In questa pagina ho riportato gli ultimi articoli che ho scritto per il quotidiano ambientalista Terra, il settimanale Carta, Manifesto, per siti come Global Project, FrontiereNews o siti di associazioni come In Comune con Bettin e altro ancora.
Venezia, la Rai vende Palazzo Labia: destinazione d’uso anche turistica
1/05/2026Il ManifestoLa Rai vende i gioielli di famiglia e, tra questi, c’è uno degli edifici storici più belli d’Italia: il settecentesco Palazzo Labia che si specchia con la sua pietra d’Istria sul Canal Grande di Venezia e che contiene uno straordinario ciclo di affreschi di Giambattista Tiepolo. Il palazzo ospita la sede Rai del Veneto, nel cuore di Cannaregio, a due passi dalla stazione di Santa Lucia, accanto all’omonima chiesa.
Non è la prima volta che la Rai tenta di sbarazzarsi dell’immobile per fare cassa, spostando la sede regionale in terraferma. La delibera del consiglio di amministrazione che dà il via libera alla vendita risale al luglio del 2022. Con Palazzo Labia a essere messi sul mercato dalla Rai ci sono altri storici edifici, 15 per l’esattezza, tra cui, per citare quelli di maggior pregio, il Teatro delle Vittorie a Roma, il palazzo della Radio di via Verdi a Torino e altre sedi e teatri di posa situati in altre città italiane come Firenze, Genova, Milano e Cagliari.Quando fu firmata la delibera, i giornalisti delle sedi regionali si mobilitarono al grido di «non si vendono i gioielli di famiglia». In seguito la delibera cadde nell’oblio uscendo dalle pagine di cronaca, pure se avrebbe meritato una maggior attenzione da parte delle istituzioni, coinvolgendo almeno le soprintendenze e il ministero della Cultura cui spetta il diritto di prelazione.
Le riservatissime trattative per gli immobili sono tutt’ora in corso e ci è voluto un video di Fiorello, in cui il popolare conduttore denuncia la svendita del Teatro delle Vittorie, per aprire il dibattito pubblico. Un patrimonio storico, artistico e culturale di cui Palazzo Labia è un esempio rappresentativo.
Eppure la Rai lo ha messo in vendita con un prezzo di partenza di 60 milioni e con una destinazione d’uso aperta tra uffici di rappresentanza, residenzialità e ricettività. Il rischio è che lo storico palazzo possa trasformarsi nella casa di vacanza del milionario di turno oppure nell’ennesimo hotel a cinque stelle.
Certo, chi lo acquista dovrebbe comunque garantire la conservazione degli affreschi e dei preziosi arredi d’epoca ma la gestione di queste opere rimarrebbe comunque a mera discrezione dell’acquirente. In laguna, la questione del destino di Palazzo Labia è entrata a piedi uniti nell’accesa campagna elettorale che si concluderà il 24 maggio con l’elezione del nuovo sindaco.
Entrambi i due principali contendenti alla carica, Simone Venturini per il centrodestra e Andrea Martella per il centrosinistra, hanno espresso ferma contrarietà alla vendita. «Non consentiremo operazioni speculative e difenderemo il lavoro e la professionalità dei giornalisti Rai» ha dichiarato Venturini. Dal canto suo Martella ha spiegato che, se Palazzo Labia fosse alienato, «la città perderebbe, oltre che un prezioso edificio storico, anche la strategica funzione di ospitare la sede della Rai regionale e un presidio di produzione culturale, informazione, lavoro qualificato e identità cittadina».
Dopo le proteste, il governo sta cercando di intervenire. Il ministro Giuli ha contattato la presidente della Vigilanza Rai, Barbara Floridia: nel colloquio ha condiviso la necessità di preservare la dimensione pubblica di pezzi importanti del patrimonio immobiliare della Rai a rischio di dismissione, tra cui il Teatro delle Vittorie.

