si svolgerà sabato nella capitale.
Paese dopo paese, città dopo città, la carovana a zero emissioni, ha viaggiato raccogliendo storie di lotta per l’ambiente e per i diritti, da comitati e cittadini. Amministrazioni sensibili alle tematiche ecologiche come Ferrara e Padova, hanno aderito all’iniziativa concedendo il patrocinio. Altre ci hanno accolte con i consiglieri comunali più vicini alle questioni ambientali. Ma i veri protagonisti sono stati i tanti comitati gestiti dal basso. Da quelli della riviera del Brenta, spazzata nel luglio del 2015 da un tremendo tornado, innegabile conseguenza dei cambiamenti climatici, a quelli del polesine che lottano contro i giganteschi allevamenti intensivi di polli e maiali, realizzati nel bel mezzo dell’area del parco, che appestano l’aria e emettono in atmosfera gas climalteranti.
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Da Ferrara a Ravenna. The Climate Ride incontra le ragazze ed i ragazzi delle scuole emiliane

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Vento, pioggia e freddo. Il tempo non è stato clemente con i ciclisti della carovana The Climate Ride. La bella giornata primaverile di ieri è solo un ricordo. I chilometri – una ottantina circa – da percorrere non erano proibitivi, e neppure il dislivello (40 metri), ma le condizioni meteorologiche, e soprattutto il forte vento, hanno trasformato quella che doveva essere poco più di una scampagnata domenicale in un percorso duro. Qualche foratura ha complicato ancor di più la vita ai carovanieri e causato qualche ritardo sulla tabella di marcia, ma Ravenna è stata comunque raggiunta.
Lasciata la città degli Estensi, The Climate Ride ha fatto rotta verso il basso ferrarese fermandosi nelle cittadine emiliane di Portomaggiore e Argenta. Entrambe le amministrazioni comunali hanno aderito all’iniziativa, patrocinando RideWithUs, ed accogliendo i ciclisti con i due vicesindaci.
Andrea Baraldi di Portomaggiore ha coinvolto le scolaresche delle scuole elementari e medie che hanno atteso i ciclisti nel piazzale antistante il municipio con cartelli e bandierine dedicati a Greta ed alle buone pratiche.
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The Climate Ride sale gli Appennini

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La carovana lascia la Romagna per un angolo di Toscana. Una tappa di avvicinamento a Roma, questa di oggi, 105 chilometri tra neve e dure salite. I ciclisti attaccano gli Appennini per raggiungere Pieve Santo Stefano. Partita da Ravenna di buona mattina, The Climate Ride percorre un lungo tratto pianeggiante, correndo tra boschetti di peschi e albicocchi in fiore. Da Cesena, la pista abbandona il litorale adriatico e sale verso gli Appennini, tra cime e vallate ancora coperte di neve. La pioggerella che da Ferrara accompagna la carovana si è trasformata in un fastidioso nevischio ininterrotto. L’appuntamento è a Pieve Santo Stefano, dove l’assessore alla Cultura, Luca Gradi, ci attende per concedere il patrocinio del Comune a RideWithUs
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The Climate Ride a Perugia. Tabacco, gasdotti, discariche e altri sfruttamenti

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Se l’Emilia ci ha accolto con le scuole e associazioni, il Veneto con i comitati e i movimenti, in Umbria ci aspettano i gruppi di acquisto solidale e le botteghe di commercio equo e solidale. A Città di Castello sostiamo nella Boteguita che da tanti anni commercia con prodotti provenienti dal sud del mondo per sostenere le economie locali. Ad Umbertide, il circolo Colibrì ci aspetta sotto la roccaforte. L’economia solidale è un cardine attorno al quale ruota l’associazionismo umbro, una regione, ci spiegano, dove lo sfruttamento della terra è particolarmente sentito.
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Carburo di calcio e pesche d’eccellenza. A Terni si lotta contro l’inquinamento delle falde

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Acciaierie, inceneritori, polo chimico. Terni, il cui antico nome significa “città tra due corsi d’acqua”, è un territorio pesantemente condizionato dall’inquinamento industriale. Le falde acquifere, in particolare, presentato tassi assolutamente fori norma di sostanze pericolose, come, ad esempio, il cobalto. In questa città, il tasso di tumori è 20 volte più alto rispetto alla media italiana. Un inquinamento troppo spesso nascosto ed invisibile che fa da contraltare all’indiscutibile bellezza del paesaggio. L’andare della biciclettata per la Giustizia Climatica
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Da Terni a Roma. The Climate Ride conclude la sua corsa di 700 chilometri a Forte Prenestino con Genuino Clandestino

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Ultima tappa per la carovana The Climate Ride che comincia a fare i conti con la stanchezza. Da Terni a Roma sono più di 130 chilometri da percorrere, per di più lungo sterrati e strade secondarie. Le gambe, messe a dura prova nelle tappe precedenti, cominciano a diventar pesanti. Il cedimento di una catena e qualche errore nella scelta della strada hanno contribuito a rendere questa tappa laziale la più pesante di tutto il tour. Anche la via Flaminia non è certo fatta per la mobilità alternativa.
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