Due o tre cose su di me

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Sono un giornalista professionista, nato e cresciuto a Venezia, regolarmente iscritto all’albo dell’OdG Veneto. Dagli studi universitari (facoltà di Fisica di Padova) mi sono avvicinato alle tematiche ambientali e ho lavorato per i quotidiani dell'Espresso dove sono diventato giornalista: Nuova Venezia e Mattino di Padova. Sono stato responsabile ufficio stampa dei Verdi del Veneto e del consigliere regionale e poi assessore di Venezia Gianfranco Bettin collaborando al periodico Notizie Verdi.
Quindi sono stato assunto dal mensile, Carta dove ho pubblicato reportage dall’America latina, in particolare dal Chiapas zapatista, dall’Ecuador dei waurani in resistenza contro le devastazioni petrolifere, dalla Patagonia dove i mapuche difendono le loro terre svendute a multinazionali e affaristi senza scrupoli come Benetton. In qualità di osservatore Onu e di giornalista, sono stato in Salvador quando si sono svolte le prime elezioni democratiche del Paese dopo la guerra civile.
Sempre par Carta, sono stato responsabile redazionale del supplemento NordEst (o Estnord, come preferivamo chiamarla noi). Quindi, sono entrato nella redazione del quotidiano Terra, sempre come responsabile delle pagine regionali del Veneto. Per questi editori e per l’assessorato alla Pace di Venezia, ho scritto vari libri come "Il parco che verrà" con Giannandrea Mencini, "Buongiorno Bosnia, Dobardan Venecija", "Liberalaparola” dedicato alle scuole “gratuite e aperte a tutti” che insegnano italiano ai migranti, "Caccia sporca" sulla vergognosa attività venatoria in Veneto, "Il porto dei destini sospesi" sull’inumano trattamento dei profughi che sbarcano nel porto di Venezia nascosti nei container delle grandi navi passeggeri.
Per Global Project e Sherwood ho scritto e realizzato graficamente vari ebook basati su reportage che ho scritto dalla Tunisia delle Primavere arabe, "Liberté et democratie”, e dal Brasile che scendeva nelle strade contro il Mondiale di Calcio, "Brasil em movimento”. Ho partecipato a varie carovane umanitarie nei campi profughi libici e in quel Paese che secondo Erdogan non esisterebbe che è il Kurdistan, dove ho seguito gli ingiusti processi ai sindaci ribelli legati al Pkk.
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Ho contribuito con mie corrispondenze dall’Africa - nella Namibia degli Himba che lottano contro la diga delle multinazionali, dal Ruanda nell’anniversario dei genocidi, allo Zimbabwe dove l’omosessualità è reato punibile con la morte - o dai Paesi Arabi - dall’Iraq in guerra alla Giordania, dall’Iran sino alla Palestina occupata (ho fatto parte della Freedom Flotillia) - a vari libri come gli Annuari della Fondazione Venezia per la ricerca sulla Pace, e Ripartire di FrontiereNews.
Per Meeting Pot, sito dove ho un blog che ho chiamato “Voci dal sud”, sono stato a Lampedusa per scrivere sulle pagine del quotidiano Manifesto della stasera delle Carta dei diritti dei migranti. Sempre per Meeting Pot, ho seguito la campagna #OverTheFortress sino al campo profughi di Idomeni e ho collaborato al libro “Storie da Idomeni”.
Sono direttore di EcoMagazine, sito che si occupa dei conflitto ambientali, e che, grazie alla collega Chiara Spadaro, si è aggiudicato il premio Goattin messo in palio dall’OdG Veneto. Per il premio Goattin ho contribuito a scrivere e a realizzare l’ebook finale, #CementoArricchito: una mappatura delle devastazioni ecologiche in atto nel Veneto.
Su fronti meno… movimentisti, un mio racconto sulla storia del cacciatorpediniere Quintino Sella ha vinto il premo letterario messo in palio dall’editore La Mandragola ed è stato pubblicato nel libro Il Mio Mare. Sono istruttore subacqueo Fipsas e ho scritto un libro sulla storia della subacquea nel veneziano “Una immersione lunga 40 anni”. Attualmente ho una rubrica nel sito laguriaNautica dove scrivo storie di mare e di relitti perduti. Sono stato ufficio stampa dell’agenzia Agire per la sostenibilità energetica.
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Ya se mira el horizonte Combatiente zapatista
El camino marcará
A los que vienen atrás
Quando posso, viaggio. Su una sgangherata Ford Escort, ha viaggiato da Milano a Dushanbe, nel Tagikistan, partecipando al Silk Road Race, un rally non competitivo lungo la via della seta, realizzando un libro-racconto fotografico di viaggio. Ultimamente mi sto dedicando alle isole mediterranee, dalla Sardegna alla Corsica sino a Malta, e ai grandi Paesi del nord: Svezia, Finlandia, Islanda.
Collaboro con tante testate giornalistiche cartacee e on line come Manifesto, Global Project, FrontiereNews, Today, Query, Melting Pot, You-ng, Q Code, Articolo 21, lo Straniero, No Borders, A Sud... Ho aderito a Giornalisti contro il Razzismo per la messa al bando di “parole sporche” come clandestino o zingaro. Abito nell’antico Ghetto di Venezia e sono attivista del centro sociale Morion e dell’associazione Ya Basta con la quale seguo progetti per le autonomie zapatiste. E basta così!
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