La legge che si denuncia da sola
11-09-2026, 02:30antisemitismo, dialoghi, Israele-Palestina, razzismiPermalinkBuongiorno Leonardo.
Non è un gran bel giorno per me.
Di cosa ti preoccupi?
In parlamento stanno discutendo di una legge terribile, sicuramente anticostituzionale, che mi costringerà a espormi in pratiche di disubbidienza civile. E a parte questo, si tratta di una legge terribilmente stupida, che mi costringe a dubitare della buona fede e/o dell'intelligenza di chi l'ha scritta e di chi la voterà.
Ti riferisci al Disegno di legge Delrio sull'antisemitismo.
Proprio quello.
Eppure l'antisemitismo è un problema concreto.
Indubbiamente, ma nessun problema, per quanto grave, giustifica reazioni stupide o peggiorative. Anche il riscaldamento globale è un problema, no? Immagina che qualcuno suggerisca di risolverlo tenendo aperti tutti i frigoriferi. Non dovrei far presente che non è una soluzione, che anzi il bilancio energetico peggiorerebbe, e che soprattutto si tratta di una misura ridicola?
Ora però ti tocca spiegare perché il disegno di legge sarebbe così stupido... io ho dato un'occhiata e non mi sembra che contenga nessuna sciocchezza paragonabile a quella del frigorifero aperto.
La stupidità si annida nei dettagli. Il testo usa come riferimento la definizione di antisemitismo dell'Alleanza internazionale per la memoria dell’Olocausto (da qui in poi IHRA).
Certo. Si tratta della definizione di antisemitismo più accreditata presso gli organi internazionali.
Si tratta anche di un testo tragicamente stupido.
Questo lo dici tu.
Lo dicono in tanti... ma oggi non ne citerò nessuno. Voglio farti leggere la definizione IHRA come se fosse un testo anonimo, misteriosamente inciso sulla pietra. Voglio dimostrarti che la stupidità è intrinseca al testo stesso: che può essere osservata e misurata da chiunque lo legga, senza bisogno di chiedere a esperti. È un testo scritto male, e ci sono solo due motivi per cui un testo può essere scritto male. Uno è la malafede.
L'altro è la stupidità?
Precisamente. Anche se spesso le due cause si intrecciano. Un eccesso di malafede può portarti a commettere qualche stupido errore. Anche un eccesso di stupidità può indurti a comportarti in malafede per cercare di occultarlo. Del resto non mi interessa appurare i motivi storici o ideologici per cui la dichiarazione IHRA è tanto stupida. Voglio semplicemente dimostrarti che lo è. È un insieme di frasi così mal congegnate che finisce per contraddirsi da solo. Leggi pure e vedrai.
Va bene, comincio a leggere... "Nello spirito della Dichiarazione di Stoccolma che afferma: “Con l’umanità ancora segnata da antisemitismo e xenofobia la comunità internazionale condivide una solenne responsabilità di combattere questi fenomeni dannosi” la commissione sull’antisemitismo e sulla negazione dell’Olocausto chiese alla Plenaria dell’IHRA, che si teneva a Budapest nel 2015, di adottare la seguente definizione operativa (di lavoro) di antisemitismo..."
Ecco, per esempio, di chi stiamo parlando?
Beh, c'è scritto: della comunità internazionale.
Rappresentata da chi?
Dalla commissione sull'antisemitismo e sulla negazione dell'Olocausto.
Nominata da chi?
Ma non lo so... ci sarà scritto da qualche parte.
Valeva la pena di scriverlo anche qui, non trovi? Almeno in una nota. Non c'è scritto.
Comunque si tratta di organi internazionali, probabilmente faranno capo all'ONU...
Non c'è scritto. Anche la "Plenaria dell'IHRA" sembra un po' spuntare dal nulla: da chi è composta? Da chi è nominata?
Avranno voluto eliminare i dettagli per brevità.
Va bene, andiamo avanti.
Hai notato? C'è scritto "non giuridicamente vincolante". E invece in parlamento la stanno usando per fare giurisprudenza. Renditi conto del paradosso. Ma ti rileggo questo passo incredibile. L'antisemitismo sarebbe "una certa percezione degli ebrei che può essere espressa come odio per gli ebrei". Sul serio. Nella definizione ufficiale c'è scritto così.
Ok, è senz'altro una traduzione infelice, ma...
"Vediamo l'inglese, suppongo che l'originale sia stato stilato in inglese. "Antisemitism is a certain perception of Jews, which may be expressed as hatred toward Jews". Chi è che si esprime così? Chi è che confonde "perception of" con "hatred toward"? Sono due concetti diversi. Si potrebbe al limite sostenere che un determinato tipo di percezione conduca all'odio...
...o che l'odio possa modificare la percezione.
Ok. Ma sono comunque due concetti diversi. Chiedi a uno psicologo, a un filosofo, a un antropologo. Se uno studente mi scrivesse una cosa del genere, sottolineerei e inserirei un grosso punto interrogativo, perché qui qualcuno non è riuscito a spiegarsi bene. Ma nota anche il seguito: le "Manifestazioni di antisemitismo" sono dirette verso gli ebrei e "i non ebrei". Cosa vuol dire? In che modo commetto antisemitismo se offendo un "non ebreo"?
Beh, metti che un tizio non ebreo venga scambiato per un ebreo, e molestato per questo motivo. Si tratterebbe comunque di una manifestazione di antisemitismo.
Ah, dici che intende questo?
Forse sì.
Forse sì. Diciamo che non è chiarissimo. Ma andiamo avanti.
"Per orientare l’operato dell’IHRA le seguenti spiegazioni possono servire come esempi:"
Spiegazioni che "servono come esempi"? Sul serio?
Dai, qui è soltanto tradotto male. In inglese stavolta fila, sono examples che servono da illustrations.
Ma perché è tradotto così male? Voglio dire, avevano tutto il tempo e le risorse per...
Stai deviando. Avevi promesso di concentrarti sul testo.
Vabbe' ma non è questo il punto. Sta definendo un atteggiamento complottista che indubbiamente esiste.
Ma non è questo il punto...
Posso dire che lo Stato di Israele ha potuto contare, in Italia, su una stampa compiacente? Lo posso fare o secondo l'IHRA è antisemitismo? E anche se fosse antisemitismo, diventerebbe una bugia? Sai qual è il vero problema qui?
Questo era un motivo. Ma ce n'era un altro, altrettanto importante: era un falso. Ti propongo un esperimento mentale. Immagina di essere James Bond e di scoprire che esiste un'associazione segreta che trama per conquistare il mondo.
Quanto fa ridere quel "per esempio"? Cioè la faccia tosta di scrivere "per esempio" quando è l'unico esempio che t'interessa, l'unica cosa che ti premeva scrivere in due paginette di concetti confusi. Sai quel vecchio proverbio: ogni accusa è una confessione.
Questa è una cosa a cui i sionisti tengono tantissimo; allo stesso tempo diventa difficile da spiegare appena esci dai confini fisici o mentali di Israele. Chi è che applica "due pesi e due misure nei confronti di Israele"? Quale altro Paese "democratico" ne occupa un altro da quasi ottant'anni con la complicità dei Paesi più ricchi dello schieramento occidentale? Quale altro Paese si definisce come la patria di tutti gli appartenenti a una comunità religiosa, indifferentemente dalla loro provenienza geografica? Quale altro Paese poteva cacciarsi nella trappola di Gaza e farla franca per tre anni? Ma soprattutto, hai notato che non si parla più di ebrei?
Anche qui, hai notato? Ormai non fa neanche più finta. Il problema non è usare "simboli e immagini dell'antisemitismo classico" per accusare gli ebrei, macché, cosa gliene frega degli ebrei. Il problema è usare gli stessi simboli per caratterizzare "Israele o gli israeliani". L'unica cosa che gli interessi. Ti viene in mente un'altra dichiarazione internazionale scritta in un modo altrettanto goffo?
PiErre, creativo, da qui non esci vivo
31-08-2026, 20:18Le Solite StronzePermalink(Parte IX dell'intervista alle Solite Stronze che ormai dura da un mese)
Prima di passare alla parte più infernale dell'album, un piccolo appunto: alla fine di Mi chiami solo quando hai dei problemi, quando prendi una telefonata, per un attimo, solo per un attimo, ho sentito l'influenza di Elio e le Storie Tese. Ci sono anche gli Elii nella vostra foto di famiglia?
Senz'altro. Dobbiamo tanto agli Elii, fanno parte della nostra educazione musicale.
Altroché. Ne approfitto per esprimere tutto il cordoglio possibile per la scomparsa di Rocco Tanica.
Ma non è affatto scomp...
Per noi lo è.
E vabbe'. Veniamo a Sangue sulle passerelle.
La mia preferita. L'intro, almeno. L'intro spacca. Quasi Doolittle. Il resto della canzone, vabbe'.
Un inno alla rivolta, se mai ne avete scritto uno...
Sì, era una cosa che volevamo fare da sempre, ma di solito l'autoironia ci fregava. E anche stavolta ho paura che ne sia rimasta troppa.
In effetti rimane il dubbio che anche la rivoluzione sia uno spettacolo come tanti, e che la passerella continuerà a mostrarne.
La Design Week, la Fashion Week, la Revolution Week.
"Non è un pranzo di gala... ma il menu è interessante".
Anche musicalmente, all'inizio sembra che debba spaccare tutto, ma poi...
E arriviamo ai due ultimi brani, che come avete detto prima sono in realtà i più antichi.
Sì. Credo in Dio è un pezzo di Azzolina che esisteva già prima delle Solite Stronze, ma funzionava bene come finale di questo album.
E Vieni in una grotta ha un testo che addirittura risale al 1750!
Ah sì?
Sì, è la Canzoncina a Gesù Bambino AKA Tu scendi dalle stelle di Sant'Alfonso Maria de' Liguori.
Ma pensa. Beh, onestamente per noi il testo era un po' un objet trouvé, cioè è abbastanza chiaro che assume un significato profondamente diverso.
Come vi è venuto in mente di comporre una canzone natalizia?
Oddio, non so quanto suoni natalizia... però è l'unico caso fin qui in cui siamo stati sollecitati dal mondo reale: un invito a partecipare alla playlist di Natale di Memoria Polaroid.
Un invito che ci ha fatto molto piacere, ma ci ha anche mandato nel panico. Le abbiamo provate tutte.
Jingle Bells, O Tannembaum, gli Wham... non funzionava nulla, era un periodo in cui non riuscivamo a concludere niente, finché a un certo punto è spuntato fuori questo tappeto sonoro postpunk di cui sono abbastanza soddisfatta.
Il testo è direi l'unico in cui si accenna – se ho capito bene – al tema della maternità.
Forse non hai capito bene.
Parlavi di un tappeto postpunk. Potrebbe essere questo il futuro delle Solite Stronze? Dopo il punk, il post...
Non credo, sinceramente, non è così automatico. E in generale, lo sai che non ci piace fare piani per il futuro.
Fuck the future. Tra l'altro, ci siamo sciolte.
Di nuovo?
Stavolta è diverso, l'anno scorso avevamo sciolto il gruppo, stavolta ci siamo sciolte proprio come individue, almeno io mi sento personalmente liquefatta.
Lady esagera, ma devo dire che due anni fa, quando pubblicammo il primo, c'era comunque un po' di euforia, ci sembrava di aver capito come funzionava il meccanismo e che avremmo avuto ancora tantissime cose da dire. Invece stavolta siamo esaurite, non so quando e se ci tornerà la voglia di mettere insieme delle canzoni.
Mi dispiace.
Bugiardo. E comunque, se succederà, saranno canzoni completamente diverse, cioè io in questo periodo ho solo in testa il drum'n'bass, se hai presente.
Quindi possiamo aspettarci un'evoluzione inaspettata.
Non sarà un'evoluzione, e non sarà inaspettata se puoi aspettartela.
Ah già.
Ti stai liquefacendo anche tu.
È il caldo. Passerà.
Forse. O più probabilmente no.
Primavera, Estate, Autunno, Inferno.
Lo trovate su Youtube.
È davvero bellissimo.
Ma piantala.
Chi ha paura del Woke One
25-08-2026, 18:29cattiva politica, governo Meloni, manifestaiolismi, omofobiePermalinkNell'estate italiana in cui i 40 centigradi diventano una temperatura accettabile, la benzina oltrepassa serenamente i due euro al litro, la difterite ricomincia a uccidere i bambini, no scusate, riformulo: la fobia dei vaccini uccide i bambini, il governo apre crisi diplomatiche a casaccio, il fronte orientale dà preoccupanti segni di cedimento e un nostro alleato sta conducendo un genocidio alla luce del sole... in questa estate italiana, chi avesse voglia di dare un'occhiata ai giornali, scoprirebbe che l'argomento più dibattuto è il "woke", anzi la fine del "woke". Una cosa di cui la maggior parte degli italiani non ha mai sentito parlare – e giustamente, visto che alla maggior parte degli italiani il woke non ha fatto nulla: li ha passati da parte a parte come una tempesta di irrilevantissimi neutrini. Chi poi i giornali li leggerà per questioni di studio, tra decenni e secoli, si immaginerà che il woke fosse davvero qualcosa che ci appassionava e ci divideva, come la questione trinitaria faceva incazzare i fornai e gli straccivendoli ai tempi di Gregorio di Nissa; ed è ormai a questo tipo di lettori rari e postumi che mi rivolgo: non perdete tempo. "Woke", nel 2026 in una delle regioni più dinamiche d'Italia, era ancora una parola che non usava nessuno. E i giornali? Appunto, anche quelli ormai non li leggeva nessuno. Quelli importanti, quelli nazionali, quelli che ancora si ponevano il problema di costruire consenso intorno a una proposta politica. Galleggiavano nel vuoto, in una bolla oserei dire, ma le bolle sono trasparenti; il che non si può dire delle crisalidi di sciocchezze che essi si sono fabbricati intorno, secernendo disinformazione e luoghi comuni. E soprattutto: le bolle scoppiano al primo insistere del vento, loro no: loro andranno avanti ancora per parecchio senza vedere né da dove vengono né da dove vanno. Chi li guarda dal basso almeno si fa un'idea di dove tiri la corrente.
Il vento porta verso un ridimensionamento della destra – lo dico sottovoce, perché magari è un anticiclone superpasseggero, che già a settembre si infrangerà contro perturbazioni più serie. Però a fine agosto le nuvole vanno da quella parte. In coscienza, non credo che nessun elettore di Trump o daa Meloni con un briciolo di buon senso possa dirsi contento di come stanno andando le cose, e questa osservazione (che forse sopravvaluta il buon senso) ha già stimolato delle reazioni percepibili. In Italia, per esempio, è stato già lanciata l'alternativa ancora più estrema: Vannacci, il paracadutista in parapensione. Di fronte a una mossa quasi obbligata (coprirsi a destra), la squadra avversaria si è lanciata nella solita manovra: occupare il centro. Funzionerà? Non funziona quasi mai, chiedete ad Annibale. Ma insomma è una cosa istintiva, non bisogna pensare a un regista, anzi all'esatto contrario: è proprio la solita manovra che succede quando lasci la cavalleria libera di fare un po' quello che vuole: vedono un buco al centro e lo occupano; alè alè, se è una trappola ci penseremo poi. Negli USA, durante questo riposizionamento la Ocasio-Cortez si è lasciata sfuggire in tv che "Woke One was crazy", dove per "Woke One" si intendevano richieste estremiste che in Italia non si sono mai sentite (definanziare la polizia...) "Woke One" era già un meme prima che lo impugnasse la Ocasio-Cortez, e se ci pensate presume l'esistenza di almeno un Woke Two, per cui tradurlo in italiano come "il Woke era una follia" è una forzatura. Che comunque serve a uno scopo.
In Italia il "Woke" è il nemico immaginario identificato dalla retorica superdestrorsa di Vannacci, un orco transessuale determinato a distruggere la civiltà italiana a colpi di schwa e bagni unisex. Chi rincorre Vannacci al centro ha facile gioco nel rispondere: è vero, il "woke" ha fatto dei danni (ma quali?), bisogna superarlo, morte al "woke". Si credono probabilmente molto astuti, nel cantare la canzone del nemico: credono di disattivarlo. La canta Giuseppe Conte, uno che col "woke" ha avuto pochissimo a che fare; e subito accorre in suo aiuto Matteo Renzi, inconsapevole di essere stato il governante più woke che l'Italia abbia avuto (l'unico che ha davvero puntato sui diritti civili mentre ignorava quelli sociali). Ma insomma alla fine la questione è tutta qui: una manovrina a tenaglia per provare a contendere a Elly Schlein il ruolo di leader dello schieramento di centrosinistra. Chi parla di "woke" in questi giorni sta collaborando (la Schlein se ne guarda bene). A qualche figura del demimonde mediatico non sarà sembrato vero approfittarne; la confessione di aver trascorso una fase "woke" estrema, e di essersi ravvedutә, può essere scambiata con qualche buono omaggio di visibilità che i giornali stampano ancora, anche se non te li accettano in nessun supermercato. Non vale nemmeno la pena di fare nomi e cognomi, salvo forse il più buffo: Anna Paola Concia, una politica che senza il "woke" avrebbe dovuto trovarsi un mestiere.
Comunque: non ci siamo già passati? Non abbiamo studiato il '68 su antologie di testi che irridevano, sfottevano, prendevano le distanze dagli eccessi del '68? Epperò nel '68 la società stava cambiando davvero, anche in provincia. Il "woke" italiano è un fantasma ricorrente nei sogni a occhi aperti di gente di destra; per lo più coincide con la sua parodia, salvo che è la parodia di qualcosa che quasi nessuno ha visto. Avete mai litigato con una persona per i suoi pronomi? Lo schwa su un documento vi ha creato dei problemi? Vostra figlia non è riuscita a qualificarsi alle semifinali di judo a causa di un transessuale nerboruto? Un'università ha desessuato i bagni, intendo un'università che si concedeva il lusso di averceli sessuati (la mia non li aveva)? Siete vittima del fuoco amico dei bot di destra, staccatevi un po' dal telefono. Se dare addosso a un nemico immaginario vi aiuterà a spostare qualche equilibrio, buon per voi: dopodiché dopodomani saremo ancora qui. Le donne continueranno a chiedere maggiore visibilità e più sicurezza; il loro ruolo nella società è sempre più importante e non sarà la scaramuccia estiva a cambiare le cose. Al prossimo femminicidio, si ricomincerà a parlare di femminicidio, e sono proprio curioso di vedere chi si opporrà perché ormai il "woke" è passato di moda. Le minoranze continueranno a chiedere più rappresentanza e più rispetto, all'accademia come al cinema – e il cinema continuerà a reagire con più prontezza dell'accademia, perché le minoranze comunque hanno soldi da spendere, e due minuti di Elena di Troia nera ti assicurano comunque polemiche e visibilità – se funzionava fino al mese scorso, non si vede perché non debba continuare. Nessuno è andato in piazza per lo schwà, l'unico danneggiamento causato in Italia dal metoo è che per qualche ora una statua di un giornalista in un parco è stata coperta di vernice lavabile, fanno molti più danni gli ultras di una squadra di serie C in trasferta. In piazza in questi anni la gente ci è andata per l'ambiente, coi Fridays for Future; per la Palestina, contro la guerra; contro determinati provvedimenti di un governo reazionario. E domani in piazza ci tornerà per la benzina a due euro e mezzo; per la siccità; contro le guerre che non vogliamo combattere e contro le guerre che qualcuno non vuole guardare. Contro un fascismo che procede impettito verso il vuoto, inventandosi obiettivi militari e annunciandone pomposo la sconfitta. Finché la realtà non presenterà il suo conto, che credo sarà terribile per tutti.
Mi chiami solo quando hai dei problemi
24-08-2026, 02:40Le Solite StronzePermalinkMi chiami solo quando hai dei problemi,
mi chiami solo quando sei nei guai.
Io sono già in allarme quando suoni
e vedo che il tuo nome è sul display.
A volte sono i tuoi colleghi scemi,
o hai un uomo e non ci scopi più perché
si scopre che sta avendo dei problemi
che ora vuoi discutere con me.
Mi chiami solo quando hai dei problemi
coi soldi, la salute, il mondo, o Dio,
mi chiami per parlare di problemi
che tu non puoi risolvere, né io.
A volte sei sconvolta: piangi e tremi;
ti dico: "Non è niente, passerà..."
Mi chiami per parlarmi dei problemi,
non vuoi mica da me la verità.
Quando mi chiami, a volte, ho dei problemi
– del resto chi non ne ha sempre di più? –
a volte ti direi dei miei problemi,
ma il guaio è che hai chiamato prima tu.
Mi chiami solo quando hai dei problemi,
non perché, ma tra di noi è così;
se sei felice, invece, non mi chiami
(chissà chi senti, in quei momenti lì).
Con me fai la sconvolta: piangi e tremi,
ringrazi, chiedi scusa e metti giù.
Io resto sola con i miei problemi
e adesso, se li conto, ne ho uno in più.
VII
Questo pezzo se non altro conferma una mia teoria... non so se ci tenete a sentirla...
Non ci teniamo.
Ve la dico lo stesso, insomma, il punk più che uno stile è una rimozione. Chi lo ha adottato, nella maggior parte dei casi, ha scientemente deciso di rimuovere parte della propria cultura musicale. Ha deciso che un sacco di cose che aveva pur sentito non gli piacevano, o al limite non gli dovevano piacere, e le ha rimosse.
È un'idea molto superficiale.
Infatti funziona soltanto per i primi anni, in certi casi per i primi mesi... dopodiché si assiste a un ritorno del rimosso. I Clash forse sono stati i primi a concepire il punk come un approccio per riassorbire qualsiasi altro stile, ma alla fine è successo un po' per tutti, e se fate caso alla carriera di qualsiasi artista o gruppo che è salito alla ribalta tra il 1977 e il 1988, potete notare a un certo punto una specie di passaggio dal bianco e nero ai colori. Nei primi dischi c'è sempre l'urgenza di trovare un sound unico, che si possa realizzare anche con pochi strumenti ma che sia inconfondibile e nuovo; dopodiché c'è una crisi, al termine della quale la tavolozza all'improvviso si riempie di colori, e accadono i ripescaggi più impensabili – Johnny Lydon canta il lago dei cigni, gli XTC diventano i nuovi Beatles...
Chi è Johnny L...
Senti, tutto questo è persino interessante, ma cosa c'entra con noialtre?
Forse sono succube delle mie stesse ipotesi, ma ho la sensazione che in questo album voi stiate già cominciando a fare i conti col vostro rimosso: c'è del reggae, della trap...
Avevamo detto di lasciar perdere il pezzo trap...
...ma la cosa credo più impensabile è il progressivo venire alla luce di un'anima blues. Cioè Mi chiami solo quando hai dei problemi è un blues rock. E non è neanche l'unico...
Se ti riferisci a Credo in Dio, che è basato su una progressione blues, credo che contraddica la tua ipotesi, visto che è in assoluto il pezzo più antico di tutto l'album. Esisteva ancora prima che le Solite Stronze prendessero forma (è stata la prima collaborazione tra me e Azzolina), lo siamo andati a riprendere perché funzionava bene come finale, ma non abbiamo sentito la necessità di dargli una veste nuova più in linea con la nostra produzione.
Anche perché con Azzolina io non voglio più averci a che fare.
Ma vedete che invece mi state dando ragione... in principio c'era un'idea blues, poi avete varato un progetto che non aveva niente a che fare col blues, ma il blues sta riaffiorando.
È più complicato di così, tieni conto che alcune nostre canzoni hanno avuto una gestazione lunghissima, ventennale, per esempio questa era in un taccuino dell'università che è stato trovato in un cassetto a più di un decennio di distanza.
Ecco perché "il tuo nome è sul display".
Sì, display in effetti è una parola che non usa più nessuno, ma ormai faceva rima.
Assonanza.
Non è né una rima né un'assonanza. Voi ci tenete a far presente che non andate d'accordo, e in particolare in questa parte dell'album vi si può sentire letteralmente litigare tra un pezzo e l'altro. Non sembrate molto inclini a esprimere un'idea di sorellanza.
No, in questo periodo no. Preferiamo essere sgradevoli e sgarbate. Ma spero che si capisca che è una cosa che avviene nel contesto di un album, è il risultato di vivere in una città, in una società che ci toglie il fiato, ci mette le une contro le altre.
È per questo che nella versione singola del brano avete tolto l'insulto finale?
Sì, se uno passa e ascolta solo il pezzo, può sembrare una cosa molto gratuita. Ha senso soltanto se ascolti il brano successivo.
Che si intitola...
Troia lo dici a tua madre. Il testo è mio.
Non avevo dubbi. Ed è rivolto...
A chi ci dà delle troie.
E alle loro madri.
E significa...
Sul serio te lo dobbiamo spiegare?
Significa che l'amore vince sempre sull'odio.
Sempre?
Guardati in giro, basta dare un'occhiata alle quotazioni. L'amore si compra, l'odio si regala.
Evidentemente l'offerta surclassa la domanda.
Non si è allargato solo l'orizzonte
20-08-2026, 15:20Le Solite StronzePermalinkConfesso che ci ho messo un po'
a capire il perché
chi abitava in città
rivolgendosi a me G U A R D A M I L A N O
diceva: A S C O L T A M I L A N O
A M M I R A M I L A N O
E S P L O R A M I L A N O
Così rispondevo: "Vabbe',
se è davvero così,
qualche cosa per me
troverò forse T O C C A M I L A N O
qui". A N N U S A M I L A N O
I N S P I R A M I L A N O
ED E S P I R A M I L A N O
Non è che avessi tutte 'ste pretese
– magari stare meglio che al paese –
volevo un po' allargare l'orizzonte,
ma forse ci ho sbattuto proprio in fronte.
Non è stato facile, sai,
in mezzo a questo viavai:
tutta gente che ti
spiega il mondo A M M I R A M I L A N O
così: E S P L O R A M I L A N O
A D O R A M I L A N O
O N O R A M I L A N O
E io in mezzo a questi ogni giorno
a girare qui intorno,
per due soldi e un parcheggio
e c'è chi sta A S S A G G I A M I L A N O
peggio. A S S A P O R A M I L A N O
D A I M A N G I A M I L A N O
D E G U S T A M I L A N O
Non è che avessi tutte 'ste pretese,
ma con l'affitto a novecento al mese
non si è allargato solo l'orizzonte,
non si è sbattuta solo la mia fronte.
Comunque ormai è andata, lo vedi:
infatti adesso, se chiedi,
sono io che rispondo
spiegandoti R I C O R D A M I L A N O
il mondo. D E C A N T A M I L A N O
C O M P R A M I L A N O
E R I V E N D I M I L A N O
Ma se frugherai dentro me
forse tu scoprirai
una voce che urla
in silenzio A B B A T T I M I L A N O
che D I S T R U G G I M I L A N O
D E V A S T A M I L A N O
A N N I E N T A M I L A N O
(Ancora)
A B B A T T I M I L A N O
D I S T R U G G I M I L A N O
D E V A S T A M I L A N O
A N N I E N T A M I L A N O
(Tutti insieme...)
VI
Ecco, una cosa che ancora non avevate provato era la canzone col doppio senso volgare.
Quale doppio senso?
Perché volgare?
Mi è venuto in mente che due anni fa, parlando di una canzone, ammettevate di essere fiere di avere composto una canzone dal significato molto volgare, senza usare nemmeno una parolaccia: ecco, immagino che vi consideriate fiere anche di questa...
Poteva venire meglio, però non fa cagare del tutto dai.
La seconda parte dell'album, comunque, è molto più scurrile della prima.
Del resto è il lato B. Ma riflette anche le stagioni dell'anno e della vita. È autunno, tempo di tornare in città, tornare al lavoro...
Oppure incendiare la città, distruggere il lavoro.
Ed entrambe le opzioni, mi sembra, rispondono a una pulsione...
...Anale, certo. Parliamo di una città animata da fuorisede sradicati che tagliando i ponti col paese credevano di fare una rivoluzione, almeno individuale...
Non c'è dubbio che l'abbiano presa in culo.
...ma indietro non si torna. Non resta che portare all'estremo le proprie pulsioni, allargare il proprio orizzonte fino a comprendere l'umanità intera, al limite autodistruggersi.
A proposito, immagino che non valga la pena chiedervi il senso della versione baby dance di Sesso coi coleotteri.
No, non vale la pena. Posso dirti di avere combattuto perché restasse un episodio di trenta secondi.
Al trentatreesimo avrei chiamato io il centododici, cioè che roba è, mi spaventa.
Chi si fotte dei fantasmi della notte
19-08-2026, 01:13Le Solite StronzePermalinkLe bionde trecce, gli occhi azzurri e poi
certe tue canottiere...
E l'innocenza e l'ignoranza in noi,
da calci nel sedere!
E la cantina buia dove noi
ci pestavamo a sangue,
e i miei assalti e l'eco dei tuoi "no!"
Scusa, ti ho fatto paura?
Dove sei stato cosa hai fatto mai...
una donna?
Ma sei sicura?
Ma che vuol dire "Sono una donna", ormai?
Ma quanti ormoni ti hanno dato, lo sai?
Che importa, tanto tu non me lo dirai...
(Purtroppo)
Ma ti ricordi l'erba verde, e noi
lontano dai sentieri.
Di che colore sono gli occhi tuoi?
Io te li faccio neri...
Dove sei stato cosa hai fatto mai,
una donna, donna dimmi
cosa vuol dire "sono una donna" ormai,
con che pronomi adesso ti chiamerai,
che importa? Tanto tu non me lo dirai,
purtroppo.
Le ombre dei fantasmi della notte,
le ombre dei fantasmi della notte,
io le prendo tutte a botte!
Chi si fotte dei fantasmi della notte!
Sono alberi e cespugli ancora in fiore,
sono gli occhi di una donna ancora pieni di?
O mare rosso giallo nero verde e rosa,
se sei una donna, allora io sono che cosa?
O mare giallo verde nero viola e ro,
tu sei una donna, io chi sono non lo so so.
Le ombre dei fantasmi della notte
(chi si fotte dei fantasmi della notte).
Scusa se ti ho dato troppe botte,
è colpa dei fantasmi della notte.
V
Immagino che Mogol non sarà contento.
Neanche noi siamo contente di Mogol.
Chi è Mogol?
Ecco, appunto, anche da un punto di vista anagrafico è curiosa questa vostra ossessione per i suoi testi.
Oddio, ossessione.
Penso ad esempio a Sta' zitto quando parli, nel primo album, che era una rilettura dei Giardini di marzo immaginata dalla parte della ragazza.
Una ragazza che si sta scocciando perché il tizio continua a parlare dell'universo dentro di lui invece di passare all'azione.
Ma sono canzoni dei primi anni settanta, voglio dire, sono passati cinquant'anni. È ancora necessario prenderle in giro?
Niente è necessario.
Cioè io da un punto di vista storico posso capire questa ruggine tra punk e cantautorato. E magari trent'anni fa prendersela con i cantautori poteva servire a rimarcare la differenza, a segnare i confini tra una generazione e l'altra, ma ormai è successo due generazioni fa! Per cui paradossalmente è proprio questo il pezzo che vi fa sembrare più datate di quanto non...
Datate? Ma di' pure vecchie.
Vecchie di merda.
Che in effetti è un altro tema che emerge in questa zona dell'album, ad esempio in un brano come Ho fatto sesso.
Beh adesso non esageriamo. Cioè non siamo così vecchie.Abbiamo anche fatto un pezzo trap.
Lasciamo perdere il pezzo trap. Mogol effettivamente è un feticcio molto più vecchio di noi. Ma resta un feticcio. Uno dei motivi per cui i suoi testi rimangono impressi nella memoria collettiva, anche a generazioni di distanza, è la loro demenzialità. Cioè parliamo di un paroliere veramente senza vergogna, che pur di mettere un po' di sillabe qualsiasi su qualsiasi musica è riuscito a ideare dei giri di parole che ancora oggi danno il capogiro per quanto sono folli.
...mentre in altri casi è di una volgarità allucinante, che ci sorprende ancora oggi. Cioè pensa alla Canzone del sole originale, pensa a questa tizia che torna in campagna dopo essere stata in città, e si aspetta di divertirsi un po' nel fienile col cugino, ma questo si fa una serie di pare, quante braccia ti hanno stretto tu lo sai per diventar quel che sei, una cosa da prenderlo a sberle. Mogol è osceno.
Ed è demenziale.
E quindi...
E quindi in un certo senso è il nostro padre.
Anche se è difficile definirlo punk.
Non lo so. Quando scrive: Tu non sei molto bella e neanche intelligente, ma non t'importa niente perché tu non lo sai, ecco, secondo me siamo ai bordi del punk.
Anche tu ami tanto le banane?
Sono testi molto sessisti, non ve lo devo spiegare io.
No, davvero, non ce lo devi spiegare tu. Ma alla fine se ci pensi l'uomo ci fa sempre una brutta figura, anche se lo stesso Mogol magari non se ne rendeva conto (Battisti invece secondo me sì, cantando se ne rendeva conto). È un sessismo talmente osceno che diventa autoparodico anche contro le sue intenzioni. Lo possiamo sfoggiare come i Sex Pistols sfoggiavano le svastiche.
Va bene, insomma, se ho capito il senso della canzone: ci sono due vecchi amici che da giovani passavano il tempo a menarsi. Si incontrano dopo tanto tempo e uno dei due (quello che di solito le prendeva) ha cambiato sesso.
Ha scoperto di essere di sesso femminile.
Questa cosa provoca una violenta crisi di identità nell'amico.
Che potrebbe anche essere un'amica. Cioè non lo sa di che sesso ha, lo ha sempre dato per scontato ma alla fine comincia a porsi la domanda.
E tutto questo è raccontato con storpiature di versi della Canzone del sole.
Più o meno.
E questa è la civiltà
17-08-2026, 00:34Le Solite StronzePermalinkTutti quanti fanno pietà,
e questa è la verità,
ti prego credimi, è naturale.
Tu ce l'hai con la società,
ti credi inutile, ma
nessuno è utile, in generale.
Se ti guardi attorno con attenzione,
troverai simpatiche più persone, ma
tutte quante fanno pietà,
non è un mistero: si sa,
tu mi puoi credere o no, ma è uguale.
Tutti quanti fanno pietà:
lo lessi tanti anni fa
in prima pagina sull'agenda
che sfogliava sempre papà,
e questa è la civiltà:
farsi pietà tutti un po' a vicenda.
Certo che sarebbe un mondo più bello
se tu amassi ognuno come un fratello, ma
tuo fratello è il primo che fa
decisamente pietà,
e ti fregava anche la merenda.
Tutti quanti fanno pietà:
lo disse Socrate, ma
non si può dire che fu un successo.
Tutti, proprio tutti, e chissà
se te ne faccio, si ma
tienine un poco anche per te stesso...
Tutti quanti fanno pietà,
e questa è la verità
sì questo è il mondo in cui sei immerso.
Tutti, proprio tutti e si sa,
per cui ora dimmi chissà
perché credevi di esser diverso.
Certo che puoi amare qualcuno, e tanto:
se sei fortunato ora ti sta accanto
e ti sta dicendo: "Ma va'!
Questa canzone mi fa
decisamente pietà,
la cambi?"
IV
Poi c'è Tutti quanti fanno pietà, che mi ricorda un po' gli Sparks.
I chi?
Quell'ironia un po' sentenziosa, un pessimismo ben argomentato che fin qui non era nelle vostre corde...
A me sembra piuttosto qualunquismo e non nego che mi dia un po' fastidio, ma alla fine è un pezzo divertente, dai.
Ricordo che prima dicevate che avete cercato di tornare al punk ultimamente, ecco, questo ha l'aria di un ritorno: è un pezzo che vuole essere energico, vuole essere urlato, ma non ha più la spontaneità casinara di due anni fa, è molto più formulaico, se mi passate il termine...
Il correttore automatico non te lo passerà.
Allora diciamo che più aderente a una formula di punk un po' astratta, fuori dal tempo, mentre in certi vostri vecchi pezzi erano esplosioni di cose che non potevano stare assieme e proprio per questo conflagravano.
È terribile, abbiamo già i "vecchi pezzi". Comunque sì, qui c'è strofa ritornello, strofa ritornello, stiamo diventando prevedibili.
Lo sai perché si approfittano di te?
15-08-2026, 00:28Le Solite StronzePermalink
III
(Sto sempre intervistando le Solite Stronze a proposito del loro secondo deludente album)
Visto che abbiamo cominciato a parlare dei singoli brani, vorrei tornare indietro e ricominciare dalla prima vera canzone dell'album, Zero autostima, che era già uscita come singolo su Bandcamp più di un anno fa...
Sì, l'avevamo messa fuori per l'otto marzo.
E quindi sull'album rappresenta la primavera.
Beh tecnicamente l'otto marzo è ancora inverno, ma ok.
Un anno fa si chiamava Ribellati è un ordine, ma immagino che il cambiamento di titolo non sia soltanto un tentativo di rivendere la stessa canzone due volte...
...agli stessi due utenti, beh, se succede pazienza. Comunque sì, è la stessa canzone, forse abbiamo aggiunto tre colpi di batteria che ci mancavano.
È anche il brano che assomiglia di più al vostro primo album, soprattutto a una certa vena rageagainsthemachiniana che veniva fuori verso la fine, per cui mi viene il sospetto che le canzoni di questo album seguano anche una vaga traccia cronologica, magari anche stilistica, dal punk verso altri generi...
Sì e no, perché le canzoni in assoluto più antiche sono quelle alla fine. Però sì, c'era una certa urgenza punkrock che in questi due anni si è un po' stemperata. Tanto che a un certo punto abbiamo anche provato a reagire, a tornare un po' sui binari, ma non credo che ci siamo riusciti. A riprova che guardarsi indietro è sempre un errore. Zero Autostima è una fotografia di come eravamo a inizio 2025, e per quel che ne sapevamo allora poteva anche essere l'ultimo atto di vita delle Solite Stronze.
Sarebbe stato un finale appropriato.
È un brano programmaticamente ambiguo – il che del resto si può dire di buona parte della vostra produzione.
Ah sì?
Al punto che mi sono domandato se chi lo ha scritto conosceva il concetto di doppio legame elaborato nel dopoguerra dalla scuola di Palo Alto.
Beh, immagino di sì, comunque ora chiedo: Lady Tourette, conosci il concetto di doppio legame elaborato dalla scuola di Palo Alto?
Come no, ci passo le notti con la scuola di Palo Alto.
Si tratta di una teoria che all'inizio cercava di definire il comportamento schizofrenico in un'ottica comportamentale... l'ipotesi è che i pazienti schizofrenici avessero dovuto interagire, nell'infanzia, con genitori o educatori, o comunque figure autoritarie che veicolavano messaggi internamente contraddittori. L'esempio da barzelletta è il carabiniere che dice al sottoposto: "Vieni qui, va là", al che il sottoposto si blocca immobile... però anche l'esperto di comunicazione che ti ordina "Sii spontaneo" ti sta bloccando con una comunicazione a doppio legame.
Tipo il Dio degli ebrei quando dice Ricordati di dimenticare Amalek.
Avrei preferito un altro esempio, ma sì.
Quindi il sionismo sarebbe tipo una psicopatologia di massa... Guarda, non voglio negarlo, è un'idea interessante.
Grazie.
Solo non ho ben chiaro cosa cazzo c'entri con la nostra canzone.
Beh mi sembra un esempio da manuale: la voce cantante non fa che rimproverare l'ascoltatrice di essere troppo remissiva, troppo passiva... a un certo punto le ordina letteralmente di ribellarsi...
Sì, e secondo te la ribellione avviene o no?
A sentire chi canta no, non avviene...
Quindi è avvenuta! L'ascoltatrice si è ribellata all'ordine di ribellarsi. È un inno alla passività aggressiva.
Come devo interpretare il fatto che insistiate a collegarla alla Giornata dei diritti della donna?
Come ti pare – per esempio potrebbe venirti in mente che una certa retorica dell'empowerment femminile può ottenere il risultato contrario, può intimidire chi in questa retorica non può riconoscersi, per tantissimi motivi.
È in effetti un'idea che potrebbe venirmi in mente...
...ma deve venirti in mente in modo spontaneo, non posso imbeccarti io, ci devi arrivare da solo.
E non è detto che tu ce la faccia mai.
(Deficiente).
Tutti quanti fanno fake
14-08-2026, 00:50Le Solite StronzePermalink(Sto discutendo da ieri con le Solite Stronze del loro nuovo album, Primavera Estate Autunno Inferno che è indubbiamente stato realizzato con l'Intelligenza Artificiale).
Ma perché non vorreste ammettere che adoperate l'IA? In fondo ormai è una cosa normale, no?
Appunto, forse è troppo normale.
Se posso permettermi: vergognarsi dei propri procedimenti, del proprio modo di essere, non è molto punk.
Non è una questione di vergogna, anche se poi io personalmente un po' mi vergogno. Credo che i motivi per cui non amiamo troppo fare coming out sono inversi rispetto a due anni fa. A quel tempo usare l'IA era tutto sommato avanguardia. Se vai a dare un'occhiata, noi siamo veramente parte della prima ondata internazionale di IA music – di sicuro tra i primissimi in Italia. Dunque all'inizio fingere di non essere IA faceva parte del gioco. C'era un tipo di choc che cercavamo, nell'ascoltatore, che derivava proprio da questo. Dopodiché...
Nel giro di un'estate, internet si è riempita di musica fake.
Ecco. E questo ci ha anche un po' tolto la voglia di continuare, probabilmente.
A me no.
Tu non fai testo. Oggi che la musica fake è dovunque, noi comunque ci terremmo a mantenere le distanze, perché comunque non siamo quel tipo di fake. Non siamo musica da ascensore, da presentazione. Non siamo qui per riempire il silenzio di note rassicuranti, se capisci cosa intendo.
Siete qui per disturbare.
Il più possibile.
Ma devo dire che già due anni fa il vostro approccio alla IA era più consapevole della media... mentre in questo nuovo album date l'impressione di giocare con l'idea, a volte sembrate applicare apposta dei prompt sbagliati...
In che senso?
Già il titolo, per esempio, sembra una svista, un glitch: il fatto che dopo l'Autunno venga l'Inferno e non l'inverno. Oppure le Quattro Stagioni che diventano le Quattro Stagiste... c'è tutta un'estetica del refuso, magari inconsapevole...
Sai che non ho la minima idea di cosa cazzo tu stia dicendo.
...Evidentemente inconsapevole. E poi ad esempio c'è un pezzo come Manspleiner.
Ah sì, quello è un'altra delle idee strambe di Rosa.
Come succedeva già in alcune canzoni del primo album, all'inizio siamo portati a credere che la protagonista della canzone sia succube di un uomo prevaricatore: poi, strofa dopo strofa, ci rendiamo conto che la situazione è diversa.
Sì, però stavolta ci ha messo veramente troppe strofe. Comunque Rosa stava immaginando come avrebbe funzionato un'IA fatta apposta per i manspleiner: una specie di Chatgpt al contrario, che invece di rispondere a tutte le tue domande, ascolta tutte le tue risposte e le trova geniali. Un'idea geniale effettivamente, forse invece di scriverci una canzone doveva brevettarla.
Primavera, Estate, Autunno, Inferno
12-08-2026, 23:45Le Solite StronzePermalinkÈ ancora una notizia, se non interessa a nessuno? Domanda interessante, comunque l'eventuale notizia è che le Solite Stronze sono tornate. Il combo punk postmaschilista che sembrava essersi finalmente sciolto un anno fa – tra i sospiri di sollievo di ogni amante del decoro e della buona musica – è ricomparso all'improvviso su Youtube con un video rudimentale di mezz'ora, Primavera Estate Autunno Inferno, definito "il secondo deludente album delle Solite Stronze". E così rieccoci, due anni dopo, sempre in compagnia di Lady Tourette (in rosso) e Pussy Via (in viola), a parlare dell'evoluzione di un gruppo che non dovrebbe nemmeno esistere.
Non credo si possa parlare di evoluzione. Ci siamo ritrovate dopo un po' e i pezzi c'erano. Non sono più "evoluti" dei precedenti, anzi non escludo che il nuovo album sia peggiore del primo...
...Mi sembra improbabile.
Ah Ah Ah, hai fatto la battuta. Comunque i pezzi c'erano, e così li abbiamo messi assieme. In effetti, sono i pezzi a fare l'insieme. Noi invece come collettivo continuiamo a far desiderare, io ad esempio con Azzolina non ci parlo da due anni.
Eppure siete ancora voi cinque.
Le Solite Stronze, letteralmente.
Però vedo che avete anche delle stagiste.
Beh sì, quella delle stagiste è più una gag che è una situazione reale. Cioè si tratta di persone che a vario titolo hanno lavorato ad alcune canzoni. In certi casi la collaborazione è stata determinante, ad esempio Cazzi è un pezzo di Svaporella, la canta lei, nessun'altra avrebbe voluto cantarla.
Ma neanche ascoltarla.
È una specie di pezzo trap?
Mah, diciamo che ci prova.
O forse è la parodia di un pezzo trap.
Speriamo.
E poi le stagiste hanno curato l'introduzione, a quanto pare.
Beh sì, lo hanno fatto loro quel casino inascoltabile.
Vedo che anche qualcuna di voi ha delle perplessità nei confronti del brano introduttivo.
Nessuna perplessità, sono due minuti del cazzo che rovinano il disco.
Come mai, malgrado queste obiezioni, avete deciso di fare uscire il disco con un'introduzione così, diciamo poco allettante.
Non chiederci una spiegazione razionale. Probabilmente è stato il solito gesto punk, tipo sputare nelle orecchie degli ascoltatori prima di cominciare l'esibizione.
Forse un modo di selezionare i vostri ascoltatori? Voglio dire, dopo due minuti così, se uno resta in ascolto, dev'essere veramente determinato ad ascoltarvi.
Ecco, una cosa del genere.
L'introduzione contiene anche una serie di anticipazioni dei brani successivi, che mi lascia pensare che anche questo album, come il precedente, sia concepito come un insieme organico.
Che sia organico non c'è dubbio...
Anzi facciamo un appello, non buttatelo nell'indifferenziato o nella plastica, il nostro album è decisamente organico.
È per questo che avete scelto di pubblicarlo su Youtube, dov'era possibile postarlo tutto intero, e non su Bandcamp, come l'album precedente?
Beh, è uno dei motivi.
Un altro motivo potrebbe essere che Bandcamp non accetta più le canzoni prodotte con l'Intelligenza Artificiale?
Non credo sia il momento di discuterne.
Va bene, ne discutiamo un altra sera.


