In questa pagina ho riportato gli ultimi articoli che ho scritto per il quotidiano ambientalista Terra, il settimanale Carta, Manifesto, per siti come Global Project, FrontiereNews o siti di associazioni come In Comune con Bettin e altro ancora.

"Non c’è posto a scuola per i bambini stranieri" ESCLUSI DALLE ELEMENTARI Le lettere ai genitori: «La sua domanda di iscrizione è stata cancellata»

«Gentile signore, la richiesta di iscrizione per l’alunno è stata presa in carico, la conferma di accettazione è tuttavia alla formazione di una nuova classe. (classe che non si farà)». Così, refusi di scrittura compresi, si è visto rispondere un genitore alla sua domanda di iscrizione del figlio alla scuola elementare Bernagozzi di Portomaggiore, Ferrara. Con altri genitori la dirigenza scolastica è stata ancora più laconica: «La sua domanda di iscrizione di sua figlia è stata cancellata. Distinti saluti. Si prega di non rispondere a questo indirizzo mail».

Nessuna spiegazione, nessuna presa in carico del problema, nessuna informazione su una eventuale graduatoria, nessuna proposta alternativa su dove e come far frequentare la scuola ai bambini. E stiamo parlando della scuola dell’obbligo. Scuola che almeno undici bambini di Portomaggiore non hanno potuto frequentare perdendo così l’intero anno scolastico. Tanti perlomeno sono i casi di esclusione accertati dalla locale associazione PortAmico, ma probabilmente sono molte di più le bambine ed i bambini del Comune ferrarese che non hanno frequentato e che non frequenteranno la scuola perché «non c’è posto. Cordiali saluti».
Bambine e bambini che – fatalità – sono tutti figli di migranti nuovi arrivati. Nell’unico caso documentato in cui l’esclusione dalla scuola è stata motivata, la dirigenza ha spiegato che «l’iscrizione non è stata fatta in quanto i bimbi non hanno ancora il permesso di soggiorno». Una decisione che fa a pugni col Testo Unico sull’immigrazione che sancisce, all’articolo 38, che i minori stranieri presenti sul territorio nazionale sono soggetti all’obbligo scolastico e hanno diritto all’istruzione indipendentemente dalla regolarità del soggiorno.
La scuola non è solo un diritto del minore ma anche un obbligo per i suoi genitori che rischiano sanzioni penali. E puntualmente, le famiglie alle quali all’inizio delle scorso anno scolastico è stata rifiutata l’iscrizione dei figli, si sono viste recapitare una notifica dal Comune con oggetto «Elusione obbligo di istruzione» che ammonisce i genitori a «ottemperare all’adempimento di legge… pena la reclusione fino a due anni».
Portomaggiore è uno dei Comuni italiani con più alta percentuale di lavoratori stranieri provenienti per lo più dal Pakistan. La situazione, che si è riflessa nelle classi dove i figli dei migranti superano quelli degli italiani, ha sollevato malumori e proteste da parte di molti genitori.
«La risposta della scuola non può comunque essere quella di chiudere le porte a chi porta un cognome straniero. Come possiamo altrimenti parlare di integrazione? – chiede Grazia Satta Ladu di PortAmico – È proprio dall’istruzione aperta e da una scuola inclusiva che possiamo sperare di costruire una società fondata sul rispetto dei diritti. Chiediamo un rapido intervento delle istituzioni competenti affinché vengano accertati i fatti, chiarite eventuali responsabilità e adottate tutte le misure necessarie per evitare che anche nel prossimo anno scolastico si ripetano episodi analoghi come già ci stanno segnalando».
A tale proposito, la capogruppo alla Camera di Avs, Luana Zanella, ha inoltrato una interrogazione al ministro dell’Istruzione chiedendo l’invio di una formale ispezione per accertare i fatti ed assicurarsi che analoghi episodi non possano ripetersi. Rispondere a un bambino che vuole andare a scuola: «Non c’è posto. Distinti saluti» è semplicemente inammissibile.
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