Le isole dei sogni impossibili
edito da Il Frangente

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Ma bella più di tutte l’Isola non trovata
Quella che il re di Spagna s’ebbe da suo cugino
Il re di Portogallo, con firma suggellata
E “bulla” del pontefice in gotico-latino.

Il re di Spagna fece vela
Cercando l’isola incantata
Però quell’isola non c’era
E mai nessuno l’ha trovata
Svanì di prua dalla galea
Come un’idea
Come una splendida utopia
È andata via e non tornerà mai più.
Le antiche carte dei corsari
Portano un segno misterioso
Ne parlan piano i marinai
Con un timor superstizioso
Nessuno sa se c’è davvero
Od è un pensiero

Se, a volte, il vento ne ha il profumo
È come il fumo che non prendi mai.

Appare, a volte, avvolta di foschia, magica e bella
Ma se il pilota avanza, su mari misteriosi
È già volata via
Tingendosi d’azzurro, color di lontananza.

Francesco Guccini, L’Isola non trovata, da una poesia di Guido Gozzano


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L’isola è il luogo in cui tutto è possibile e il mare una muraglia dalle porte sempre spalancate. Nelle isole puoi sognare di diventare pirata o imperatore, realizzare straordinarie società utopistiche, costruire ideali ecosistemi per la salvaguardia del pianeta e persino eleggere un governo che non impone di pagare le tasse. E se l’isola non c’è, qualcuno se l’è costruita da solo, come l’ingegner Giorgio Rosa, che negli anni ’60 al largo di Rimini ha innalzato l’isola delle Rose; o Leicester Hemingway, che sognava di dare una libera patria ai pescatori giamaicani con la Repubblica di Nuova Atlantide.
Tante sono le storie che si intrecciano in questo libro. Storie di regni fondati sui diritti di minoranze discriminate, o di minuscole isole che hanno dichiarato guerra agli stati nazionali confinanti. Storie di uomini che, dai mari del Sud al Mediterraneo, dai Caraibi ai mari artici, hanno seguito sogni impossibili come la ricerca dell’immortalità, o il tentativo di instaurare una monarchia assoluta riservata ai poeti e agli scrittori, o persino la costruzione di server sicuri per gli hacker di tutto il mondo.
Per i poeti, per i folli, per i sognatori, ogni isola è l’Isola non trovata, l’Isola che non c’è. E proprio per questo continuano a cercarla sino al naufragio.

Puoi acquistare il libro a questo link



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Recensioni ed interviste

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CONVENZIONALI
Le isole dei sogni impossibili
, Riccardo Bottazzo, Il Frangente.
Luogo dalle caratteristiche peculiari a tal punto da renderlo posto dell’anima, simbolo, sintesi e quintessenza, l’isola, che d’improvviso può farsi inaccessibile e viceversa rendersi approdo salvifico al primo mutare dei venti, è il posto dove tutto è possibile, tanto che c’è chi, per realizzare i suoi desideri, se l’è addirittura costruita, come l’ingegner Giorgio Rosa, che negli anni Sessanta al largo di Rimini ha innalzato l’utopistica Isola delle Rose, che è stata anche al centro di un riuscito film di Netflix, o Leicester Hemingway, che sognava di dare una libera patria ai pescatori giamaicani attraverso la Repubblica di Nuova Atlantide: in questo volume intenso dedicato ai folli e ai sognatori, a tutti quelli che cercano il loro posto nel mondo con tutte le forze, a costo di rischiare il naufragio, si intrecciano molte e appassionanti storie, da leggere e conoscere.

Gabriele Ottaviani

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L’isola è il luogo in cui tutto è possibile e il mare una muraglia dalle porte sempre spalancate.

Nelle isole puoi sognare di diventare pirata o imperatore, realizzare straordinarie società utopistiche, costruire ideali ecosistemi per la salvaguardia del pianeta e persino eleggere un governo che non impone di pagare le tasse.
 
E se l’isola non c’è, qualcuno se l’è costruita da solo, come l’ingegner Giorgio Rosa, che negli anni ’60 al largo di Rimini ha innalzato l’isola delle Rose; o Leicester Hemingway, che sognava di dare una libera patria ai pescatori giamaicani con la Repubblica di Nuova Atlantide. Tante sono le storie che si intrecciano in questo libro.
 
Storie di regni fondati sui diritti di minoranze discriminate, o di minuscole isole che hanno dichiarato guerra agli stati nazionali confinanti. Storie di uomini che, dai mari del Sud al Mediterraneo, dai Caraibi ai mari artici, hanno seguito sogni impossibili come la ricerca dell’immortalità, o il tentativo di instaurare una monarchia assoluta riservata ai poeti e agli scrittori, o persino la costruzione di server sicuri per gli hacker di tutto il mondo.
 
Per i poeti, per i folli, per i sognatori, ogni isola è l’Isola non trovata, l’Isola che non c’è. E proprio per questo continuano a cercarla sino al naufragio

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Le Isole dei Sogni impossibili è l’ultimo saggio di Riccardo Bottazzo edito il Frangente. L’autore veneziano è un giornalista professionista, che si occupa di tematiche ambientali, reportage in zone di guerra e di battaglie ancora poco dibattute, per far sì che queste storie vengano raccontate. All’attivo ha diversi libri, tra cui Liberalaparola edito Terra e Il porto dei destini sospesi edito Maremagnum.
Le isole dei sogni impossibili, il saggio
L’incipit de L’Isola non Trovata di Francesco Guccini, da una poesia di Guido Gozzano, introduce Le isole dei sogni impossibili, un’opera concisa che, con minuzia e acume, cataloga le isole indipendenti presenti sul globo. Per quanto la sua descrizione possa addurre a un semplice elenco, Riccardo Bottazzo propone al lettore un saggio dai toni filosofici, che mira a raccontare l’isola come un luogo in cui tutto il potenziale può diventare reale. L’autore racconta un universo di territori che disseminano il pianeta e lo spazio narrante, attraverso ciò che rappresentano per chi le crea: un sogno, un ideale, un pensiero; lo fa ricorrendo alla metafora letteraria dell’isola, come luogo immaginario nel quale nascondersi e dar vita a un universo possibile.
«L’Isola è il luogo in cui ogni ipotesi è possibile»
Grazie alla loro morfologia peculiare, circondate dal mare che le delimita e difende i sogni di chi le abita dai condizionamenti e le consuetudini, le isole diventano regni, repubbliche, società utopistiche, luoghi reali o immaginari all’insegna della libertà.
Il tomo è diviso in sette parti, la prima, L’Arcipelago degli iconoclasti, un titolo irriverente per una sezione che racchiude storie di individui che hanno occupato le proprie isole o addirittura le hanno costruite, come la celeberrima Isola delle Rose dell’ingegner Giorgio Rosa, come atto di ribellione contro le convinzioni e le tradizioni. La seconda, L’arcipelago dei Nababbi Oppressi detto anche Tax Free, racconta storie di uomini che hanno cercato di realizzare paradisi fiscali liberi dalle tasse, ma anche progetti di natura sostenibile. L’arcipelago pesce d’aprile è il titolo della terza parte che, per antonomasia, cataloga isole che hanno fatto parte di scherzi e messe in scena. E infine, l’arcipelago dell’isola che c’è, l’arcipelago degli eterni ghiacci che racconta delle isole vicino ai poli, l’arcipelago degli inestinguibili conflitti che racchiude le storie di isole contese e per ultimo, l’arcipelago della Sovrana truffa.
Le isole dei sogni impossibili è un saggio denso di informazioni, da sviscerare lentamente, che innestano nel lettore la voglia di conoscere la storia di tutte le micronazioni raccontate.
«Per i poeti, per i folli, per i sognatori, ogni isola è l’Isola non trovata, l’Isola che non c’è. E proprio per questo continuano a cercarla sino al naufragio.»

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Parco Buzzaccarini - Boschetto dei Frati

Seconda serata della rassegna 𝗨𝗡 𝗣𝗔𝗥𝗖𝗢 𝗗𝗜 𝗖𝗨𝗟𝗧𝗨𝗥𝗔 con 𝗥𝗶𝗰𝗰𝗮𝗿𝗱𝗼 𝗕𝗼𝘁𝘁𝗮𝘇𝘇𝗼 per la presentazione del suo ultimo libro "Le isole dei Sogni Impossibili". Un atlante sui generis che descrive tutte le esperienze in cui si è cercato di costruire delle micro-nazioni in un’isola, territorio che per sua natura ha confini indiscutibili, per realizzare straordinarie società utopistiche, costruire baluardi ambientali del pianeta, inventare governi per non pagare le tasse, congegnare burle. Riccardo Bottazzo, stimolato dalle domande di Annachiara Capuzzo e Christianne Bergamin, ha raccontato a briglia sciolta alcune delle suggestive avventure del libro, che portano in mondi lontanissimi e fantastici ma anche fuori porta, come il caso dell’isola nel Delta de Po, dove nel secondo dopoguerra è sorta la “Tamisiana Repubblica di Bosgattia”. Molti gli interventi e le domande del pubblico, incuriosito da questi racconti incredibili e dalla maniera coinvolgente ed empatica con cui l’autore sa parlare. Una serata divertente e stimolante, che non si conclude in sé, ma che lascia la voglia di approfondire le storie, di rifletterci su e, perché no, di partire alla ricerca della propria isola dei sogni impossibili.
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IlMaggioDeiLibri
Per la rubrica #Cosamiconsigli oggi abbiamo deciso di navigare e sognare insieme a Frangente.com con “Le isole dei sogni impossibili”, l’ultimo libro di Riccardo Bottazzo. Molti di voi si ricorderanno la storia dell’Isola delle Rose, narrata dal regista Sydney Sibilla nel famoso film uscito due anni fa. Proprio da qui è partito il ragionamento di Bottazzo, che ha voluto provare a raccontare le storie di isole simili a quella delle rose, in cui poeti, corsari, sognatori e ribelli hanno cercato di fondare il proprio regno. Personaggi unici, dalle identità diverse tra di loro, le cui avventure ci aiutano forse a comprendere un po’ di più i motivi per i quali prendevano queste scelte, talvolta davvero radicali. Avevano però una cosa in comune: inseguivano tutti dei sogni più grandi di loro e hanno avuto il coraggio di inseguirli fino alla fine.
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In questo libro si intrecciano racconti di affascinanti storie di isole “bizzarre”.

Come quella dell’ingegner Giorgio Rosa, che negli anni ’60, al largo di Rimini, appena 500 metri fuori dalle acque territoriali italiane, ha innalzato l’isola delle Rose. L’ingegnere, che cerca un luogo completamente libero, crea uno stato sovrano, con tutti gli annessi e i connessi: una propria valuta (il “milo” che equivaleva a una lira), una stamperia per l’emissione di francobolli tuttora ricercatissimi dai collezionisti, una costituzione, un sistema giuridico, un ordinamento democratico con tanto di governo regolarmente eletto.
C’è poi la storia di Leicester Hemingway, che sognava di dare una libera patria ai pescatori giamaicani con la Repubblica di Nuova Atlantide. Storie di regni fondati sui diritti di minoranze discriminate, o di minuscole isole che hanno dichiarato guerra agli stati nazionali confinanti. Storie di uomini che, dai mari del Sud al Mediterraneo, dai Caraibi ai mari artici, hanno seguito sogni impossibili come la ricerca dell’immortalità.
Scritto da: Bianca Gropallo
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Le isole dai sogni impossibili che talvolta si avverano
Il libro di Riccardo Bottazzo per Il Frangente raccoglie alcune delle più belle e anche folli storie di miliardari, pirati, visionari che hanno vissuto su queste terre strappate al mare fantastiche avventure

Anzitutto, un moto di meraviglia. Perchè si che ne conoscevo di storie legate alle isole, ma certo Riccardo Bottazzo, con “Le isole dei sogni impossibili”, edito da Il Frangente, mi ha ampiamente superato. Sono quasi cinquanta le sue.
La meraviglia, poi, resta, perché a leggerle ci si rende conto dell’enorme platea di sognatori, visionari, qualcuno anche un po’ folle, meno ancora forse guidati da uno spirito non proprio cristallino, che esiste a questo mondo. Se tanto ci da tanto, allora questi ricordati da Bottazzo sono solo la punta dell’iceberg, diciamo quelli che ci hanno provato. Ma chissà quanti ancora ce ne sono e, alla fine, quanti ce ne sarebbero se ci si fermasse solo al sogno e non anche alla messa in pratica.
Qualcuno, l’ho anche conosciuto. L’ingegnere Giorgio Rosa, ad esempio, a cui si deve l’incredibile storia dell’Isola delle Rose, che tutte le volte che ci penso mi sembra impossibile che sia andata come sia andata. Lui la sua isola se l’era costruita e l’aveva fatta Stato. Ho conosciuto anche Michael Bates, l’erede di Paddy Roy Bates, il principe di Sealand, altro Stato fondato in mare aperto su un’ex piattaforma militare al largo dell’Inghilterra, che ancor oggi resiste. E mi riprometto di conoscere Tonino Bertoleoni, re di Tavolara… Altri mi sarebbe piaciuto. Ad esempio, Auguste Lutaud, che si nominò Augusto I delle Rocce battute dal vento. Ma non è un bellissimo titolo? Sovrano dell’Ile d’Or, un’isolotto a una ventina di chilometri ad Ovest di Cannes.
C’è da perdersi, tra tutte queste fantastiche storie. E bene fa Bottazzo, a raccogliere e cosм appassionatamente raccontarle. Mi hanno fatto riflettere anche i suoi pensieri, che introducono a questa galleria incredibile. Bottazzo, in sintesi, dice che l’isola è prima o poi destinata ad inabissarsi, proprio come i nostri sogni, “inevitabilmente destinati a naufragare nel tempo che passa ma che nel tempo presente, per quanto impossibili, profumano di bellezza, di coraggio, di vita”. Ma ci dice anche che sulle isole non ci sono sogni impossibili. “L’isola è il luogo dove ogni ipotesi è possibile”. Ecco perchè ci piacciono tanto.
Fabio Pozzo
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Rai Radio Uno - Radio di bordo del 23/04/2022
Alla scoperta delle isole che non ci sono - e che qualcuno costruisce - con Riccardo Bottazzo, autore del libro "Le isole dei sogni impossibili" (Editore Il Frangente")
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Passeggiate Letterarie. Consiglio di Lettura!
di Raffaella Cavalieri

“Un’isola, io appartengo decisamente a un’isola!, pensò Linda.
Le isole sono fatte per approdarci, per essere esplorate. Circondate dall’immensità del mare, le avevano sempre dato l’idea di essere accessibili solo a pochi, solo a chi sa conoscerle… e ri-conoscerle, a chi sa rispettarle ed amarle. Allora le isole ti aprono la loro anima più segreta, e tu ti rendi conto in un momento che quella cartina che hai spiegato sul tavolo è in realtà una mappa piena di tesori.”
Quello che avete appena letto è l’incipit di una sorta di romanzo che ho iniziato a scrivere qualche tempo fa. Ho sempre amato le isole, quell’essere circondate e protette dal mare, con un infinito fatto d’azzurro, “color di lontananza” come cantava Guccini (da una poesia di Gozzano), e una storia tutta loro. Beh, tutto potevo immaginare tranne le mille e una storia che ruotano intorno a piccoli atolli sparsi nei mari del mondo, isolotti senza nome, nazione e storia...almeno fino a che l’uomo non l’ha creata. Nel suo recente “Le isole dei sogni impossibili” Riccardo Bottazzo, giornalista veneziano con la passione per il mare e per le storie più incredibili, ne ha raccolte di meravigliose!
Il suo libro inizia con questa frase: “L’isola è il luogo in cui ogni ipotesi è possibile”. E dopo averlo letto posso affermare che veramente è così. Bottazzo ha raccolto storie di cronaca, spulciato archivi cartacei e online, ritrovato racconti, fatto interviste, ricostruito storie relative a uomini che, ad un certo punto della loro vita, si sono dichiarati monarchi di un’isola!
Avete letto bene. Esistono (o sono esistite) delle isole a cui è stato assegnato un nome, un re, uno statuto, la propria moneta, bandiera e francobollo e che hanno dichiarato la propria indipendenza dal resto del mondo. C’è l’isola di Sealand, ex piattaforma militare Fort Roughs, su cui Paddy Roy Bates, conduttore radiofonico, decise di trasferire e salvare la radio che aveva fondato. Ancora oggi sventola la sua bandiera, vende gadget e l’attuale re Michael, ha intenzione di espandere il suo regno! C’è Redonda, l’isola delle Antille su cui per la prima volta pose piede Cristoforo Colombo nel suo secondo viaggio per le Indie. Per una strana combinazione di eventi qui regna la monarchia di nobili scrittori! C'è stato Augusto I del Regno delle Rocce Battute dalle Onde! C’è stato il Regno di Gay e Lesbo, dove l’imperatore Dale I rivendicò i diritti che l’Australia aveva negato nell’unione tra persone dello stesso sesso. Più vicino a noi ci sono state l’Isola delle Rose, una piattaforma realizzata a largo della costa romagnola di cui ancora i francobolli sono tra i desiderata dei collezionisti, o ancora l’Isula de malu ‘entu su cui Deddore Meloni nel 2008, pose la bandiera del Partidu Sardu pro s’Indipendentzia, dichiarando l’isola indipendente dallo stato italiano. Vogliamo parlare della dinastia reale di Tavolara, istituita da Carlo Alberto, riconosciuta dalla Regina Vittoria d’Inghilterra e di cui a Buckingham Palace si conserva ancora la foto di uno degli eredi della dinastia? La didascalia riporta “Il re del regno più piccolo del mondo”. C’è Elleore, l’isola d’oro, il regno sul fiordo con un fuso orario di 12 minuti indietro (l’Elleore Standard Time). Qui, negli anni venti della Seconda guerra mondiale, si rifugiarono un gruppo di professori antifascisti, gli Immortali. Ne fecero un campo scuola per insegnare ai ragazzi le tradizioni democratiche della Danimarca. Vogliamo parlare poi della Repubblica della Conchiglia, conquistata (e difesa) a colpi di baguette? O la zattera costruita da Leicester Hemingway, fratello del celebre Ernest, come la Nuova Atlantide. Rivendicò il Guano Island Act per riconoscerla come nuova nazione caraibica. Tra i suoi intenti c’era quello di finanziare l’International Marine Research da lui stesso creato. Purtroppo il tutto naufragò insieme alla sua zattera a seguito di una terribile tempesta.
Sono tantissime, una più intrigante dell’altra e raccontate con una penna eccezionale da Riccardo Bottazzo. Se posso dire, quelle che ho amato di più sono senza dubbio la storia del dittatore spadaccino di Trindade (Bottazzo racconta che, nell’Ottocento, ogni redazione aveva una propria sala d’armi perché, se ora si colpisce a suon di querele, all’epoca, per un articolo mal accettato, si poteva incorrere in una sfida a duello. E in questa storia si parla del D’Artagnan dei cronisti!) e il meraviglioso scherzo d’aprile dei reporter del Guardian sull’Isola di San Serriffe, una particolare isola viaggiante!
Se vi ritenete ambiziosi conquistatori, se vi sentite sognatori dalle ali tarpate, se siete curiosi naviganti della rete e del mondo, se volete conoscere nuove e affascinanti storie, questo libro fa decisamente per voi!
Se è vero quanto affermava Borges che “un giorno il mare ci dirà chi siamo”…ne abbiamo ancora di belle da sentire!
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Riccardo Bottazzo, “Le isole dei sogni impossibili”, edizioni Il Frangente, Verona, 2022.
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Frangente.com Riccardo Bottazzo