Riprendiamoci la notte. La passeggiata dei ragazzi che aiutano chi è finito ai margini
9/03/2026La Voce di VeneziaLe ragazze e i ragazzi cominciano ad arrivare verso le sette di sera. Sono una trentina in tutto. Ridono e scherzano attorno ad un tavolo dove qualcuno, arrivato un po’ prima, ha preparato un piatto caldo rigorosamente vegano. Tre giovani mescolano un pentolone caldo da cui si leva l’aroma di un té abbondantemente zuccherato e lo travasano con attenzione nei termos. Altre riempiono i portabagagli delle auto con coperte, scarpe, abiti invernali, scatole di biscotti e merendine, fazzoletti, assorbenti.
Venezia, il welfare dal basso di «Riprendiamoci la notte»
25/02/2026Il ManifestoVENEZIA DIRITTI Dopo undici anni di politiche securitarie che hanno solo reso le strade più insicure, ogni mercoledì attivisti e cittadini si fanno carico delle persone in condizione di disagio
Undici anni di politiche sociali basate sull’idea che una città “sicura” si costruisce solo attraverso controlli di polizia, repressione del disagio, allontanamenti degli indesiderati, divieti e proibizioni. Undici anni, tanto sono durate le due amministrazioni del sindaco “fucsia” Luigi Brugano, anni di “sicurezza armata”, in cui sono state sistematicamente smantellate tutte le strutture di welfare e di riduzione del danno per fare spazio all’assunzione di vigili armati di pistole e taser. Vigili impreparati al dialogo ma «capaci di correre dietro ai nigeriani», come ebbe a dichiarare lo stesso primo cittadino.
Undici anni i cui risultati sono sotto gli occhi di tutti. Oggi Mestre è diventata uno dei crocevia più importanti della regione per il traffico di droga e per certe strade, di notte, è consigliabile tenersi lontani. Le cronache dei giornali locali riportano quotidianamente episodi di furti, degrado e violenza di cui sono vittime soprattutto i residenti. Centri sociali come il Loco, che costituivano un presidio del territorio, sono stati sgomberati con la scusa di «combattere il degrado» e lasciare il posto a esercizi commerciali di lusso. Esercizi che sono falliti uno dietro l’altra col risultato di abbandonare altri spazi allo spaccio e alla paura.
Venezia, il Mose fa felice i commercianti ma trasforma la laguna in uno stagno
16/02/2026Il ManifestoL’acqua alta non dà tregua a Venezia. Da più di due settimane, ininterrottamente, le paratoie del Mose non fanno altro che alzarsi e abbassarsi per fermare l’ingresso delle maree in laguna. I cellulare dei residenti sono un continuo trillare a tutte le ore per gli sms del Centro Maree: «Programmata l’attivazione del sistema Mose alle ore… Seguire gli aggiornamenti». Dal 27 gennaio a oggi, sono state contate 21 chiusure. Più di una al giorno. Non era mai successo prima. Quella che era la laguna dei Dogi è stata trasformata in uno stagno. In città è guerra aperta tra i lavoratori del porto, che rischia la chiusura delle attività per l’impossibilità di far transitare le navi, e gli operatori del turismo che, soprattutto in questi giorni di Carnevale, pretendono le calli sempre asciutte.
Olimpiadi Milano-Cortina, addetto alla vigilanza morto nel gelo
11/01/2026Il ManifestoLAVORO Un uomo di 55 anni è deceduto mentre svolgeva servizio di vigilanza allo Stadio del ghiaccio di Cortina d'Ampezzo
Morire sul luogo di lavoro, morire di freddo. Morire a soli 55 anni in una gelida garitta di sorveglianza, davanti ai cantieri dei giochi olimpici. Pietro Zantonini era nato a Brindisi ma da qualche mese si era trasferito con la moglie nel Veneto alla ricerca di una occupazione stabile. Non c’era riuscito e, come tanti altri, per vivere si barcamenava nel precariato. La sua ultima occupazione era fare la vigilanza notturna nel cantiere dello stadio del ghiaccio di Cortina d’Ampezzo in vista delle Olimpiadi invernali. La notte di giovedì 8 gennaio il termometro è sceso a meno 11 gradi.
Trump contro il pianeta. Gli Usa silurano la lotta globale alla crisi climatica
8/01/2026EcoMagazineDonald Trump ce ne ha regalata un’altra delle sue. Il suo personalissimo modo di augurare un “prospero anno” nuovo al pianeta Terra, è stato quello di ritirare gli Stati Uniti da 66 tra organizzazioni internazionali, trattati e organismi multilaterali legati alle Nazioni Unite e alla governance climatica globale. Tra questi figurano nomi centrali come la **Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici(UNFCCC), l’Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC), l’International Renewable Energy Agency (IRENA) e l’International Solar Alliance. Tutte piattaforme fondamentali per coordinare politiche di mitigazione e adattamento al riscaldamento globale.
Una mossa a sorpresa che ha lasciato spiazzati anche i più critici oppositori al presidente Usa.
Venezia, la manifestazione contro Leonardo
30/11/2025Il ManifestoLA PROTESTA Manganelli, idranti e un muro di scudi sorretti da agenti in tenuta antisommossa hanno impedito al corteo di entrare nei capannoni del sito di Tessera
Manganelli, idranti e un muro di scudi sorretto da agenti in tenuta antisommossa hanno impedito al corteo di entrare nei capannoni della Leonardo, a Tessera. I manifestanti si erano dati appuntamento venerdì mattina nel parcheggio di Ca’ Noghera, vicino all’aeroporto Marco Polo, e si sono mossi in corteo lungo lungo via Triestina, bloccando di fatto una delle principali arterie del Veneto orientale. Circa tremila le persone che hanno aderito alla manifestazione veneziana organizzata in supporto allo sciopero generale. L’obiettivo era quello di raggiungere lo stabilimento della Leonardo spa a Tessera e manifestare contro questa azienda a partecipazione statale specializzata nel settore bellico.
In mille per le calli contro Venezi direttrice
12/11/2025Ritorna Fiano, Ca’ Foscari blindata
5/11/2025Il ManifestoUniversità Due cordoni di polizia in assetto antisommossa hanno chiuso le calli di accesso
Una settimana dopo l’interruzione della sua conferenza da parte di un gruppo di studenti pro Pal, Emanuele Fiano, ex deputato Pd e presidente dell’associazione Sinistra per Israele, è tornato alla Ca’ Foscari di Venezia. E lo ha fatto in pompa magna, con tanto di ministra dell’Università, Anna Maria Bernini, al seguito, accolto dalla rettrice Tiziana Lippiello nella sala più elegante dell’ateneo. Platea scarsa ma selezionatissima, composta per lo più da giornalisti, qualche docente e da alcuni rappresentanti della locale comunità ebraica.
Venezia, proPal bloccano la nave Msc diretta in Israele
1/10/2025Il ManifestoVENEZIA - Una vera e propria battaglia navale quella che si è svolta ieri sera davanti al porto di Marghera tra una dozzina di imbarcazioni di attivisti “battenti bandiera palestinese” e i motoscafi della polizia e della guardia costiera con tanto di droni, moto d’acqua e un aereo al seguito. I manifestanti avevano accolto l’appello proveniente dal laboratorio Morion, il centro sociale di Venezia, e si sono imbarcati per raggiungere il canale dei Petroli, che mette in comunicazione il porto di Marghera col mare aperto, e arrivare alla banchina dove era ormeggiata la nave Msc Melani III. «Fuori guerra e genocidio dal porto di Venezia!» era lo slogan.
Espulso perché pericoloso per Israele: «Non vogliono testimoni»
13/08/2025Il ManifestoDon Nandino Capovilla Parroco “scomodo” di una parrocchia nel quartiere periferico della Cita di Marghera, è stato fermato dalla polizia israeliana, gli sono stati sequestrati telefono e valigie ed è stato tenuto sotto stretta sorveglianza sino alla notifica dell’atto di espulsione
«Non scrivete di me. Io sto bene. Piuttosto che farmi domande sulle mie sette ore di detenzione, parlate di quel popolo che da settant’anni è prigioniero sulla sua stessa terra». Non si smentisce per un momento don Nandino Capovilla. Neppure l’espulsione e la notifica di un denied entry israeliano che gli impedirà di ritornate in quella terra che tanto ama lo distoglie dal suo obiettivo principale: la giustizia e la pace per un popolo martoriato.
Era sceso all’aeroporto di Tel Aviv lunedì 11 agosto, nel primo pomeriggio, con una delegazione di una quindicina di persone tra le quali l’arcivescovo Giovanni Ricchiuti, presidente di Pax Christi Italia, per partecipare a un «pellegrinaggio di giustizia» condotto nell’ambito della campagna «Ponti e non muri». Don Nandino, parroco “scomodo” di una parrocchia nel quartiere periferico della Cita di Marghera, è stato fermato dalla polizia israeliana, gli sono stati sequestrati telefono e valigie ed è stato tenuto sotto stretta sorveglianza sino alla notifica dell’atto di espulsione come persona non gradita e pericolosa per la sicurezza dello Stato. Libero sì, ma solo di tornare in Italia. Quindi è stato rimpatriato con il primo volo utile.




