"Giovedì Bianco" negli aeroporti italiani per ricordare il genocidio
22/08/2026Global ProjectUn “muro di coscienza” attorno a cinque aeroporti italiani. Un muro permeabile, radicalmente diverso dai sanguinosi muri di esclusione alzati dalla Fortezza Europa. Un muro fatto di persone che hanno come unico obiettivo quello di ricordare ai passeggeri in arrivo da Tel Aviv che a Gaza si sta compiendo un genocidio. Un genocidio di cui i nostri Governi sono complici. L’iniziativa chiamata “Giovedì bianco” ha coinvolto, in questa prima uscita svoltasi ieri, giovedì 20 agosto, gli aeroporti Catullo di Verona Villafranca e di Cagliari nella mattinata, di Milano Linate e di Roma Fiumicino nel pomeriggio, per concludersi al Marco Polo di Venezia in serata.
Spiega Maria Elisabetta Pini, attivista per la Palestina di Cagliari, dove è nata la mobilitazione: “Giovedì Bianco non è una sigla o una realtà associativa ma uno semplice strumento. In Palestina si sta compiendo un genocidio e anche l’indifferenza è una sorta di complicità. Nei nostri aeroporti, dai voli diretti con Israele sbarcano militari dell’IDF in decompressione, turisti israeliani e altri viaggiatori provenienti da quel Paese. Noi vogliamo soltanto ricordare loro quanto accade nel Paese da dove vengono distribuendo volantini informartivi e sventolando la bandiera della Palestina e denunciano le complicità del nostro Governo che continua a mantenere rapporti di collaborazione anche militare col Governo israeliano”.
In tutti i cinque aeroporti, l’azione di Giovedì Bianco si è svolta con lo stesso schema. Una trentina tra attiviste e attivisti - numero massimo concesso per le iniziative dentro gli spazi aeroportuali - si sono sistemati in fila nella sala degli Arrivi circondano le uscite e distribuendo volantini ai passeggeri in uscita, con cartelli e bandiere gridando il consueto “Free free Palestine”.
Come hanno reagito i passeggeri? “Ci sono stati gli immancabili ‘fuck’ e qualche dito medio alzato e noi ovviamente ci siamo guardati bene dal rispondere - racconta Anna Holme di Verona per la Palestina, che ha coordinato la prima iniziativa della mattinata, quella all’aeroporto Catullo - ma in tanti altri ci hanno ringraziato e sorriso. Anche le hostess ci hanno abbracciato. Replicheremo in altri giovedì”.
Musica e canti a Cagliari, alla cui iniziativa ha partecipato anche il celebre pianista e compositore australiano Peter Waters. L’artista si è seduto al piano dell’aeroporto e ha suonato canzoni di pace, accompagnato dai cori di attiviste e attivisti e di numerosi passeggeri in transito che non si aspettavano una tale performance.
A Milano, l’azione si è svolta a Linate. “Un muro di coscienza che non disturba il traffico, non ostacola il flusso dei viaggiatori ma intercetta l’indifferenza con l’augurio di riuscire a disinnescarla - descrive Sara Borrello. Un muro fatto da persone pacifiche, disarmate, e da bandiere della Palestina, per denunciare la complicità con il genocidio e l’ipocrisia delle nostre istituzioni che lasciano atterrare nei nostri aeroporti aerei carichi di soldati dell’IDF in cerca di decompressione dopo le loro overdose di morti e di violenza”.
A Roma, un grande striscione con la scritta “Sionists are not welcome” e gran sventolio di bandiere organizzato dalle Libere Cittadine per la Palestina, le stesse che sin dall’inizio dell’invasione israeliana tangono un presidio fisso davanti Montecitorio.
Ultima Venezia dove attiviste e attivisti hanno atteso l’aereo proveniente da Tel Aviv atterrato in tarda serata. “Non possiamo restare a guardare passivamente mentre a Gaza prosegue quello che anche l'ONU definisce un genocidio e in Cisgiordania si inasprisce la pulizia etnica - ha dichiarato Rachele Voltolina della Global Sumud Flotilla. La nostra azione non è rivolta contro i singoli viaggiatori in quanto tali. Il nostro bersaglio sono le scelte del governo italiano al quale chiediamo di sospendere le rotte aeree dirette con Israele e gli accordi commerciali che sostengono l’economia sionista”.

