- hybris!

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Siamo stronzi, che sorpresa

Se adesso vi fermate a ragionare (che è poi l'unico motivo per venir qui, in teoria), non ci mettete molto a capire che stavolta abbiamo davvero esagerato. Con poche migliaia di voti di scarto ci siamo pigliati Quirinale, Senato, Camere e servizi, alla faccia dei buoni propositi. Siamo stati superbi, rapaci e infingardi, e senz'altro verremo puniti per questa… come si scrive… questa hybris. Questo peccato di superbia. E ce lo meriteremo.

Ma nel frattempo:
come ci si sente ad essere superbi, rapaci e infingardi?
Non è fantastico? Non vi fa sentire veri uomini/donne/altro? Non vi ha fatto venir voglia stamattina di partire sgommando dal garage, sorpassando a destra e fischiando alla mora/bionda/o/u sul marciapiede? Durerà poco, ma è fighissimo, diciamocelo. Cosa c'è successo all'improvviso?

Il problema con noi italiani e che ci manca il killer istinct. Come disse un celebre allenatore: quando l'avversario è a terra, siamo culturalmente restii a saltarci sulla schiena e a spezzargli la spina. Retroterra cattolico, troppi rosari, troppe mamme, prega per questo e prega per quello. Anche a sinistra? Anzi, a sx molto più che a destra (il vero cattolicesimo è a sinistra, non crediate: a destra c'è solo qualche confraternita e un po' di cricca ecclesiastica, gli apparati per matrimoni e funerali).

Ed ecco che improvvisamente un bel giorno il centrosinistra si scopre in possesso di un killer istinct persino eccessivo. Cos'è successo? Una mia teoria ce l'ho, basata su un postulato: quando si parla di "centrosinistra" e "centrodestra" come di due entità su un ring, costrette a pugilare ancora per molto tempo, di cosa si sta parlando, veramente? Di due intelligenze collettive.
Ebbene, io non credo molto nell'intelligenza collettiva. Non penso che equivalga alla somma delle intelligenze individuali che compongono la collettività. Per fare un esempio: l'intelligenza collettiva presente in una stanza sigillata, dove siano rinchiusi un astrofisico e un babbuino, per me sarà molto più prossima all'intelligenza individuale del babbuino che dell'astrofisico. Parimenti, l'intelligenza collettiva del centrosinistra sarà di molto inferiore dell'intelligenza di ogni singolo leader del centrosinistra.

In pratica, l'intelligenza collettiva della coalizione di centrosinistra (immaginatevi di sigillare nella stessa stanza Fassino, Di Pietro, Capezzone, Bertinotti… e aggiungete se vi va persino qualche babbuino) non dev'essere molto superiore a quella di un quindicenne. E qui scatta il killer istinct. Quand'è che un quindicenne si permette di fare il gradasso? Quando se lo può permettere? Sbagliato. Quando ne ha bisogno. Quando è insicuro e ha paura. Il centrosinistra sta facendo la voce grossa per dimostrare quello che non ha: il controllo totale del parlamento. Lo vuole dimostrare agli italiani, e ancor prima a sé stesso. L'arroganza è sempre spia d'insicurezza.

Quindi siamo nei guai? Senz'altro. Anche perché dall'altra parte non c'è un'intelligenza collettiva molto più sveglia, anzi. Il centrodestra è da anni in fuga dalla realtà, circondato da smandrappati fondali di cartone: il miracolo italiano, le grandi opere, l'Italia protagonista sulla scena mondiale, eccetera. La tentazione di rinchiudersi definitivamente in un mondo alternativo e irresponsabile è sempre più forte, e alimentata ad arte da tentazioni pruriginose (lo sciopero fiscale, che idea: chi perde le elezioni non paga più le tasse…) Ma mezza Italia non può fuggire dalla realtà – voglio dire, può benissimo farlo, ma alla lunga non è sano. Prima o poi dovrà svegliarsi. Cambiare leader e parole d'ordine. Ci vorrebbe una doccia fredda e salutare – ebbene, questa doccia non arriverà. Non domani e forse mai. Senz'altro non verrà dalle gerarchie del centrodestra attuale, a cui preme conservare lo status quo. Ma ora sappiamo che non verrà nemmeno dal centrosinistra.

Il centrosinistra attuale, in effetti, non ha nessuna convenienza a risvegliare il suo avversario. L'elezione di Napolitano ha dimostrato che se quest'ultimo si arrocca, il centrosx va avanti come un treno. Ha troppe anime da conciliare, troppe correnti da equilibrare, troppi sederi a cui trovare una poltrona, per preoccuparsi dell'avversario suonato. E dagli torto.

Nei prossimi mesi, e forse anni, assisteremo a un duello finto, puro wrestling. A sinistra un bellimbusto che fa bella mostra di muscoli vuoti; nell'angolo a destra, un piccoletto ringhiso aizza la folla con slogan fetenti, ma si guarda bene da tentare qualsiasi affondo. La finzione conviene a entrambi – a pagare, come sempre, sarà il pubblico.
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