Voci dal Sud è la mia rubrica sul sito Melting Pot. Questi gli ultimi editoriali che ho pubblicato

La nave nera

Succede sempre così. Vai ad investigare cosa c'è sotto una operazione dell'internazionale nera e ci trovi una vera e propria fogna di commistioni con il malaffare e la finanza sporca; quella che commercia in armi e in uomini, e campa di guerre e di sangue. "Defend Europe" non fa certo eccezione. La nave dei "patrioti", come solo il Giornale poteva definirli, che in questo momento si sta
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In viaggio con Mozart per piantare semi

Ci sono anche storie che fa piacere raccontare. Quella del chitarrista Isaac e del violinista Alaa è una di queste. Ed è una storia che si è intrecciata sotto le stelle del jazz, anche se i suoni che si udivano all'inizio erano solo quelli delle bombe. Siamo a Damasco, nell'anno 2011. La guerra deve ancora cominciare ed il giovane Alaa Arsheed studia violino nella scuola superiore
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I sindaci dell'accoglienza degna

Ci sono anche sindaci che dicono di sì. Ci sono anche sindaci che preferiscono gettare ponti piuttosto che alzare muri. Pochi, magari, ma ci sono. E alla fin fine, quando si tratta di tirare due conti, sono loro ad avere in mano le carte migliori. Due di loro, hanno sfilato con tanto di fascia tricolore alla manifestazione Side By Side che, domenica scorsa su invito di #OverTheFortress e Melting
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La libertà personale è inviolabile? Non per le donne richiedenti asilo accolte a Nuvolera (Bs)

Chiuse a chiave in strutture sovraffollate. Senza nessuno che le informi dei loro diritti e le aiuti a preparare il futuro. Nessun corso di inserimento lavorativo, nessuna lezione di lingua italiana per aiutarle a capire la lingua del Paese che le ospita. Qualche volta senza elettricità, qualche posto senza acqua potabile. Adulti, minori, neonati, vittime di tratta, tutti senza distinzione.
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La storia di Atai

Ha una storia da raccontare, Atai. Una storia che comincia nel sud dall'Afghanistan e che finisce in Italia. Una storia come tante altre, verrebbe da scrivere. Ma non è così. Ogni storia è diversa. Tutte le storie lo sono. Anche quelle che nessuno più ci potrà raccontare. Quelle dei migranti annegati in mare, maciullati sotto le ruote di un tir, asfissiati dentro
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La violenza del web per fermare le donne favorevoli all’accoglienza

Una montagna. Di merda, ma pur sempre una montagna. Io, ci ho pure provato, a spalarla. Volevo vedere se sotto c'era qualcosa che non fosse odio, ignoranza, paura, squallore.O più semplicemente, vigliaccheria. Ci ho provato, io, ad intervistarli. Di cosa sto parlando? Di tutti coloro che navigano sul web sono per sputare insulti. Degli "haters", per dirla all'inglese. Gli "odiatori" che usano
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Centro Oasi di Carpineto di Ascoli: un CAS all’olio di ricino

La prima cosa che viene in mente, quando si cerca di visitare un Cas, è che se fosse solo quel che afferma di essere - cioè un centro di accoglienza straordinaria per aiutare i migranti ad ottenere lo status di rifugiati ed inserirli in un percorso di inserimento sociale - le porte sarebbero spalancate e non ci sarebbe bisogno di nessuna segretezza. Non è così, invece.Per
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Wael cammina per la pace

Dalla Sicilia alla Spagna, da Pozzallo a Barcellona. Oltre 5 mila chilometri a piedi per lanciare un messaggio di pace. Saad Alaa ElDin Mohammed Osman, o, più brevemente, Wael, come lo chiamano gli amici, ha 37 anni e non è nuovo ad imprese del genere. Il primo gennaio 2016, accompagnato dal padre, da uno zio e da un amico spagnolo, è partito dalle piramidi di Giza per raggiungere
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E torniamo a parlare di schiavitù

Non si vedono, non si sentono, non se ne parla. Eppure esistono e sono tanti. E tanti di loro vivono in Italia. Nascosti, senza documenti, senza diritti. Sfruttati, ricattati dai padroni, pagati con quel minimo di sostentamento necessario a cominciare domani un’altra giornata lavorativa. Molti sono minorenni, tantissimi sono bambini. Per il capitalismo predatorio, rappresentano il carburante
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Aiutare i migranti è un reato. Tre attiviste di Udine sotto inchiesta per aver fornito assistenza e informazioni ai profughi

Anche questo è un muro. Non bastassero i chilometri di filo spinato alle frontiere, anche la Procura ci mette del suo per far passare un pericoloso principio giuridico per il quale aiutare un profugo, anche solo fornendogli una semplice indicazione, diventa un reato perseguibile penalmente. E’ accaduto a Udine dove sette volontari dell’associazione Ospiti in Arrivo che stavano distribuendo
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La vera emergenza non sono i profughi ma i diritti. Il rapporto di LasciateCIEntrare racconta la “malaccoglienza”

“Ci sentiamo come se fossimo spazzatura scaricata su una strada”. “Ci trattano peggio degli animali. Non ci danno i saponi e poi dicono che siamo sporchi!” “Qui non ci lasciano fare niente! Ci sentiamo perseguitati e a casa nostra non possiamo tornare, è tutto distrutto!” “Nessuno ci dice niente. Neppure quando abbiamo la commissione” “Se
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La confisca dei beni dei migranti è legge in Danimarca

Nient’altro che una infamata. Un infamata che, per come stanno andando le cose in una Europa che ha tradito Schengen, rischia di venir fotocopiata da tutti gli altri Paesi della Comunità. Ci riferiamo alla legge approvata martedì 26 gennaio dal parlamento danese e che riforma la normativa sulla protezione internazionale, introducendo la possibilità di confiscare i beni dei
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Incitano alla violenza. Un avvocato tedesco denuncia tre top manager di Facebook

La notizia viene dalla Germania. Un avvocato tedesco, nonché attivista sul tema dei diritti umani di chiara origine coreana, Chan-jo Jun, ha denunciato tre manager di Facebook per i reati di incitamento alla violenza e diffusione di odio razziale. I tre denunciati sono Shane Crehan, Jaspal Singh Athwal e David William Kling; tutti top manager di Facebook Germany GmbH che gestisce il noto social
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#nohatespeech: giornalisti e lettori contro la diffusione del razzismo nel media

Il razzismo non è una opinione come tutte le altre e la xenofobia non è una “notizia giornalistica”. Chi lavora nella comunicazione ha il dovere di non fare da amplificatore a discorsi che fomentano l’odio e, già che ci siamo, dovrebbe anche smetterla di far girare notizie false al solo scopo di aumentare la tiratura del proprio giornale, l’audience della
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Il razzismo e i suoi anticorpi. Al Lido nasce l’appello Lisa

Se la calunnia è un venticello, la disinformazione è un tornado. Tra quelle tre o quattro decine di persone che mercoledì scorso si sono mobilitate contro l'arrivo dei profughi al Lido non ne trovavi una che fosse informata su quanto stava realmente accadendo, su quali e quanti profughi sarebbero stati ospitati negli spazi della colonia Morosini, e per quanto tempo. "Diverse centinaia
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La polizia regala le auto ai nomadi. L'ultima bufala dei razzisti del web

Per la premiata serie "la fanno da padroni a casa nostra, sono sporchi, rubano e il Comune gli dà pure le case e lo stipendio invece di aiutare gli italiani": l'ultima novità è che agli "zingari" la polizia presta pure le auto di servizio perché se ne vadano in giro per il campo nomadi a far suonare la sirena. Tutto vero. E se non ci credete guardate su Fb, Twitter e compagnia
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Basta, Khalas

Una lettera aperta di giornalisti, blogger e fotografi per denunciare la cattiva informazione che i media italiani stanno veicolando su tutto ciò che riguarda il mondo arabo e l’Islam. A partire dalla campagna di fango lanciata contro le volontarie Vanessa e Greta, sino a coinvolgere tutti coloro che sono attive nell’accoglienza ai migranti e nella cooperazione. Dopo settimane nelle
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Emra, nato e cresciuto in Italia, residente a San Donà, finito dietro le sbarre di un Cie

Si chiama Emra ha ventidue anni ed è italiano a tutti gli effetti tranne che per la legge. La sua famiglia è in Italia dall'89, tre anni prima che lui nascesse. I suoi genitori erano profughi di guerra, in fuga dai massacri balcanici. Dapprincipio si sono stabiliti a Napoli ma dal 2000, per ragioni di lavoro, si sono trasferiti a San Donà dove Emra e suo fratello hanno frequentato
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L’Albania di oggi, tra speculazioni bancarie e miraggi europei

“Son tornato in patria dopo 15 anni di lavoro in Italia e non sono riuscito a riconoscere la mia città. Quando ho lasciato Durazzo, dalle finestre di casa mia potevo guardare il mare. Adesso ci sono due file di grattacieli davanti e una terza la stanno costruendo ora. Ripartire per cercare lavoro in Kosovo non mi è costato fatica come la prima volta che l’ho lasciata”.
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A Lampedusa non c’è l’ebola ma la bufala continua a girare

La vicenda dei tre casi di Ebola che sarebbero stati riscontrati tra i migranti sbarcati a Lampedusa, è un chiaro esempio di come le bugie non abbiano affatto le gambe corte ma, al contrario, riescono a correre più delle smentite e, anche dopo essere state smascherate, continuano a diffondendersi come una vera peste sull’oceano dei social network. E’ il brutto della rete.
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I migranti di via del Gaggian: vite nel limbo alla periferia di Mestre

Storia di una accoglienza indegnaVia del Gaggian è uno sterrato che corre a ridosso dell’argine del canal di San Giuliano. Siamo nel quartiere residenziale della Cipressina. Solo 5 minuti d’auto dal centro di Mestre e già si respira aria di campagna. Le case, tutte piuttosto ariose, sono sparse nel verde di giardini sobriamente curati, tra siepi di bosso e spazi destinato
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Ius Soli. Da Venezia un segnale chiaro al nuovo Governo

D’accordo, rimane una concessione solo simbolica. Non spetta al Comune concedere il diritto di cittadinanza ma allo Stato. Ma più di così l’amministrazione comunale di Venezia proprio non poteva fare. E così, d’ora in avanti, tutti i 20 novembre di ogni anno, giorno internazionale dei diritti dell'infanzia e dell'adolescenza, si aprirà uno speciale registro
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La “gente che brucia”. In fuga dall’Algeria alla Sardegna

“Harraga" in arabo significa letteralmente “colui che brucia”. Termine che non va interpretato tanto come “gioventù bruciata” in stile James Dean ma riferito piuttosto ad una persona che arde del bisogno o, se preferiamo, dal desiderio di qualcosa di cui non può fare a meno. In Algeria con questa parola si indicano i ragazzi che decidono di giocarsi la carta
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“Io non sono razzista ma...” Sì che lo sei invece! E sei pure stronzo!

Chi mi conosce sa che banno dalle mie pagine dei social network con facilità anche discutibile. Ma chi me la fa fare, in fin dei conti, di stare a discutere con xenofobi e razzisti? Eppure mai, come in questi giorni di vergogna e di dolore per le centinaia di omicidi di Lampedusa, il web si è trasformato in una cloaca indecente di commenti che rimbalzavano dappertutto. Anche da dove
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Quando l’illegalità è legalizzata. Dal Porto di Venezia ai Cie.

Ancora qua a domandarci come sia possibile che l’illegalità sia legalizzata. Come mai situazioni universalmente riconosciute come la negazione totale dei diritti umani possano essere tollerate. Parliamo del porto di Venezia dove i richiedenti asilo anche minorenni vengono impacchettati e rispediti in Grecia dalla polizia di frontiera senza che, nella maggioranza dei casi, venga riconosciuto
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Porto di Venezia. i dati della Prefettura confermano i respingimenti illegali verso la Grecia

Strano luogo, il porto di Venezia. Ci vanno e vengono impunemente le Grandi Navi ma i diritti fondamentali dell’uomo continuano ad essere tenuti fuori della cancellata. I dati forniti dalla Prefettura confermano che anche lo scorso anno perlomeno metà dei profughi che vi sbarcano dalla Grecia, dopo una terrificante traversata stipati sino ad asfissiarsi nei cassoni dei tir, vengono rispediti
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Sotto il titolone, niente (a parte un bel po’ di razzismo)

Cosa non si fa per un titolo ad effetto! Quando lo spari a quattro colonne te lo godi tutto. Sei convinto di aver scritto un articolo che domani sarà letto più degli altri, una storia che domani farà discutere la gente dietro ai banconi dei bar. Così ti illudi di aver fatto bene il tuo lavoro e magari anche di aver aiutato il tuo giornale a vendere più copie. E se
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Il giro del mondo in ottanta piani

Qualche giorno fa ho fatto un viaggio che mi ha portato ad attraversare oltre una ventina di popoli, altrettante lingue e un numero imprecisato di culture e di fedi religiose. Un viaggio lungo un centinaio di metri. Tutti in altezza.Sto parlando di un grattacielo. Anzi “del” Grattacielo. E’ così infatti che a Ferrara, senza sforzare troppo la fantasia, chiamano il loro unico
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Delinquenti, tossici ed extracomunitari. Il razzismo nei media

Cominciamo con qualche perla di saggezza. “Arrestato un 34enne nomade residente a Bolzano” (da La Nuova del 24 novembre). Il giornalista mi dovrebbe spiegare come fa un nomade a essere anche residente. Vien da pensare che sia lo stesso articolista che, qualche mesa fa, sempre nelle nuova, ha scritto “l’uomo, di etnia nomade...” Come dire che se ti sfrattano e ti tocca
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Detenuti curdi in sciopero della fame nell’indifferenza dei media

L’ultima volta che sono passato per Istanbul, all’incirca un anno fa, sono andato a trovare uno dei cosiddetti “avvocati di Öcalan”. Uno di quelli ancora a piede libero, intendo. Si chiama, o si chiamava, Mazlum Dinç. Dico così perché non so più niente di lui. Quando gli ho chiesto di scambiarci le mail per tenerci in contatto mi ha sorriso e
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